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13.1.11

FIAT: le ipocrisie di Bersani e Camusso


Ma che si vergognino, i due stronzi. Che si vergognino reiteratamente. In questo articolo di Repubblica si illustra come essi vogliano farsi vedere solidali con gli operai FIAT. Ma credono che noi tutti si abbia la sveglia al collo!

Vogliono farsi vedere, appunto, mera apparenza, perchè se poi andiamo ad analizzare meglio i personaggi di questa pantomima, l’unica azione politica che ’sta gentaglia “d’opposizione” mette in essere è una critica alle parole di Berlusconi. Eh, no, troppo facile, brutte facce di merda.

Nessuno si meraviglia che un berlusconi stia dalla parte di marchionne, che registri verbalmente che se non va in porto la “disciplina marchionne” in fabbrica, gli imprenditori saranno invogliati ad andarsene dall’Italia. E’ di destra, lui.

Il diktat marchionne , in pratica, è un’azione mirata per aggirare lo statuto dei lavoratori, legalizzando il mobbing nei confronti degli operai che rappresentano sigle sindacali che non firmano “l’accordo” -che poi accordo non è, ma è solo una svendita perpetrata da CISL e UIL della pelle dei lavoratori alla brama di profitto dei padroni- e fatto digerire sotto ricatto.

Ora, dopo che Fassino ha espresso che si tratta di un accordo “da firmare” , in sintonia con Marcegaglia, che, pur essendo uscita la FIAT da confindustria per elaborare questo “pacco” da appioppare ai cittadini che fanno gli operai, ha detto “pro-domo-sua” che si tratta di un’”innovazione rivoluzionaria” (eh grazie, si legalizza il mobbing e lo sfruttamento, nonchè ritmi di lavoro deleteri per la sicurezza sul lavoro dei singoli, con modalità che presto saranno esportate alle altre industrie manifatturiere di tutt’Italia) ci si aspetterebbe da un sindacato che ha lo spessore e la storia della CGIL (che oggi e’ legata a doppio filo con il Partito Democratico di Fassino) qualcosa di piu’ che una sterile critica alle parole di Berlusconi. Ce ne sciacquiamo l’inguine delle critiche alle parole di berlusconi: ne fanno tutti i giorni, ma non fanno una che sia una azione contraria alla sua “filosofia di vita”.

E’ facile far politica semplicemente criticando a parole le parole di Berlusconi, ma agendo poi nella medesima sua direzione, a favore dell’accumulo dei profitti dei padroni, ottenuti sulla scorta del ricatto sociale, che, prima Pomigliano, poi Mirafiori, poi tutt’ Italia, sarà la “modalità contrattuale del futuro” dei capitalisti italiani. Senza peraltro alcuna certezza di stabilità, perchè nella crisi economico-finanziaria che attanaglia il mondo intero, gli operai “fiat” rischiano di essere rottamati da qui a 5-10-15 anni di lavoro in condizioni sfavorevoli per la vita, senza manco la certezza di una degna pensione.

E’ facile berciare contro le parole di Berlusconi, meno facile è fare proposte alternative, del tipo: ” Marchionne, o si firma l’accordo-capestro o ti levi dalle palle? Fa’ pure, ma tutti gli asset presenti in Italia appartenenti al gruppo FIAT, juventus compresa, verranno nazionalizzati. Espropriati e nazionalizzati”

E non si tratterebbe di un provvedimento “comunista”: innanzitutto perchè la costituzione prevede tranquillamente l’esproprio in ordine alle esigenze della collettività, secondariamente perchè dal 1974 la FIAT ha campato con i contributi, con le nostre tasse, mettendo volta per volta centinaia di operai in cassa integrazione anche per esigenze che non avevano a che fare col calo di vendite.

Tra la cassa integrazione e gli incentivi, il popolo italiano la FIAT se l’è comprata. E da un pezzo.

Sarebbe ora che al posto che criticare la “creanza” verbale di Berlusconi, questi pezzi di merda targati PD e CGIL cominciassero a fare discorsi di “sinistra”, magari avanzando, in subordine, proposte di azionariato operaio.

Perchè attualmente un lassativo fa piu’ opposizione di loro.


give thanx Cloro


Reazioni:

1 commenti esagitati e considerazioni varie:

Iviz ha detto...

Nessuno nazionalizza più... ci vorrebbero le palle ed una "presa in carico" (cioè responsabilità) che un governo da noi, di questi tempi (di qualsiasi colore)non ha lo spessore per permetterselo.
A maggior ragione è assurdo aspettarselo (e nemmeno tu te lo aspetti, mi sembra) da un governo che è dichiaratamente per un capitalismo all'americana, a favore delle corporate, di un'economia finanziaria e totalmente slegato dalla responsabilità sociale della produzione.

Magari l'autorganizzazione in fabbrica, com'è successo in Argentina con gli operai che hanno preso in mano la situazione e continuato a produrre con ottimi risultati..
forse sarebbe più praticabile da noi..

bella una voce fuori dal coro.

Grazie Cloro da un non ideologico. :)

 
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