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4.12.10

Assange:aedo virtuale di stronzate mediatiche con contorno epico-dannunziano? Forse

Non lo so se è così, ma sinceramente all’epica della primula rossa assange -incontrastato hacker “buono” che vuol dar fastidio all’impero e riesce ad imboscare se stesso e a non fermare i suoi server- non riesco mica tanto a crederci eh…
Dal blog del grande complottista e scettico Gianluca Freda:
E ORA WIKILEAKS: CI HANNO PRESI TUTTI PER IMBECILLI

di Maurizio Barozzi

Le Lobby che controllano i mass media del pianeta e le Consorterie mondialiste che ne indirizzano le strategie di imbonimento dei cervelli probabilmente sono ormai più che certe di avere a che fare con una massa di imbecilli, con un’opinione pubblica decerebrata alla quale si può far credere ogni genere di sciocchezza.

Del resto non è forse vero che dall’11 settembre 2001 in avanti, con relativa facilità, si sono potuti coprire e mistificare, presso l’opinione pubblica mondiale, una quantità di cruenti attentati, del tutto evidenti quali false flag, facendoli passare come opera di una fantomatica Al Qaeda?

In questo Nuovo Ordine Mondiale post caduta del muro di Berlino, non solo ci si è potuti permettere tali manipolazioni della credulità popolare, ma si è praticato anche l’utilizzo spudorato e la successiva pacifica sconfessione di menzogne utilizzate per criminalizzare stati e nazioni sovrane che si volevano militarmente attaccare, distruggere e occupare. Il tutto come se niente fosse. Non ricordate forse la storiella che aveva terrorizzato l’America, quella dell’antrace? O le famose “armi di distruzione di massa”? Tutte favolette cotte e mangiate, pietanze utili per terrorizzare per qualche tempo le popolazioni e raggiungere certi obiettivi.

Evidentemente, con il passare del tempo, chi tira le fila di queste manipolazioni dei cervelli, si deve essere reso conto che oramai si può giocare con l’opinione pubblica, attraverso la pratica virtuale di notizie e informazioni vere o taroccate che siano, ma ammantate dal crisma dell’ufficialità, che vengono oltretutto strombazzate su tutte le fonti di informazione e quindi sottoposte a discussioni, dibatti, attacchi, invettive, censure, ecc. Tutto un clamore che in definitiva finisce per conferirgli quella patina di importanza, “verità” e autorevolezza che un minimo di riflessione dimostrerebbe che non possono avere.

Stanti così le cose, a “chi di dovere”, è risultato evidente che per ricattare, spaventare e tenere sotto continua pressione governi e opinione pubblica, non è neppure più necessario mettere in atto grandi e spettacolari attentati. Tanto è consolidata la manipolazione e lo stravolgimento dei cervelli, che è sufficiente spedire qualche pacchetto, presunto esplosivo, via aerea, seguito dal solito minaccioso comunicato rivendicativo, ed il gioco è fatto: per giorni e giorni nelle case della gente, dove in genere all’ora di pranzo e di cena si ascoltano i telegiornali, o sulla stessa stampa, fiumi di parole e d’inchiostro terrorizzano su queste “nuove minacce” rivolte contro l’umanità o meglio contro il cosiddetto “mondo libero”. La solita strategia del “destabilizzare per stabilizzare” (consolidare l’ordine mondiale), un tempo praticata con lo stragismo, oggi viene attuata con la ridicola minaccia delle “cartucce per stampanti” esplosive.

Ma visto che da cosa nasce cosa e alla “fantasia” non c’è mai fine, ecco l’altra più grande invenzione di questi tempi: quella di WikiLeaks.

WikiLeaks (da leak, “perdita”, “fuga”, in questo caso di notizie) dovrebbe essere una presunta organizzazione a livello internazionale, un sito fondato dall’australiano Julian Assange, che riceverebbe in modo anonimo e attraverso uno studiato sistema di criptaggio, documenti, in genere diplomatici e governativi, ma non solo, spesso coperti da segreto, diffondendoli poi attraverso Internet dopo averne preannunciato la pubblicazione.

