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19.4.11

L'Fbi contro Jim Morrison: "I dischi dei Doors rovinano i giovani"

“Fermiamo questa spazzatura”, si scrivevano, in uno scambio incrociato, gli esponenti dell’establishment americano.

Gli anni della rivoluzione culturale, il 1968 che ha cambiato la storia, non fu una vicenda indolore: non servivano gli archivi segreti dell’FBI, in parte pubblicati dopo l’approvazione della legislazione sulla trasparenza Usa, a raccontarci questa verità. Eppure gli archivi secretati oggi riescono a darci uno sguardo da dentro molto utile per capire l’aria che tirava all’epoca: basta leggere quel che un mittente senza nome scriveva ad un suo collega e, per conoscenza ed interesse affine, inoltrava a J.Edgar Hoover, storico direttore del Federal Bureau.

LETTERE CENSORIE – Argomento, i dischi dei Doors, la storica band guidata da Jim Morrison, che proprio negli anni immediatamente precedenti al 1968 inizia la sua carriera artistica scalando le classifiche Usa. Ma i suoi dischi, per il gusto comune dell’epoca, sono scandalosi: e il senatore, ovviamente con il nome omissato, scrive appunto che questa deriva musicale va fermata, e al più presto.

Caro Mr Hoover, ho pensato che il disco che allego potrebbe interessarla, così come la mia lettera al senatore Sam J. Ervin. Come dico proprio a lui, non so cosa, e nemmeno se qualcosa, possa essere fatto per fermare la disseminazione di questa spazzatura, ma credo che si debba trovare un modo per fermarla. Ciò che mi viene in mente è che voi potreste discuterne con il Procuratore Generale e che – spero – voi due possiate essere in grado di fare qualcosa. Certamente, la grande maggioranza degli americani decenti applaudirebbe lo sforzo di fare piazza pulita di questi dischi e del liberare le edicole da tale spazzatura.

Come si vede, chi scrive chiama in causa addirittura alcune delle più alte cariche dello Stato americano per fermare la diffusione dei dischi di Morrison.

FERMATELI - Ancora più deciso è lo stesso mittente nello scrivere al suo senatore di fiducia.

Credo che sarete d’accordo con me, dopo aver ascoltato il disco che includo, che tutto questo è la più sporca e volgare opera che la mente umana possa concepire. (…) So bene che noi non possiamo e non dobbiamo tentare di legiferare sulla moralità, ma potremmo, e dovremmo, tentare di fermare la diffusione di questo materiale.

Insomma, per chi scrive non serve una nuova legge, basta l’attuale quadro legislativo per fermare la spazzatura dei Doors. Anche perchè, e nel fascicolo è incluso, Jim Morrison venne poi – “finalmente”, scrive l’articolo che racconta la vicenda – rinviato a giudizio a Miami per il suo spettacolo in cui si presentò sul palco masturbandosi e incitando la folla alla liberazione sessuale.

Sei avvisi di garanzia, incluso uno per reato criminale, sono stati spiccati contro Jim Morrison, quattro giorni dopo la sua apparizione davanti a 12mila giovani all’Auditorium di Miami. Il procuratore ha spiccato l’avviso criminale in conseguenza del “comportamento lascivo in luogo pubblico perpetrato attraverso l’esposizione delle parti intime e simulazione della masturbazione e copulazione orale”. Due accuse di esposizione indecente e atti osceni in luogo pubblico più una di ubriachezza molesta sono state spiccate contro Morrison.

PREOCCUPAZIONI CONDIVISIBILI – La lettera è datata Marzo 1969, quindi non è realistico che il disco che ha in mano il mittente sia Waiting For The Sun, uscito per Elektra nel luglio di quell’anno, doppio disco d’oro e di platino, primo in classifica Usa del tempo. Allegata ancora al fascicolo sui Doors c’è una lettera anonima di un genitore che si lamenta della televisione “sesso e droga” e dei dischi di The Fags, altra band del tempo esponente di quella cultura musicale beat di ribellione soprattutto sessuale che caratterizzava la musica di quell’epoca. Ciò che conta è che è J. Edgar Hoover in persona, massima autorità del Bureau, a rispondere a chi gli scrive.

Condivido le vostre preoccupazioni riguardo questo genere di dischi attualmente in distribuzione nel nostro paese e certamente apprezzo che voi abbiate deciso di portarlo alla mia attenzione. Mi repelle e credo che sarebbero d’accordo con me tutte le persone di buone vedute, e può davvero avere un effetto serio sulle giovani generazioni.

E’ l’America conservatrice dell’establishment che, dunque, in lettere riservate, si scambia opinioni censorie sulla rivoluzione culturale. Che, comunque, andrà avanti nonostante loro.

give thanx Roberto Tramarin


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