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15.3.11

cinque regole per riconoscere la qualità della pasta secca

Le ci

Pasta, pizza e mandolino. Luoghi comuni su noi italiani, è vero. Ma è pure vero che in fatto di cucina (quasi) nessuno ci batte, checché se ne dica. Per la pasta, poi, siamo veramente gli unici. Avete mai provato a mangiare la pasta all’estero? Se sì, sapete di cosa sto parlando…

Ma qui, da noi, in casa nostra, con il proliferare di mille marche di pasta secca, come riconoscere quella di qualità per far sì che i nostri piatti siano ancora più buoni? Potremo anche aver preparato il miglior sugo mai fatto, ma se al momento di condirci la pasta questa si rompe tutta o non tiene la cottura nemmeno per il tempo di portarla in tavola, allora sarà tutto inutile.

Cinque sono le “regole” per riconoscere la qualità di una pasta secca anche senza doverla assaggiare:

  • la pasta deve essere rigorosamente di grano duro
  • all’aspetto deve essere luminosa e uniforme
  • il colore deve essere paglierino o ambrato
  • mettendola in controluce deve risultare nitida e senza bolle d’aria
  • se la rompete (da cruda, si intende) si deve spaccare emettendo un rumore secco e avere un taglio spigoloso
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