Lo scopo sbandierato da questa organizzazione che non può non avere mezzi, cervelli e risorse di una certa entità, dovrebbe essere quello di ottenere una trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia e vera democrazia (figuriamoci!).

Il solo fatto che se ne parli e se ne scriva, mentre fonti nazionali autorevoli ne denunciano i gravi pericoli per i governi, finisce ovviamente per conferire una patina di grande importanza a questa WikiLeaks.

Recentemente, come ricorderete, venne pubblicata un’enorme mole di documenti che volevano dimostrare torture e stragi compiute dagli americani in Irak, ma in definitiva, ad una lettura attenta di quanto pubblicato, ne usciva fuori un forte ridimensionamento di tali nefandezze, sia nelle cifre che nelle violenze perpetrate sulla inerme popolazione irakena.

Per quanto ci compete, guarda caso, ne usciva anche fuori che in definitiva Nicola Calipari era stato ucciso non per vendetta e avvertimento da parte statunitense, ma in virtù di un equivoco, conseguenza di un diversivo escogitato da Al Qaeda. Inoltre la parte più sensibile dei documenti pubblicati, ovviamente, tendeva a dimostrare le ingerenze di Teheran nelle situazioni calde del medioriente, il pericolo costituito dagli Hezbollah nel Libano, ecc. Quasi un sottile invito a farla finita con i regimi di Siria e Iran visto che “ora abbiamo le prove dello loro trame”; tanto più che queste “prove” non le forniscono americani o israeliani, ma una fonte di verità indipendente che è la tanto “temuta” (dagli Usa) WikiLeaks.

Un bel giochetto, niente male. Se questo ridimensionamento delle malefatte yankee, fosse avvenuto attraverso una parziale ammissione di colpa della stessa amministrazione americana, ammesso che lo avesse potuto o voluto fare, tutti avrebbero avanzato il facile sillogismo che se gli americani ammettono dieci, vuol dire che, come minimo, hanno commesso cento.

WikiLeaks invece, spacciata come una fonte apparentemente “nemica” dei governi americani e comunque preposta a una controinformazione finalizzata a fare chiarezza, attraverso questa “clamorosa denuncia”, che comunque per ciò che attiene ai massacri e alle distruzioni perpetrati da anni in quelle località era da tempo superflua, ha fatto tutti contenti e canzonati.

Ora, in questa ultima edizione di WikiLeaks, si vanno a pubblicare documenti segreti o segretati che dovrebbero mostrare alcuni aspetti nascosti della diplomazia e delle relazioni internazionali, tali, dicesi, da mettere in difficoltà i governi delle rispettive nazioni chiamate in causa.

Niente di particolarmente eccezionale, a differenza di quanto i mass media vorrebbero farci credere, ma comunque sufficiente a tenere sotto scacco e ricatto i vari governi nazionali con una serie di rivelazioni più che altro da gossip, ma che riferite a importanti (e mirate) personalità e governanti possono complicare i normali e futuri rapporti tra Stati.

E proprio in questo senso vengono fuori i veri fini e scopi di WikiLeaks, perché è facile rendersi conto che tutto questo non nasce per caso, ma è conseguenza delle (e reazione alle) fluttuazioni geopolitiche, a un parziale rimescolamento di alleanze e rapporti internazionali che si sta verificando negli ultimi anni. Novità e rimescolamenti che devono assolutamente essere ridimensionati a difesa di un triplice ordine di interessi che sta a cuore ai “padroni del mondo”:

1. l’interesse geopolitico degli Stati Uniti.

2. l’interesse geopolitico di Israele

3. l’interesse ideologico – finanziario del “mondialismo”.

Tre entità solo apparentemente distinte, ma in realtà interconnesse e coinvolte in un comune interesse geopolitico.

E’ oramai evidente che l’egemonia mondiale degli Stati Uniti, sempre salda da un punto di vista militare, anzi ancor più estesa attraverso i nuovi compiti della Nato e le occupazioni di spazi e risorse energetiche precedentemente preclusi (per esempio Irak e Afganistan), è però profondamente scossa da un grave ridimensionamento economico e da una crisi di rapporti internazionali piuttosto pronunciata tali da metterne in discussione la leadership mondiale. E questo non deve accadere perchè per il “mondialismo” gli Stati Uniti, costituiscono ancora le “gambe” attraverso cui passano i progetti di dominio mondiale non ancora completati.

