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13.1.11

quando si dice "omeopatia"


Oggi proviamo ad affrontare l'argomento OMEOPATIA, dato che pochi mesi or sono il Premio Nobel per la Medicina il Prof. Luc Montagnier ha affermato di avere riportato alla luce le prove sperimentali che conferirebbero basi scientifiche proprio rimedio naturale. Infatti, dato che l’omeopatia è una disciplina per la quale certe sostanze, se estremamente diluite e successivamente sottoposte a “dinamizzazione” , cioè dove le fiale contenenti la diluizione devono essere agitate con un procedimento detto “succussione”, divengono efficaci nel trattamento di un ampissimo spettro di patologie.

Ed è proprio per questo “assurdo” processo che dal punto di vista chimico la medicina scientifica rinnega ogni teoria omeopatica. Infatti, è vero che la diluizione è talmente alta che alla fine di tale processo non rimane nessuna molecola. Quindi, da un certo punto in avanti non si fa altro che diluire acqua con semplice acqua. Per dare un’idea delle proporzioni una diluizione omeopatica tra le meno estreme equivale a una goccia nell’Oceano Atlantico: un paradosso che sarebbe però spiegato dall’ipotesi della memoria primordiale dell'acqua, teoria secondo la quale l’acqua sarebbe in grado di conservare il ricordo delle sostanze da cui è attraversata.

Fisica e chimica a parte, finora i trial clinici in doppio cieco (uno studio prospettico risultato di una variabile casuale teso a valutare le effettive azioni di un dato farmaco o di una terapia in genere) hanno ripetutamente provato a dimostrare che i “rimedi omeopatici” (non è infatti permesso dalla legge italiana chiamarli “farmaci”, ma si possono comunque detrarre dalle tasse) non hanno attività superiore ai “placebo”. Ed è proprio per questi motivi, che le affermazioni di Montagnier : "Non posso dire che l'omeopatia funzioni. Quello che posso dire ora è che le alte diluizioni funzionano. Le alte diluizioni di qualcosa, non sono nulla. Sono strutture di acqua che imitano le molecole originali", sono suonate abbastanza singolari e la Rete, prima dei media convenzionali, si sono rapidamente messi in moto per cercare i fondamenti di queste singolari affermazioni.

Molti blog di riferimento scientifico hanno evidenziato con puntualità anche molto dettagliate, che lo studio di Montagnier (vedi intervista) come quello dei suoi principali punti di riferimento, cioè gli amici Jacques Benveniste e il fisico Giuliano Preparata (primi divulgatori della teoria “L'acqua può ricordare”, che negli anni 80' prima vennero elogiati da molti esponenti della comunità scientifica internazionale e, da una delle massime riviste che tratta questi argomenti “Nature”, poi in parte furono sbugiardato dalla stessa comunità scientifica, dalla rivista e dall'illusionista professionista James Randi), hanno poca validità, vedi per il protocollo sperimentale, per le apparecchiature usate, ed infine per le semplici basi teoriche.

La Medicina tradizionale Cinese, come quella Ayurvedica ci insegnano da sempre che “La Rabbia è figlia della Paura”. Quindi, ecco perché idetrattori dell'omeopatia attaccano senza pietà tutti coloro che vogliono cercare, creare, aprire e riaprire nuove e vecchie vie per un riequilibrio iù naturale del corpo e della mente, spesso marchiando questi “soggetti” con l'infame appellativo di “Terroristi Scientifici”. I “Baroni” delle Lobby hanno paura e reagiscono con la violenza, comportandosi come fa l’elefante impazzito alla vista del topolino. Il maestoso pachiderma non capisce perché non riesce a schiacciare questa ridicola e minuta creatura che si muove velocissimamente tra le sue zampe e, reagisce insensatamente. Ecco, forse da dove nasce la vera paura delle Lobby che controllano tutto e tutti, la dove si aprono piccole ma significative crepe che possono in breve distruggere questo macchiavellico equilibrio.

PS. Dato che tutti Noi siamo dotati di libero arbitrio, possiamo decidere se provare a curare il nostro malessere stagionale e/o altro, con un tubetto di pallini di similzucchero al costo di pochissimi euro o comprare un farmaco blasonato, evitando magari di leggere tutti i possibili effetti collaterale ed indesiderati.
L’omeopatia non è unicamente “la memoria dell’acqua”, è tantissimo altro e altro ancora.
Il metodo di cura omeopatico è anche e soprattutto una tecnica di “diagnosi/prevenzione” come quello della medicina cinese e ayurvedica, in cui l'essere umano è ancora considerato tale e viene riconosciuto nella sua totalità, come figlio, padre, madre dell'ambiente che lo circonda e lo nutre. Questo, è tutto ciò che contrariamente non accade nella medicina imperante occidentale, dove il soggetto deve essere usato, spremuto e ridotto al ruolo di “cavia”.
Tenete ben presente che lo scienziato chimico
Christian Friedrich Samuel Hahnemann (padre dell'attuale ricerca omeopatica, che tra l'alto era un “Signor Medico” infatti sperimentò per primo i benefici effetti del “chinino”) introdusse ben due secoli fa il concetto che oggi definiamo di “costituzione-predisposizione genetica”, prendendo spunto da studi a ricerche di una altri scienziati come Ippocrate (V secolo A.C.), Paracelso (Medioevo), fino ad arrivare alle più attuali teorie di un certo Galileo Galilei.
Si rese conto che alcuni individui presentavano la propensione a sviluppare una determinata malattia piuttosto che un’altra. Non solo, nel metodo di diagnosi omeopatico, tutti i sintomi del paziente (anche passati) vengono presi in seria considerazione allo scopo di individuare con precisione il processo patogenetico in corso, e quindi prevenire e individuare il naturale percorso della patologia in quello specifico individuo.
E di tutto ciò la medicina ufficiale non sa nulla, ma cosa ancor più grave non cerca spiegazioni. Quindi ecco qual'è la vera rivoluzione dell'omeopatia.
Infatti provate a rivolgervi ad un medico di medicina convenzionale per curare per esempio, una semplice herpes, e poi magari, sempre per la stessa patologia, andate da un omeopata. Vedrete come l’approccio è radicalmente diverso. La medicina ufficiale ti consiglia una semplice pomata per eliminare (“momentaneamente”... ma questo non te lo dice) il problema. L’omeopata al contrario comincia a farti una serie di domande per capire cosa questa reazione vuole comunicare, cerca nella mente e nel corpo il perché di quel sintomo, lo affronta dalla radice, magari prescrivendoti poi in seguito le “innocue” piccole perline di similzucchero.
Ovviamente, se tutto questo fosse un po' più reclamizzato e reso pubblico/fruibile alle masse, il “nostro” Servizio Sanitario Nazionale diminuirebbe notevolmente i costi di cura, ma a quanto pare alla soglia della seconda decade dell'anno 2000 D.C., questo notevole cambiamento di rotta non importi a nessuno dei Signori delle Lobby, che così facendo possono continuare ad avere diritto di Vita, di Morte e di Plagio sulle nostre barbare menti.

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