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16.1.11

Ruby sarebbe rimasta ad Arcore otto volte. Fede:'Simpatiche serate, mai fermato dopo cena'

MILANO - Silvio Berlusconi non si presentera' davanti ai pm di Milano che gli hanno recapitato un invito a comparire per il prossimo fine settimana accusandolo di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Sarebbe questo l'orientamento che sta maturando tra i legali del premier dopo l'incontro ad Arcore di ieri pomeriggio. Anche se la versione ufficiale di questa mattina era ancora ''non abbiamo deciso'', non e' escluso, questa una delle ipotesi al vaglio della difesa, che venga eccepito un legittimo impedimento per il 21, il 22 e il 23 gennaio, le date indicate nella convocazione dei magistrati. In questo modo, pare di capire, si guadagnerebbe il tempo necessario per mettere a punto la strategia processuale: il fascicolo, e' la tesi dei legali del Presidente del Consiglio, in primo luogo avrebbe dovuto essere trasmesso subito, o comunque entro 15 giorni dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati al Tribunale dei Ministri, senza nemmeno effettuare alcuna attivita' di indagine come invece e' stato fatto con le perquisizioni dell'altro ieri. I legali del premier, dunque, continuano a ritenere che la competenza per i fatti oggetto delle contestazioni non sia della Procura di Milano.

LEGALI PREMIER,ANCORA NO DECISIONE INTERROGATORIO -"Leggiamo su alcune agenzie di stampa illazioni prive di ogni fondamento. Nessuna decisione è stata ancora presa in merito all'invito a comparire rivolto al Presidente del Consiglio". E' quanto scrivono in una nota Piero Longo e Niccolò Ghedini, legali del premier.

RUBY: OTTO VISITE AD ARCORE, TABULATI TELEFONICI - Dai tabulati telefonici acquisiti dai magistrati della Procura di Milano che indagano sul caso Ruby risulterebbe che la ragazza sarebbe stata ad Arcore 8 volte e non 3 come lei aveva raccontato. A tracciare le telefonate che dimostrerebbero il soggiorno ripetuto più volte, e nei primi tempi anche in tempi piuttosto ravvicinati, gli specialisti del servizio centrale operativo della polizia. Dai dati, che sarebbero stati consegnati ai magistrati il 9 dicembre scorso, risulterebbe che Ruby sia stata più volte nell'abitazione del premier a partire dal 14 febbraio dello scorso anno (come lei stessa ha dichiarato), alla notte tra il primo e il 2 maggio. Poi il 27 maggio finì in Questura. Intere notti, oppure via all'alba al termine dei festini.

FEDE,AD ARCORE SIMPATICHE SERATE,MAI FERMATO DOPO CENA - ''Si stanno scrivendo delle enormita' che non corrispondono assolutamente al vero, io conosco la verita' e appena saro' chiamato la raccontero' ai magistrati''. Lo ha detto all' ANSA il direttore del Tg4 Emilio Fede, che ha ricevuto un'informazione di garanzia, nell'ambito dell'inchiesta sulla vicenda Ruby, per induzione e favoreggiamento della prostituzione. ''Ho partecipato a diverse cene a casa del presidente, in genere non cominciano prima delle 22,30 o 23,45, anche per ovvi impegni di lavoro - ha spiegato Fede - E' vero ci sono state occasioni in cui c'erano piu' invitate donne che uomini, ma non vedo cosa ci sia di strano, anche io se voglio passare una serata piacevole, preferisco circondarmi da persone simpatiche, divertenti''. ''Ritengo indegno il massacro che si sta facendo di quelle ragazze - ha aggiunto - inseguite dove abitano, costrette a nascondersi come se fossero delle ladre, mentre sono solo delle giovani donne che cercano di fare il loro lavoro nel mondo dello spettacolo''.