Israele poi, potenza di livello nucleare, raggiunta oramai da anni la sicurezza strategico militare ai suoi confini (ma non si nasconde che tali confini si vorrebbero espandere) è proiettata verso la distruzione totale di ogni “realtà” che in prospettiva futura possa costituire un pericolo per il suo imperialismo.

L’Alta Finanza mondialista, infine, sta producendo il massimo sforzo, attraverso le sue Lobby, i suoi organismi e le sue istituzioni trans e over nazionali, per ottenere una completa subordinazione delle sovranità nazionali ai suoi dettami e interessi.

Ora, domandiamoci: se andiamo a ben guardare, la pubblicazione di documenti definiti “scottanti”, ma in realtà scarti e ritagli di pettegolezzi internazionali, che coinvolgono varie nazioni e che definiscono con epiteti insultanti e denigratori varie personalità e statisti, sostanzialmente a chi può andare a nuocere?

Non certo agli americani, se non in lievissima percentuale, meno che mai a Israele e ancor meno alle strutture e consorterie ombra del mondialismo.

Essa danneggia invece proprio quei nuovi rapporti internazionali che si erano appena stabiliti o si stavano per stabilire e che nel rimescolamento di carte in atto, con la crescita di nuove grandi realtà geopolitiche (per esempio il ruolo della Cina, a seguire dell’India, ecc.), contribuivano a mettere in crisi proprio l’egemonia statunitense nel mondo e a cascata gli interessi di Israele e del mondialismo.

Guarda caso, per fare un esempio riguardante l’Italia, si pubblicano documenti, presunti segreti, che chiamano in causa gli accordi energetici tra Putin e il governo Berlusconi.

E lo stesso si fa con la Libia di Gheddafi. Proprio quelle due iniziative positive o comunque preludenti ad un minimo di autonomia nazionale (accordi con Gheddafi e con Putin) conseguite da quello che, per il resto, è stato un governo insulso, ma che erano viste come il fumo negli occhi dagli americani.

E’ allora solo un sospetto quello di pensare che, sempre per quel che riguarda l’Italia, per mezzo di WikiLeaks si desideri sparare un’auspicata bordata contro quei progetti che gli americani avevano rinfacciato all’Italia attraverso i canali diplomatici, ma che ora vengono stigmatizzati anche a livello internazionale proprio grazie alla pubblicazione di questi documenti?

Cosa sono dunque queste “rivelazioni” di WikiLeaks, se non un nuovo modo per esercitare ricatti e pressioni sui governi?

Chi danneggia veramente la “rivelazione” di documenti e notizie, con i quali si dimostra che gli americani spiano statisti alleati e nemici e personalità dell’Onu? Gli Usa o i rispettivi “spiati”, di cui vengono così messi in piazza aneddoti e aspetti poco edificanti?

Ma ancor più, tutta questa pubblicistica prodotta da Wikileaks (migliaia e migliaia di documenti che nessuno leggerà mai interamente, ma da cui i mass media estrapolano, attraverso opportune dritte, gli argomenti di cui si deve parlare) consente a chi ne è veramente interessato di accusare di comportamenti e atti poco edificanti personaggi mirati, in genere scomodi per l’UsaIsrael.

Un lavoretto che non poteva esser fatto direttamente. Tutto il tam tam mediatico sollevato da WikiLeaks, inoltre, lascia percepire come reale la minaccia rappresentata da alcuni paesi arabi, nonché quella del terrorismo islamico, insomma tutti quei leit motiv ripetuti come un mantra dai mass media occidentali e strombazzati dall’amministrazione americana, ai quali in precedenza poteva darsi minor credito perchè venivano denunciati da chi era interessato a sfruttarne la pervasività, ma che ora invece, essendo indirettamente attestati, attraverso documenti prodotti da una voce “libera”, anzi perfino “avversa” al governo Usa come “Wikileaks, assumono nell’inconscio collettivo una diversa dimensione.

Si è riusciti, in pratica, ad attestare quanto si voleva da sempre attestare, a veicolare idee e luoghi comuni attraverso quella che viene spacciata come una voce libera, spregiudicata e dissidente!

