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27.11.11

Bollette più care, tredicesime più leggere

Bollette più care, tredicesime più leggere: questo è l’autunno più caldo dei servizi italiani, e va a sposarsi con il calo degli importi delle tredicesime, che porterà quindi a una depressione dei servizi sotto Natale. Il Corriere ci racconta del calo:

Secondo l’indagine su 46 città d’Italia dell’associazione consumatori Altroconsumo, l’aumento medio delle bollette idriche è del 12,5% (+42% ad Aosta) e quasi 30 euro in più all’anno a famiglia. La città più cara è Firenze: un nucleo di tre persone paga in media 503 euro l’anno (+12%). Quasi quattro volte di più di chi vive a Milano (129 euro), anche se rincarata del 17%. In media l’acqua costa di più al Centro (371 euro l’anno), un po’ meno al Nord (271 euro) e meno ancora al Sud (254 euro). La media nazionale è di 290 euro. La fotografia scattata da Altroconsumo è quella di un settore senza regole e programmazione

ECONOMIA

Bollette più care, tredicesime più leggere

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Ieri, intanto, i movimenti dell’acqua sono tornati in piazza per ribadire il loro «giù le mani dall’esito del referendum»:

Quello di giugno con il quale i cittadini hanno detto «sì» all’abrogazione del provvedimento con il quale si voleva privatizzare l’acqua. Le notizie non sono buone nemmeno sul fronte energetico. Secondo la Confartigianato a settembre 2011 si è toccato il record (negativo) della bolletta degli ultimi due decenni: 61,9 miliardi di euro e quasi il 4% del Pil. L’aumento, rispetto al 2010, è del 26,5%. Ogni famiglia, in media, paga all’anno 2.458 euro e la voce che, più di tutte, ha fatto schizzare in alto il conto è stato il petrolio: nel periodo marzo 2009-settembre 2011 è aumentato del 143%.

E così, a cascata, sono rincarati i carburanti, i trasporti e il gas:

A pagare il caro petrolio è tutta l’eurozona. Ma in Italia l’aumento è più marcato. Se nel periodo ottobre 2010-ottobre 2011 il prezzo dei carburanti nell’area euro è aumentato del 14.4%, nel nostro Paese è stato del 17,4%. Stesso discorso per il gas (+10,1 nell’eurozona, +12,2% in Italia) e i trasporti (+4,5 e +7,7%). A proposito di questi ultimi: Potenza è la città che segna il rincaro più marcato: 10,5%. Subito dopo Venezia (+9,1%), Verbania (+9%) e Trento (+8,8%). «Il gasolio destinato all’attività agricola è aumentato del 46%», denuncia la Coldiretti. Che aggiunge: «In Italia l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma e l’aumento dei costi energetici ha un effetto valanga sul prezzo finale di vendita dei prodotti che, prima di arrivare sulle nostre tavole, percorrono circa 2.000 chilometri»

E anche il monte delle tredicesime per la prima volta in vent’anni diminuirà, sarà di 800 milioni di euro in meno, il 2,2 per cento più basso rispetto al 2011:

Già questo significa che ci saranno meno soldi da spendere a Natale, se poi ci aggiungiamo che le gratifiche di dicembre verranno «mangiate » per quasi l’80 per cento da tasse, bolli, canoni e rimborso dei debiti pregressi, e che nelle tasche degli italiani rimarrà poco più del 20 per cento, quindi appena un quinto, per regali, cenoni, viaggi e risparmi, si capisce quanto si prospettino «magre» le festività venture. Lo dicono le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. «Dopo un anno durissimo di rincari che hanno falcidiato i redditi delle famiglie costrette a indebitarsi per sopravvivere — spiegano i presidenti delle due associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti —, ora resterà davvero poco per festeggiare. Anche il Natale quindi sarà durissimo sul fronte dei consumi, destinati a calare del 6,9 per cento. Almeno una famiglia su tre sarà costretta a tagliare le spese a causa dell’incerta situazione economica ».

Ecco come le tredicesime, che arriveranno complessivamente a 35 miliardi di euro, sono già state ipotecate per una buona fetta:

Per bollette, rate e prestiti se ne andranno 10,7 miliardi di euro (il 30,4 per cento del monte totale), l’assicurazione per l’automobile, che continua a pesare sulle tasche della gente, «in maniera ingiustificata visto che aumenterà del 15 per cento di fronte a una riduzione dei sinistri », si porterà via 5,6 miliardi di euro, il 16 per cento delle tredicesime, per pagare i mutui bisognerà mettere da parte 5,8 miliardi di euro. Non è però finita qui: 3,9 miliardi di euro di gratifica natalizia serviranno per pagare le tasse di auto e moto (11,4 per cento del totale), mentre 1,9 prenderanno la via del canone Rai, che quest’anno verrà ritoccato. C’è poi un ulteriore 8,86 per cento, ovvero 3,1 miliardi di euro, che servirà a pagare i prestiti contratti con banche, finanziarie, parenti, amici, conoscenti per sopravvivere «dato che moltissime famiglie non riescono a far quadrare i bilanci».

Le tredicesime che saranno pagate tra circa tre settimane saranno così distribuite:

10,2miliardi ai pensionati (con un segno negativo dell’1,92 per cento rispetto al 2011), 9,2 miliardi ai lavoratori pubblici (meno 1,07 per cento), 15,6 miliardi ai dipendenti privati (meno 3,1 per cento) di agricoltura, industria e terziario. Solo un quinto, come spiegato da Adusbef e Federconsumatori, resterà nelle tasche degli italiani che si troveranno per giunta, ci racconta il Codacons, a spendere circa il 10 per cento in più per comprare l’albero di Natale, pandori e panettoni, e soprattutto giocattoli. «La principale causa dei rincari generalizzati — dice Carlo Rienzi del Codacons — è da ricercarsi nei provvedimenti del precedente governo su Iva e tante accise sui carburanti che hanno avuto effetti negativi sui listini, come anche l’Istat ha certificato». Visto il quadro complessivo, intervengono Rosario Trefiletti di Federconsumatori e Elio Lannutti di Adusbef, «invitiamo il governo in carica a evitare l’aumento dell’Iva e il ritorno dell’Ici sulla prima casa». L’Iva soprattutto, dicono ancora i due presidenti, è una «tassa sui poveri», ingiusta perché «colpisce indistintamente tutti i consumatori».




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