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15.10.10

Il video dell'aggressione: pugno metrò, la donna si aggrava I medici: "E' in coma irreversibile"

Le condizioni di salute dell'infermiera colpita venerdì scorso e ricoverata al policlinico Casilino sono peggiorate drasticamente. Il marito della vittima dopo la lettera con cui l'aggressore chiede perdono: "Troppo comodo". Ricorso della procura per chiedere la custodia in carcere di Burtone

Si sono aggravate le condizioni di Maricica Hahaianu, l'infermiera 32enne aggredita venerdì scorso alla stazione Anagnina. La donna è in coma irreversibile. Lo ha spiegato il direttore sanitario del policlinico Casilino ai microfoni del Tg1 a chi chiedeva se alla luce degli ultimi sviluppi clinici si possa parlare di coma irreversibile: "Sì", ha confermato la dottoressa. Nel pomeriggio le condizioni di Maricica si erano di nuovo aggravate ed evolute "in modo drammatico", recitava l'ultimo bollettino medico, tanto di essere considerate ormai "di estrema gravità" a causa di una lesione tronco encefalica che dai precedenti esami non era emersa. L'infermiera, dopo essere stata ricoverata d'urgenza venerdì al policlinico Casilino e sottoposta a intervento neurochirurgico, si era svegliata dal coma farmacologico martedì pomeriggio, ma non ha mai ripreso conoscenza. Oggi il "drastico peggioramento", riferito da Cesira Piscioneri, portavoce del Policlinico Casilino di Roma dove la donna è stata ricoverata.

"Le condizioni cliniche della signora Maricica Hahaianu ricoverata presso il reparto di Anestesia e rianimazione - si legge nel dettaglio del bollettino medico delle 17.30 - si sono improvvisamente aggravate. La risonanza magnetica di controllo, eseguita nel pomeriggio, ha evidenziato un incremento dell'edema cerebrale e una estesa lesione del tronco encefalico, evoluti in modo drammatico rispetto ai precedenti controlli. Le condizioni della paziente sono da considerarsi di estrema gravità".

Alessio Burtone,
il 20enne agli arresti domiciliari con l'accusa di lesioni, ha scritto una lettera per chiedere perdono. "Chiedo umilmente scusa alla signora Hahaianu Maricica - si legge nel testo indirizzata alla donna - per il gesto violento che le ha provocato questa grave situazione. Da quando l'ho saputo dal carcere non riesco più a dormire. Non mi interessa di quello che mi accadrà perché mi assumerò le mie responsabilità ma ciò che più mi interessa oggi è che la signora possa riprendersi. Prego ogni giorno perché lei possa ristabilirsi e porterò sicuramente un rimorso per tutta la vita".

Ma per la famiglia della vittima, è "troppo facile, troppo comodo chiedere scusa adesso. Di queste scuse possiamo solo prenderne atto". Lo fa sapere l'avvocato della donna, Alessandro Di Giovanni, puntualizzando che "al momento al marito della donna non è giunta alcuna lettera di scuse". "Guardando il video - spiega il penalista - appare chiaro che il giovane sferri un colpo mancino al volto, con una tecnica quasi da boxeur. La donna, colpita al mento, ha perso subito i sensi ed è crollata a terra a corpo morto".

"Il marito di Maricica è distrutto - dicono i medici del policlinico Casilino - e la sua sofferenza ha messo a dura prova anche la sensibilità dei dottori che generalmente sembrano essere abituati a fronteggiare situazioni simili. Poche volte abbiamo visto un uomo così provato. Comunque gli è stata data assistenza psicologica". "E' un uomo piegato dal dolore - raccontano - la sua situazione in queste ore è difficilissima. Lui e Maricica in Romania hanno anche un bimbo di tre anni".

La Procura di Roma ha fatto ricorso al tribunale del riesame per chiedere l'emissione della custodia cautelare in carcere per Burtone. Già in sede di convalida dell'arresto avvenuto venerdì il pm Antonio Calaresu si era opposto alla richiesta di arresti domiciliari per Burtone. Il gip, comunque, aveva deciso di concedere al giovane la misura più attenuata. In base a quanto si apprende la decisione della procura sarebbe maturata anche alla luce del video in cui si vedono le fasi dell'aggressione alla donna.

Per quanto riguarda il precedente di Burtone (una lite scoppiata in strada nell'aprile scorso), il procedimento è stato trasmesso da diverse settimane dal tribunale all'ufficio del giudice di pace. Il reato ipotizzato nel fascicolo, che inizialmente era quello di lesioni, è stato derubricato in percosse. "E' una vicenda che non può esser considerata un precedente, un qualcosa che indichi il normale comportamento del mio assistito - ha spiegato il difensore, l'avvocato Fabrizio Gallo - domani prenderò visione di quell'indagine e avrò modo di capire cosa è successo".

Nel pomeriggio, più di 500 persone hanno partecipato alla preghiera promossa dalla Comunità di Sant'Egidio alla stazione Anagnina. Siamo qui, hanno spiegato i giovani della Comunità ai viaggiatori, "per ricordare che non si passa oltre una persona ferita, in evidente difficoltà e che occorre disarmare i cuori non solo dalla violenza ma anche dall'indifferenza". Don Gino Bolchini parroco di San Gaudenzio ha guidato il momento di preghiera che si è ripetuto più volte tra le 17,30 e le 19.


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