Maurizio Blondet sul Sito Effedieffe afferma giustamente che tutte queste notizie non sono altro che “spazzatura”: “Scarti. Ritagli di giornale. Pettegolezzi senza uno straccio di fonte nè documentazione d’appoggio. E’ la solita disinformazione degli amici di Israele, che si possono leggere sul blog della Nirenstein”.

E Blondet elenca anche una serie di situazioni che dovrebbero dedursi da questa “spazzatura”:

La Turchia ha fornito armi ad Al Qaeda in Iraq.

Ahmadinejad è peggio di Hitler, gli emiri del Golfo pensano che sia uno squilibrato.

L’Arabia Saudita ha chiesto agli Stati Uniti di bombardare l’Iran.

Osama Bin Laden è vivo e vegeto, e dirige personalmente i terroristi suicidi e quelli che mettono le bombe a lato strada per ammazzare soldati americani.

L’Iran ha ottenuto dalla Corea del Nord dei missili “che possono colpire l’Europa”.

Prima di lanciare il massacro su Gaza detto Piombo Fuso, Israele chiese invano di coordinare le posizioni con Egitto e l’Autorità Palestinese contro Hamas; data la risposta negativa, Israele, a malincuore, dovette far tutto da sè.

Insomma, dice Blondet, sono i motivi più consueti, rozzi e screditati dell’hasbara, della propaganda e disinformazione israeliana, che vengono utilizzati per sostenere le folli strategie israeliane.

Ormai dovrebbe essere chiaro: le centinaia di migliaia di comunicazioni riservate e diplomatiche passate a Wikileaks sono probabilmente gli scarti dell’immane apparato di intercettazione che i servizi israeliani esercitano in USA.

Fin qui Blondet, il quale giustamente sostiene che questo Assange, pretestuosamente criminalizzato, fintamente ricercato e accusato di varie nefandezze, in realtà non rischi niente, perchè se i servizi segreti occidentali lo avessero veramente voluto eliminare non lo avrebbe certo salvato il rifugio svedese, proprio quella Svezia dove vennero assassinati Olaf Palme nel 1986 e Anna Lindht nel 2003.

Questo Assange sostiene poi posizioni veramente strane: sembra impegnato in campagne di controinformazione apparentemente antiamericane, ma guarda caso va sostenendo che l’11 Settembre 2001 in America non ci fu complotto!

Come dicevamo all’inizio, le strutture del “mondialismo” e i relativi mass media sono ormai arcisicuri di avere a che fare con una massa di imbecilli, perchè difatti solo degli imbecilli possono ritenere che documenti veramente “segreti” e di vitale importanza possano venire in possesso di chiunque e che chiunque ne possa addirittura disporre come e quando crede usandoli come un’arma verso le più potenti nazioni del mondo.

Siamo quindi, come al solito, in presenza di altre mistificazioni, di una gran messa in scena finalizzata a manipolare l’opinione pubblica e a condizionare l’operato dei governi; quei governi e quegli stati cui il mondialismo, proprio in questi giorni, con il suo governo mondiale ombra, ha brutalmente ricordato che devono cedere sempre più spazi di sovranità nazionale in favore delle strutture sovranazionali (in particolare il FMI e la Banca Mondiale).

Per concludere, tutto è finalizzato a destabilizzare gli stati nazionali e far loro perdere sempre più forza sul terreno della sovranità nazionale. Ma ci hanno anche preparato uno scenario di gestione di tutto questo veramente incredibile, dove l’informazione sarà sempre più monopolio di poche lobby e centrali (come ad esempio le reti Fox News di Murdoch) e il contrappeso della critica, dell’opposizione e delle denunce sarà monopolio di queste WikiLeaks che magari, per far vedere quanto erano “cattive e pericolose”, verranno prima o poi oscurate, ma altre ne spunteranno come funghi: insomma se la cantano e se la suonano da soli.

Del resto, in piccolo, non avevamo noi in Italia la tendenza a delegare la critica e la denuncia di fatti e misfatti a strutture private come “Striscia la Notizia” e il suo Gabibbo sponsor commerciale?


Categoria: Bufale

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