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22.10.12

Crescita choc dei tumori Ilva di Taranto tra fattori scatenanti


Peggiorano da +10% a più 11% nell'aggiornamento 2009 del Progetto Sentieri dell'ISS sui siti inquinati i dati della mortalità a Taranto: lo rende noto il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti. Il dato del più 11% cento si riferisce all'eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia, secondo lo studio compiuto dall' Istituto Superiore di Sanità con l'Oms , chiamato progetto 'Sentieri'. Il rapporto pubblica i dati aggiornati al 2009 che, per tutte le cause di mortalità, per tutta la popolazione, segnano un più 1% rispetto al 2008.

In particolare dai dati forniti dal ministro della Salute, Renato Balduzzi alle associazioni ambientalisti emerge per le donne a Taranto un aumento di tumori dal 24% al 100%. Secondo i dati ufficiali del ministero si registra a Taranto +14% di mortalità per gli uomini per tutte le cause; e +8% di mortalità per le donne per tutte le cause. Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.
"Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed é quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene". Così' è scritto nel Rapporto Sentieri presentato dal ministro Balduzzi. "La situazione a Taranto è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità' pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate". Lo ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi, oggi a Taranto. In particolare, - secondo i dati contenuti nel progetto Sentieri aggiornato al 2003-2009 e riferiti al sito di Taranto con Statte - si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Si registra complessivamente un aumento di tutti i tumori del 30% mentre per i bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita.
PEACELINK, PIU' DIOSSINA IN SANGUE ALLEVATORI - "I livelli di diossine e Pcb osservati nel sangue degli allevatori di masserie nella fascia 0-15 km dal polo industriale sono consistentemente più elevati di quelli osservati a distanze maggiori".Lo dice il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, citando i dati sulla mortalità forniti dal ministro della Salute. "Questo dato - aggiunge Marescotti - è coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge". "Questi dati - aggiunge Marescotti - confermano come lo stato di contaminazione della catena alimentare abbia prodotto più alte concentrazioni delle diossine e dei Pcb nel sangue della popolazione più esposta, come appunto gli allevatori i quali in genere si cibano dei loro prodotti". "La relazione fra distanza dal polo industriale e presenza di diossine e Pcb nel corpo umano - prosegue Marescotti - deve far riflettere perché questi cancerogeni nel sangue analizzato diminuiscono quando ci si allontana dagli impianti inquinanti". Nella documentazione fornita dal Ministro, osserva il presidente dell'associazione ambientalista, "si legge che 'per alcuni metalli (in particolare manganese, ma anche arsenico, cadmio e piombo) i livelli nel sangue degli allevatori corrispondono a quelli della fascia medio-alta della popolazione italiana'". "In alcuni punti la documentazione sembra minimizzare il rischio delle diossine nell'aria a Taranto ma questo è coerente con quanto sappiamo: le diossine - afferma Marescotti - sono pericolose se ingerite, mentre la contaminazione per inalazione è secondaria. Le diossine entrano infatti nel corpo umano per il 98% attraverso l'alimentazione, specialmente mangiando i grassi animali"
BALDUZZI, FARE QUALCOSA DI PIU' ANCHE PER AIA - "La sensazione è che si debba fare qualcosa di più, e questo vale sia per il piano di monitoraggio sanitario sia per ciò che sta dentro l'Aia per l'Ilva così come per il piano di prevenzione". Lo ha detto il ministro Renato Balduzzi, nella conferenza stampa di presentazione dei dati aggiornati del Rapporto Sentieri. La considerazione del ministro è stata fatta rispondendo alla domanda se fosse sorpreso dai dati. "Per quello che conoscevo di Taranto - ha detto - un pochino, perché i dati tendono a non scendere". A proposito dell'Aia per l'Ilva, Balduzzi ha comunque aggiunto: "Per noi l'Aia è sufficiente perché ha accolto tutte le nostre proposte, tra cui la revisione in funzione del monitoraggio"
ASS.RE PUGLIA, DATI MORTALITA'TARANTO ALLARMANTI  - "''I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già' circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire". Lo ha detto poco fa l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini, dopo l'incontro a Taranto con il ministro Renato Balduzzi. C'é un progressivo riavvicinamento delle posizioni del Ministero - ha aggiunto Attolini - rispetto alle osservazioni che noi come giunta regionale abbiamo mosso sulla vicenda complessiva, per cui riteniamo che l'Aia per l'Ilva debba recepire la nostra legge sul danno sanitario". "Per il passato bisogna aumentare i livelli di tutela della salute, i livelli di presa in carico per l'aspetto sanitario, e migliorare la compatibilità' della struttura, azzerando i rischi e per il futuro - ha concluso l'assessore - occorre fare un'operazione di monitoraggio e di prevenzione"

ansa

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