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11.3.11

l'ibuprofene riduce il rischio del morbo di Parkinson

Malattia di Parkinson(IAMM) L'assunzione di ibuprofene sarebbe associata ad un minore rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. Il morbo di Parkinson, che si manifesta in genere dopo i 60 anni, è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale che causa la riduzione dei livelli di dopamina, un neurotrasmettitore. Lentezza nel movimento, rigidità e tremore sono i sintomi classici della malattia. La scoperta sul ruolo protettivo dell'ibuprofene è stata fatta nell'ambito di una ricerca dell'Università di Harvard, pubblicata su 'Neurology' e condotta da Alberto Ascherio sui dati di circa 140mila partecipanti volontari allo studio 'Nurses' Health Study' della Brigham andWomen's Hospital di Boston sull'uso di antidolorifici. I ricercatori hanno notato che l'assunzione di ibuprofene 2-3 voltea settimana ha ridotto la probabilità di sviluppare la malattia del 38%. Dopo un'ulteriore analisi su molti altri studi in merito all'assunzione di ibuprofene, gli esperti hanno concluso che le persone che assumono farmaci a base di tale principio attivo hanno un rischio inferiore del 27% di sviluppare la patologia. Al momento "non c'è una cura per la malattia di Parkinson e la possibilità che l'ibuprofene possa aiutare a proteggere contro la malattia è davvero interessante" ha dichiarato Ascherio. Ovviamente saranno necessari ulteriori studi, in particolare per valutare gli effetti collaterali connessi all'assunzione di ibuprofene.
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