BERLUSCONI, TEOREMA PER ELIMINARMI MA NON RIUSCIRA' di Teodoro Fulgione - ''Questa volta e' stato superato ogni limite. Il fango ricadra' su chi utilizza la giustizia come arma politica''. Silvio Berlusconi torna all'attacco sull'inchiesta che lo vede indagato a Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile, per il caso Ruby. Il presidente del Consiglio interviene con una nota durissima per respingere ''l'ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica''. Ma l'inchiesta di Milano riaccende il dibattito sull'eventualita di un voto anticipato. Proprio nel giorno dell'attacco del premier ai giudici di Milano fanno eco le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che pur non commentando quelle che definisce ''le nuove e tristi vicende del premier'', sottolinea come ''la democrazia italiana sia piu' credibile'' proprio grazie all'impegno dei magistrati. Controcanto reso ancora piu' alto quando il leader di Fli sottolinea che l'etica pubblica e' la ''condizione'' per ricoprire cariche politiche pubbliche. Le parole del Cavaliere suscitano la reazione di tutta l'opposizione. Pier Luigi Bersani si rivolge direttamente a Berlusconi: ''In questo momento - sottolinea il segretario Pd - ci vergogniamo davanti al mondo e, se accettiamo tutto questo, il mondo fa bene a vergognarsi di noi''. ''Una minorenne - aggiunge - dovrebbe andare a scuola, non a cena da vecchi ricconi''. L'Idv chiama in causa il ministro dell'Interno Roberto Maroni e chiede che ''chiarisca in Parlamento la sua posizione'' sul caso Ruby. L'Udc invita Berlusconi a presentarsi ai magistrati perche' - spiega Pier Ferdinando Casini - ''ombre di questo tipo sul capo del governo non possono esserci''. Ma proprio su questo punto nel pomeriggio dai legali del premier arriva una precisazione: ''Non e' ancora stato deciso se il presidente del Consiglio andra' a rispondere ai pm (il 21, il 22 o il 23 gennaio, ndr)'', spiega l'avvocato e deputato del presidente del Consiglio, Piero Longo. Quindi, non si esclude che il Cavaliere possa ricorrere al legittimo impedimento. Contro questa ipotesi fa sentire la sua voce Donatella Ferranti del Pd: ''Se decidesse di non presentarsi dai pm - dice - non sarebbe certo un bel segnale per il Paese''. D'altronde, nel suo intervento Berlusconi ha chiamato in causa in prima persona ''i pm milanesi che hanno proceduto in spregio a ogni norma, a ogni codice, a un utilizzo equilibrato degli strumenti giudiziari'' e, ''nonostante un imponente apparato investigativo degno di ben altro tipo di indagine e avviato a dispetto di una palese incompetenza funzionale e territoriale, alla fine hanno raccolto soltanto chiacchiere e conversazioni private''. Il centrodestra apre il fuoco di difesa con dichiarazioni a sostegno del premier dalla ''jahad mediatica'' e contro ''l'azione ritorsiva dei giudici''. Fli mette in evidenza la distanza del premier da quelli che nel Pdl difendono i valori della famiglia: Carmelo Briguglio prevede ''che a breve ci saranno ripensamenti da parte di amici e parlamentari usciti da Futuro e Liberta' che chiederanno di rientrare''. L'inchiesta di Milano sulla escort
Ruby, infatti, rischia di riaprire i giochi nel governo. Nel Pdl non manca chi si dice convinto che Berlusconi possa decidere di ricorrere al voto anticipato per ''dimostrare che e' ancora una volta vittima di un complotto giudiziario e soprattutto che la gente e' dalla sua parte''. Una operazione rischiosa - viene spiegato da alcuni parlamentari del Pdl - ma una delle tante da valutare con la dovuta calma. In particolare, qualche parlamentare sottolinea che in tanti temono di non essere ricandidati e che questa dinamica potrebbe danneggiare il Pdl in un momento delicato.
