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22.12.10

la marcia indietro di Ratzinger smentita l'apertura al profilattico

"Corretta" l'interpratazione del libro -intervista "Luce del mondo". Un cinese segretario di Propaganda FIDE


CITTÀ DEL VATICANO - In Vaticano lo spiegano come "un chiarimento necessario". È certo comunque che la posizione del Papa sul profilattico, contenuta nel suo recente libro-intervista "Luce del mondo", e subito interpretata come una cauta apertura, aveva suscitato una serie di polemiche accompagnate da qualche malumore anche dentro la Chiesa.

Ecco così che ieri pomeriggio l'Osservatore Romano ha pubblicato una Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede, cioè l'ex Sant'Uffizio - retto dal cardinale Joseph Ratzinger per 24 anni - in cui si leggeva che le considerazioni di Benedetto XVI sull'uso del preservativo per la prevenzione dell'Aids "non sono una modifica della dottrina morale né della prassi pastorale della Chiesa". Insomma, non cambiano la posizione dottrinale del Vaticano.

Il Pontefice, sottolinea il Sant'Uffizio nell'intervento intitolato "sulla banalizzazione della sessualità" e diffuso in ben sei lingue, si riferiva nel libro non alla "morale coniugale" e nemmeno alla "norma morale sulla contraccezione". Ma "ad un comportamento gravemente disordinato quale è la prostituzione". Con un rilievo: il Papa "non di rado è stato strumentalizzato per scopi e interessi estranei al senso delle sue parole".

Dall'uscita del libro, un mese fa, perplessità erano affiorate nel mondo "pro life" statunitense e fra alcuni accademici intransigenti. E sulla frase incriminata
- "vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta (nell'originale tedesco "un prostituto", ndr) utilizza un profilattico" - rilevava alcuni giorni fa sul suo sito on-line il vaticanista Sandro Magister, una serie di rinomati studiosi, da Gormally a Rhonheimer, hanno incrociato le spade. Soprattutto George Weigel, biografo di Giovanni Paolo II, ha chiesto alla Santa Sede di pubblicare una "sostanziale chiarificazione". Nei giorni scorsi, ecco che anche tutte le imprecisioni rilevate nel libro-conversazione con il giornalista Peter Seewald, sono apparse modificate nella seconda edizione.

Una notizia dalle Segrete stanze è invece la prossima nomina da parte di Benedetto del nuovo segretario di Propaganda Fide. A ricoprire il delicato incarico di uno dei dicasteri chiave della Santa Sede sarà un cinese di Hong Kong, appartenente all'ordine dei salesiani, don Savio Hon. Dopo i recenti dissapori emersi fra il Vaticano e Pechino per la nomina di vescovi non riconosciuti da Roma, quello del Papa appare come il chiaro intento di voler promuovere un uomo del dialogo, descritto come "umile e aperto", ma anche solido nella conoscenza del dossier cinese. E la Cina, con l'Asia, è uno dei settori più importanti per l'evangelizzazione dei popoli.

Don Savio Hon è membro della Commissione teologica internazionale, un accademico noto per l'atteggiamento fermo nei confronti di Pechino, così come il cardinale Joseph Zen, e tuttavia capace di mostrarsi indipendente da Zen. Una conferma della linea del dialogo, e della fermezza, che la Segreteria di Stato vaticana ha intrapreso nella complessa partita cinese. In primavera cambierà il prefetto di Propaganda Fide, quando scadrà il mandato dell'indiano Ivan Dias.

fonte Repubblica.it

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