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26.10.10

anestesie in crescita

sicurezza anestesiaL’anestesia è probabilmente la fonte principale diansie e timori quando ci si deve sottoporre a unintervento chirurgico. Eppure, come è emerso in occasione del sessantaquattresimo congresso nazionale della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva(SIAARTI) la sicurezza dell’anestesia è notevolmente aumentata nel corso degli anni e lamortalità è diminuita negli ultimi cinquanta anni riducendosi da un caso su 5.000 a uno su 300.000 pazienti sottoposti ad anestesia.

“Se si considera che il rischio di morte per un incidente stradale è pari a uno su 10.000, possiamo concludere che il rischio di morte in anestesia è di circa 30 volte inferiore rispetto all’uso quotidiano dell’automobile” afferma Giorgio Della Rocca Direttore Clinica Anestesia e Rianimazione e Direttore Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione, Università degli Studi di Udine.

Le procedure di anestesia, infatti, sono state migliorate anche per affrontare in maniera precisa anche le
emergenze, tanto che oggi l’anestesia è praticata in modo sicuro sia dalle prime ore di vita (in alcuni casi già nell’utero), sino all’età più avanzata, ovviamente con rischi differenti a seconda delle condizioni di salute generale del singolo paziente.

Anche l’
anestesia locale ha subito forti miglioramenti: “l’utilizzo dell’ecografia quale ausilio diretto per eseguire la stessa anestesia loco-regionale ‘vedendo direttamente i nervi da bloccare’ ha reso tale tecnica più sicura e ha permesso la diminuzione dei dosaggi dell’anestetico locale stesso. Oggi si può affermare che in molti degli interventi ortopedici, l’anestesia loco regionale ha praticamente sostituito l’anestesia generale con notevolibenefici per i pazienti” conferma Della Rocca.

Anestesia sempre più sicura, quindi, ma non bisogna dimenticare che come ogni
procedura medica, anche l’anestesia non sarà mai completamente priva di rischi: “Primo perché la medicina non è una scienza esatta e secondo perché abbiamo a che fare con l’errore casuale legato ai limiti della natura umana. Ma gli anestesisti, tra tutti i clinici, sono i più consapevoli di tali rischi e i più interessati e attenti alle questioni inerenti la sicurezza dei pazienti” conclude l’esperto.

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