RUBY: SI CERCANO CONTI E GIOELLI.LEI, MENTII SU ETA' di Chiara Carenini - Chi cerca trova. Chi cerca Ruby, la trova a casa del suo manager-fidanzato Luca Risso, chi cerca abiti e cd, foto e preziosi li trova sempre li', a casa di Risso. Poi c'e' chi cerca la verita', e questa e' un'altra questione. Eccola qui, Ruby: occhiali scuri, montone e babbucce alla moda, riviera di brillanti all'anulare sinistro. E' lei che conferma la perquisizione della squadra di pg nella casa di proprieta' di Risso: via Swinburne, due passi dall'Albikokka, la discoteca dove Ruby cena prima di salire sui cubi. Cos'hanno portato via? Abiti di lei, il Rolex di lui, ma anche cd musicali, neomelodici. Carte, anche. Probabilmente si cercano le tracce di soldi contanti: forse la bava di quei 5 mila euro che Ruby fece vedere alle sue sfortunatissime amiche del Kinderheim di Sant'Ilario, asserendo che venivano dal 'premier'? Oppure di quei 7 mila che questa sera la stessa Ruby, a Sky, dice di aver avuto da Berlusconi ''la prima sera che sono stata ad Arcore (il 14 febbraio del 2010, ndr), perche' la ragazza con cui ero quella sera gli aveva parlato, spiegandogli la mia situazione. E lui ha voluto aiutarmi''. Poi fotografie: ''Sono alla ricerca di foto e video che non esistono - ha detto ancora Ruby -, sono tutte bufale: quando non si riesce a colpire i potenti se la prendono con i deboli''. Cosa cercano i poliziotti? prove. E Ruby cosa cerca? Cerca di dire che lei ''ha detto solo la verita''' e che non ha paura perche' ''male non fare, paura non avere''. Ma come, se ieri aveva detto a un magazine che aveva avuto paura di fare la fine di Brenda, la trans coinvolta nel caso Marrazzo morta in un incendio che puzzava di bruciato lontano a un miglio... Conferma l'avvocato Massimo Di Noia: ''Ruby non mi ha mai detto di avere paura, di temere le per la sua vita''. Allora, cosa cerca Ruby? Cerca di far passare la sua verita'. Come la ricostruzione della notte in questura a Milano: ''Sono arrivata li' - racconta - e pero' ho visto che non era la solita prassi che si usava per andare in comunita'''. Una volta fuori dalla questura ad attenderla c'erano il consigliere Minetti e la brasiliana Michele Conceicao. La Minetti gli ha passato Berlusconi, racconta Ruby, che in quel momento aveva scoperto che lei era minorenne (ad Arcore, racconta, ''gli dissi che avevo 24 anni, come dissi a tutti''). ''Mi ha detto che c'era rimasto male perche' aveva fatto entrare una persona in casa sua fidandosi ed era stato ricambiato con una bugia''. Pero' chi cerca trova. E la polizia ha trovato abiti, preziosi, fotografie e quei cd. Oltre a un computer, quello di Risso, sequestrato. Il pc di Ruby, invece, le e' stato restituito. Forse il contenuto di quella macchina ha parlato, forse ha suggerito un passo successivo. Quindi non si smette di cercare: non si smette di cercare il danaro, i gioielli (la collana di Damiani?), le tracce utili a questo sex-probe. Ruby domani sara' a Milano dal suo avvocato Massimo Di Noia. La marocchina non e' indagata, non e' parte lesa, cosi' come non e' indagato Luca Risso. In attesa di andare dal suo legale, a portare le carte riguardanti perquisizione e sequestro, Ruby si prepara alla festa di questa sera al 'Fellini', uno dei locali di Risso. E fino a quando chi cerca non trova qualcosa di certo, queste feste e le parole che vi verranno dette saranno terreni da esplorare.

