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3.12.10

Wikileaks: Premier e feste Pericolo per la sua salute

SOCI (RUSSIA) - Oltre ai rapporti con la Russia di Vladimir Putin, anche la vita privata di Silvio Berlusconi è finita sotto la lente dell'ambasciata americana di Roma che nel'ottobre 2009 descrive un presidente del Consiglio "fisicamente e politicamente" indebolito dai ripetuti scandali, con un quadro clinico "disastroso" dovuto all'eccessiva passione per le feste e ossessionato da complotti orditi dai servizi segreti italiani.

Ma a rendere ancor più esplosive le rivelazioni consegnate da Wikileaks ad alcuni giornali internazionali, sono le fonti citate dall'ex ambasciatore Usa, Reginald Spogli: Gianni Letta, braccio destro del Cavaliere, e Gianpiero Cantoni presidente della commissione difesa del Senato e uomo da anni molto vicino al premier. Entrambi smentiscono categoricamente di essere le 'gole profonde' del diplomatico, ma le rivelazioni hanno l'effetto di una bomba atomica in una maggioranza già alle prese con mille fronti aperti.

A rivelare i documenti che citano Letta e Cantoni sono il londinese 'Guardian' e lo spagnolo 'El Pais'. Il primo avrebbe riferito all'ambasciatore che Berlusconi "é fisicamente e politicamente debole" e "senza energie". Il secondo, nel dirsi "preoccupato" per i risultati 'disastrosi'' dei test clinici, avrebbe imputato il precario stato di salute del Cavaliere alla sua "inclinazione ai festini". Immediata e secca la smentita dei due diretti interessati: "E' vero esattamente il contrario di quanto si legge", è la secca nota del sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

"Di fronte alle voci ed alle insinuazioni che volevano un Berlusconi depresso e senza energia - sottolinea Letta -, ho sempre smentito tale circostanza e affermato la pura verità: e cioé, che il Presidente del Consiglio era ed è in piena forma". Anche Cantoni nega di essere la fonte del diplomatico Usa: "Non ho mai rilasciato, né tantomeno commentato né con funzionari generici, né con ex ambasciatori americani, affermazioni come quelle riportate nei files riservati", taglia corto il senatore del Pdl. Spogli, però, cita anche due episodi vissuti in prima persona dall'attuale ambasciatore americano, David Thorne: racconta che Berlusconi si è "brevemente assopito durante la prima chiamata di cortesia dell'ambasciatore in settembre", mentre in un'altra occasione è apparso "distratto e stanco".

In difesa del premier intervengono sia il suo legale, Niccolò Ghedini, che il suo medico personale, Alberto Zangrillo: il primo bolla i documenti come "rielaborazione di chiacchiere tratte dai giornali di sinistra", il secondo si definisce lo stato di salute del Presidente del Consiglio paragonabile a quello di un "giovane adulto sano".

Ma i documenti riportano anche altro. Cantoni avrebbe parlato dei timori del Cavaliere che dietro il 'caso Noemi' vi fosse una "trappola" dei servizi segreti italiani. A insinuare tali dubbi al premier sarebbe stato il 'caso Marrazzo'. Anche la situazione familiare ha interessato l'ambasciata Usa: sempre Cantoni, infatti, avrebbe descritto il premier "schiacciato da preoccupazioni private" ed "escluso" dalla sua famiglia dopo la lettera di Veronica Lario a 'Repubblica'.

Il tutto puntualmente annotato e trasmesso dall'ambasciatore Usa. Letta, invece, avrebbe parlato a Spogli di un'altra vicenda, altrettanto delicata: e cioé dei rapporti fra Berlusconi e Giorgio Napolitano. Dopo la bocciatura della Consulta del Lodo Alfano "Berlusconi ha accusato il presidente della Repubblica di lavorare contro di lui e ha reagito in modo emotivo contro il sistema giudiziario", si legge nel report riservato.

Spogli parla anche di uno "scoppio d'ira" di Berlusconi che ha portato a relazioni "gelide" con il capo dello Stato, che però hanno l'unico effetto di farlo apparire "debole". Insomma i documenti confidenziali in mano a Wikileaks (sarebbero ben 652 quelli relativi a Berlusconi) scuotono ancora la politica italiana. E se l'opposizione punta soprattutto sui rapporti con la Russia per chiedere al premier di chiarire in Parlamento, è dentro il Pdl che le presunte 'soffiate' di Letta fanno discutere. Anche se, naturalmente, rigorosamente dietro le quinte.

fonte Ansa


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