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20.12.11

Buon Natale da Pilo

L’idea che avevo per augurarvi un Buon Natale era decisamente diversa da quella che andrò a proporvi.

In principio infatti, avevo in mente la classica sfuriata annuale, dove da incazzato(quale sono), avrei tirato giù tutti i santi del paradiso. Ma poi, nel mettermi qui seduto davanti al pc, prima che potessi iniziare a battere la prima lettera…qualcosa è cambiato…

Guardando dalla finestra, che mi propone una strada provinciale ed una fabbrica, decisamente poco bella a vedersi, ho cominciato ad immaginare che quella fabbrica non ci fosse più, che al suo posto ci fosse una bella collina, dopo una nevicata, ricca di alberi da bosco innevati e silenziosi, dove abeti, larici, querce e arbusti, possono vigilare sulla mia Italia innevata.

Ad un tratto è sparita anche la strada Provinciale, che ha lasciato spazio ad un viottolo semideserto, con la neve alta ai lati e qualche bambino che fa a pallate di neve.

Ora tutto mi è più chiaro, sento una gioia salire ardentemente dall’interno, la luce all’esterno si fa più densa, quasi ti abbaglia, silenzio.

Un silenzio ricco di saggezza che nel suo essere nulla ti rende partecipe di ogni cosa che ti sta attorno. Sarebbe bello che tutto fosse così, penso..Tutto potrebbe anche essere così, se tutti noi davvero lo volessimo.

Un mondo vero, felice, in salute. Una terra che è orgogliosa di donarci i suoi frutti, un cielo e un mare che facciano a gara ad essere uno più blu dell’altro, sotto giudizio del sole che da la vita a tutto e come un Padre veglia ogni istante su tutto, per sempre!

Dalla mia finestra ora, l’orizzonte sembra ampliarsi, mostrandomi cose mai viste fino ad ora, cose che ho avuto sempre lì, ad un passo e mai notate, come se non esistessero nemmeno.

Vedo un torrente che corre, frenetico, dalle rocce di un monte, ogni sua molecola d’acqua, appena nata, come un bambino al primo giorno di scuola, è curiosa di conoscere, sapere del mondo, sapere della vita e allora corre e corre dalle rocce, velocissima pensando che il mare sarà ogni secondo più vicino.

Dalla sommità del monte picchia il sole sul mezzogiorno e allora come un falco pellegrino in vista della preda, il mio sguardo, finisce sopra un litorale marino, pieno di vele e di barche di pescatori, che fieri della vita che fanno, piena di stenti, ma stracolma di orgoglio, issano le reti dei loro Gozzi per ripulirle dei pesci che il mare ha donato loro, affinché possano sopravvivere.

Come si sarà notato, è stata, quella di quest’anno, una lettera differente dalle solite, una lettera che forse tutti sogniamo, o meglio tutti sogniamo di poter raccontare in una lettera, tutto ciò che avremmo sempre immaginato.

Buon Natale belle teste

Pilo

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