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15.2.11

Italiano fa giro del mondo in bici: ci metterà 4 anni

Per concluderlo ci metterà 4 anni

"Il giro del mondo in 80 giorni", il romanzo di Jules Verne, ha incantato generazioni di bambini. Un nuovo "Phileas Fogg" italiano, Massimiliano Felici, 36 anni, partira' da Saluzzo (Cuneo) il 2 marzo per fare il giro del mondo in bicicletta, in solitario. Tempo previsto: quattro anni. Ha praticato vari sport in modo agonistico: pattinaggio a rotelle, pallacanestro, ultra-maratone in montagna, oltre ovviamente al ciclismo. Scopriamo lo stato d’animo dell’atleta di origini romane, nella vita proprietario di un pub in Piemonte e che per piacere ha già viaggiato molto.

Massimiliano Felici

Felici, l’ora x si avvicina sempre di più. Ci sveli innanzitutto la sua idea di tour
La mia intenzione è attraversare la pianura padana ed i Paesi dell'ex Jugoslavia fino ad arrivare in Grecia, poi Turchia, Paesi dell'ex Unione Sovietica ed Asia Centrale. Una volta in Mongolia cercherò di scendere in Cina e nel Sud-est asiatico. Ho programmato di imbarcarmi da lì per l'Australia e la Nuova Zelanda. Successivamente in aereo partirò alla volta del Sudamerica, percorrendolo da sud a nord. Seguendo la Panamericana mi dirigerò verso gli Stati Uniti e successivamente in Canada, da dove mi imbarcherò per il Sudafrica. Successivamente l’obiettivo sarà risalire il continente nero sulla costa est arrivando in Egitto, poi Tunisia, Marocco, Spagna e Francia. Infine è previsto il ritorno nella mia Italia. Si tratta di oltre sessantamila chilometri.

Un percorso tutt’altro che facile. Quanto si sente pronto?
“E’ un’affascinante sfida con me stesso. Ho dato subito molta importanza alla preparazione del viaggio, iniziata sette mesi fa. Esco tre o quattro ore al giorno con bici da corsa o mountain bike, ma con l'avvicinarsi della partenza andrò ad aumentare il minutaggio ed inizierò a zavorrarmi per capire eventuali problemi che potrò riscontrare. L'attrezzatura è altresì importante, cosìil mio equipaggiamento conterà materiali il più possibile leggeri e di ottima fattura come tenda, sacco a pelo, materassino, fornellino e pentole. Con me porterò anche, oltre alla mia inseparabile macchina fotografica, anche cartine geografiche e forse un telefono satellitare.

Qual è il dubbio maggiore legato al suo giro del mondo?
La mia preoccupazione più grande è il passaggio delle frontiere nei Paesi a rischio. Potrebbero sorgere dei problemi burocratici. Quindi sto cercando di informarmi il più possibile per quanto riguarda l’aspetto logistico.

Cinque continenti e tutte le stagioni da affrontare…
In bicicletta bisogna pensare a tutti gli imprevisti che potranno succedere o almeno alla maggior parte, ai fattori meteorologici avversi come la pioggia o la neve Dovrò decidere ad esempio se stare fermo nei giorni di brutto tempo o pedalare ugualmente. Un altro avversario sarà la temperatura, troppo fredda o troppo calda. L'abbigliamento è importante e laverò le mie cose strada facendo nei giorni di riposo. Da non trascurare ovviamente la manutenzione della bici.

Gli appassionati potranno seguirla in qualche modo da casa?
Certo. Solobike.it e tracciamo.com mi hanno procurato il Transponder, un ricevitore satellitare con il quale, in tempo reale, potrete vedere i miei spostamenti. E dal mio computer aggiornerò il sito “Massiworldtour”. Spero di conoscere e far conoscere il più possibile anche le diverse culture dei popoli. L’apporto di chi tiferà per me potrebbe essere l’arma in più.


give thanx Roberto Tramarin


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