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10.1.11

ricerca scientifica: Svizzera seconda solo agli USA

ricerca svizzera Siamo abituati a pensare alla Svizzera come la terra del cioccolato, dei verdi pascoli, degli orologi, del formaggio e delle banche, ma è il caso di cominciare a pensare a questo Paese anche come punto di riferimento a livello scientifico: secondo un’indagine della Segreteria di Stato elvetica per l’educazione e la ricerca (SER), infatti, le ricerche elvetiche solo le più citate dalla comunità scientifica, seconde solo a quelle statunitensi.

Si è arrivati a questa conclusione monitorando la frequenza con cui gli studi diricercatori svizzeri sono stati citati da altri scienziati in articoli pubblicate sulle principali riviste scientifiche internazionali, dal 2005 al 2009: gli studi “made in Svizzera” hanno un indice di citazioni superiore del 16% alla media. Per fare un esempio, è di Zurigo la recente ricerca sugli effetti dell’alcol sulla digestione.

Gli studi svizzeri sono preceduti, come anticipato, dagli USA, con un indice dicitazioni del 18% superiore alla media, ma bisogna sottolineare gli Stati Uniti sono anche i maggiori “produttori” di lavori scientifici al mondo (sono americane quasi il 30% delle ricerche), mentre nella classifica delle produzioni, la Svizzera è diciottesima. Evidentemente, anche se gli scienziati elvetici lavorano meno in termini di quantità, paiono in grado di garantire lavori di grande qualità, quindi meritevoli di citazione. Parliamo di ricerca scientifica, che comprende anche la ricerca medica.

Lasciando da parte la situazione svizzera, emerge che, tra i Paesi che maggiormente investono nella realizzazione di ricerche nel campo dellascienza, dopo gli Usa spiccano la Cina, il Giappone e il Regno Unito, mentre, tra gli studi più citati dalla comunità scientifica sono Olanda, Gran Bretagna e Danimarca a seguire la Svizzera.

Non mancano le collaborazioni tra Stati e finalmente qui troviamo nominata l’Italia. Il nostro Paese, infatti, è tra quelli che collaborano con gli Elvetici. Certo, il piccolo stato incastonato nelle Alpi lavora principalmente con gli Stati Uniti (13,8% delle collaborazioni transnazionali), ma con i vicini più stretti, ossia Germania (9,6%), Francia (7,9%) e, appunto, Italia (7,5%).


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