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24.5.11

Vagina e pene di plastica, il kit per l’educazione sessuale all’asilo

Molte polemiche in Svizzera per il nuovo materiale didattico con il quale si spiegherà il sesso ai bambini

In questi giorni sono arrivate in 30 scuole del Cantone di Basilea città scatole e valigie del sesso. Contengono materiale per l’insegnamento dell’educazione sessuale per bambini dai quattro ai quattordici anni. All’interno dei contenitori ci sono pupazzetti, libri, peni in legno di diverse lunghezze e dimensioni, vagine in plastica, filmati. La decisione di spiegare il sesso con questa dovizia di particolari a bambini così piccoli ha scatenato molte polemiche, anche perché l’iniziativa, lanciata a livello cantonale, potrebbe essere estesa a livello federale.

VALIGIA DEL SESSO PER BIMBI – Le scatole e valigie del sesso serviranno ai pedagoghi per affrontare il tema in maniera visuale ed approfondita. A partire dal nono anno scolastico l’educazione sessuale diventerà materia obbligatoria di insegnamento nel Canton Basilea città, mentre negli asili i piccoli di quattro anni impareranno a distinguere gli elementi del corpo umano, inclusi gli organi di riproduzione sessuale. Anche come viene concepito un neonato, e per comprendere questo nella valigia del sesso, come viene definita da Blick, ci sono i pupazzetti a disposizione. Il concetto di piacere diventa centrale nell’insegnamento. Sarà spiegato ai bambini che essere toccati in alcuni parti del corpo provoca molto piacere, ma dovranno anche imparare a dire no quando non vogliono essere sfiorati. “In questo modo aiuteremo i bambini a sviluppare e vivere la loro futura sessualità in modo consapevole”, spiega Daniel Schneider, l’autore del sussidiario per l’educazione sessuale dei piccoli nel Cantone renano.

PENE IN LEGNO PER I PIU’ GRANDI – Per le classi delle scuole inferiori invece ci saranno spiegazioni esplicite con tanto di supporto video, e l’utilizzo di replica in legno o in plastica degli organi sessuali degli uomini e delle donne. Il Canton Basilea non è l’unico in Svizzera ad aver introdotto l’obbligatorietà dell’educazione sessuale nell’insegnamento. In Appenzello e San Gallo, due Cantoni della Confederazione Elvetica orientale, ci sono lezioni nei quali gli studenti si siedono sul tappeto del sesso, dove discutono di questo tema insieme ai loro docenti. Nel 2014 è attesta l’introduzione dell’obbligatorietà dell’educazione in tutte le scuole della Svizzera, e questi primi progetti servono anche da esperimento per l’elaborazione che sta portando avanti il Dicastero dell’Istruzione federale.

PROTESTE FEROCI – In molti Cantoni la nuova materia scolastica e il modo in cui viene e sarà affrontata ha già provocato molte polemiche. Associazioni di genitori insieme a pedagoghi di orientamento conservatore, appoggiati dai partiti di destra, hanno già lanciato l’allarme contro l’arrivo della pornografia nelle scuole, o quantomeno con insegnamenti che la sfiorano. Secondo la maggior parte di questi esponenti intervistati da Blick l’educazione sessuale dovrebbe essere lasciata alle famiglie, con i genitori responsabili in primis. Particolarmente criticata anche la decisione del Canton Basilea di insegnare l’educazione sessuale negli asili, un luogo dove questo tema non dovrebbe essere assolutamente presente. La Svizzera si prepara dunque ad una nuova battaglia culturale in vista del 2014, quando l’educazione sessuale dovrebbe entrare definitivamente nei programmi scolastici obbligatori.


give thanx Roberto Tramarin


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