PREMIER DA PM? SI VEDRA'. A FESTE METODO D'ADDARIO di Francesca Brunati - Non si sa ancora se Silvio Berlusconi si presentera' davanti ai magistrati di Milano che lo hanno indagato e convocato per il prossimo fine settimana. Non si sa ancora se si fara' interrogare sulle feste ad Arcore in compagnia della giovane Ruby - e nelle quali il copione, per gli inquirenti, sarebbe stato lo stesso rivelato da Patrizia D'Addario - e su presunte pressioni da lui esercitate su funzionari di polizia per ottenere il 'rilascio' della minorenne la notte in cui venne portata in Questura per via di un furto. ''Non e' ancora stato deciso se il presidente del Consiglio andra' a rispondere ai pm'', ha spiegato Piero Longo, uno dei suoi difensori che ha aggiunto: ''quindi, al momento rimane anche aperto il discorso del legittimo impedimento, del quale ne discuteremo nell'eventualita' di un interrogatorio'', ha precisato il legale spiegando che non e' ancora stata controllata l'agenda degli impegni di Governo del premier. Impegni di cui, per altro, la Procura nell'invito a comparire recapitato ieri pomeriggio, e nel quale si ipotizzano i reati di concussione e prostituzione minorile, ha tenuto conto indicando tre date alternative: o venerdi' o sabato o domenica prossimi. La Procura potra' procedere con la richiesta di rito immediato se Berlusconi non si presentera' nelle date fissate per l'interrogatorio senza dare spiegazioni, mentre dovra' tener conto dell'eventuale legittimo impedimento indicato dal premier. Intanto, nella ricostruzione fatta da inquirenti e investigatori delle feste a luci rosse a villa San Martino - dove la giovane marocchina in base all'esame delle celle telefoniche ha trascorso le nottate del ponte del 25 aprile scorso e anche quelle dei giorni di Pasqua, Pasquetta e del primo maggio - spunta quello che e' stato definito ''meccanismo D'Addario''. Vale a dire che il copione piu' o meno era lo stesso di quello descritto dalla escort barese in un'altra inchiesta scandalo che riguarda feste organizzate a palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Molte ragazzine, ragazze e giovani donne reclutate, in questo caso - ipotizzano i pm - dall'agente dei vip Lele Mora, dal direttore del tg4 Emilio Fede e dalla consigliera regionale Nicole Minetti (indagati per favoreggiamento e induzione della prostituzione di maggiorenni e anche di Ruby ) e accompagnate nella residenza del capo del Governo alle porte di Milano. Come un'amica di Nicole Minetti ha messo a verbale, dopo la cena, si passava nella sala del ''bunga-bunga'' dove le avvenenti ospiti improvvisano preformance piccanti per finire con la scelta della 'preferita' che sarebbe rimasta per la notte. Ragazze poi retribuite con regali e regalini e buste di denaro che sarebbero state preparate in una ''stanza dedicata'' da Giuseppe Spinelli, uomo di fiducia di Berlusconi, che avrebbe provveduto anche alle loro spese e pagamenti. Oltre al denaro, molte di loro (almeno 14) sarebbero state ricompensate, come emerge dagli atti dell' indagine, con appartamenti in una palazzina a Milano Due che Berlusconi avrebbe loro ''ceduto in comodato d'uso''. Proprio per cercare tracce di questi pagamenti e documenti e per comprovare la cessione delle abitazioni - hanno spiegato oggi alcune fonti vicine alle indagini rispondendo alle polemiche del Pdl su una ''giustizia ad orologeria'' - ieri e' stato necessario procedere a una serie di perquisizioni senza piu' attendere: quelle a casa di una decina di ragazze e di Ruby e quella, andata a vuoto, negli uffici di Spinelli. Si tratta di nuovi elementi che dovrebbero aggiungersi a quelli gia' raccolti - intercettazioni, analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, testimonianze e pare anche documenti di versamenti di denaro e altre prove che dovrebbero essere 'schiaccianti' - e che, dopo essere stati rielaborati negli ultimi due mesi, sono stati ritenuti sufficienti (''e' stata raggiunta la prova evidente'') per portare la Procura a chiedere gia' l'ultima settimana di gennaio il giudizio immediato per il Presidente del Consiglio. E tra circa un mese, in attesa della valutazione della Camera sulla mancata perquisizione a Spinelli, alla chiusura delle indagini per gli altri indagati
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