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10.5.11

Stanley, il 29enne che gioca a fare il neonato.

E’ una storia da brividi. Almeno per me. La trasmissione “Taboo”, di National Geographic, si occupa oggi – in America – di Stanley, un ragazzo 29enne che vive una doppia vita. Da un lato, è un 29enne, con un lavoro regolare; dall’altro, ama diventare bambino. Stanley soffre di infantilismo, che lo porta a desiderare pannoloni e a farsi nutrire col biberon. La prima cosa che fa, quando torna a casa, è quella di bersi un bicchiere di latte, usare il ciuccio e giocare coi Lego. Il californinano è assecondato in questo dalla compagna di appartamento, un’ex infermiera. “Lo faccio per rilassarmi – dice Stanley, che si comporta così da quando aveva 14 anni – Torno dal lavoro e ho voglia di mettere via la roba adulta, e di fermare tutto”. Non c’è niente di sessuale, nella relazione con la sua compagna di appartamento, precisano entrambi. Per assecondare questa sua “patologia”, gli è stato costruito anche un lettino con le barre ai lati, e anche un’area gioco rinforzata per supportare il suo peso di adulto obeso. Da un anno e mezzo sta lavorando alla costruzione di una sedia da tavolo, di quelle usate per far mangiare i bambini. “Voglio avere quell’amore e quelle attenzioni che si perdono nel momento in cui diventiamo adulti”, dice ancora. Stanley cessa di giocare a fare il bambino nel momento in cui varca la porta di casa, e torna nel mondo adulto. “Alcune persone mi capiscono, altre pensano che sia un pedofilo”, dice Stanley.

Ma i genitori? Un assistente sociale?

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