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21.9.10

usare la scuola come bacino di futuri elettori…

Oggi vi propino delle considerazioni sulla storia della scuoletta statale elementare di Adro.

Intanto è stata una bella cortina fumogena mediatica atta a non menzionare le migliaia di magagne (dalle morti bianche che si protraggono, ai suicidi dei ricercatori senza futuro in quest’Italia disgraziata, alle leggi pro-inquinamento che passano nel silenzio mediatico generale) che investono quotidianamente il nostro paese.

Nella scuola (ribadisco: statale) di Adro tappetini, gadget diffusi per le pareti e negli infissi ed affreschi fatti con lo stampino vanno rappresentando “il sole delle alpi”. Eccolo:
Questo simbolo, spacciato dal sindaco di Adro (tal Oscar Lancini)- che l’ha voluto fortemente all’interno di una scuola pubblica- come “un simbolo locale” è in realtà il nuovo brand della lega, dopo che Berlusconi si è aggiudicato la titolarità del vecchio“Alberto da Giussano” a suon di centinaia di migliaia di euri.

Insommaad Adro per la prima volta in Italia un simbolo di partito entra a pieno titolo in una scuola elementare con il pretesto dell’identità, insieme algesucristoincroce, piombato al muro per esser certi che nessuno lo tolga.

Assurto alle cronache per le proteste di qualcuno (si è avuta notizia di una solagenitrice che, scandalizzata dal tentato condizionamento politico precocissimo attuato nelle scuole dal sindaco leghista, ha ritirato la figlia fino ad avvenuta rimozione) il “sole delle alpi” è divenuto in breve uno dei simboli di autoritarismo su cui si è imperniato il dissenso di questi giorni…
Quella “mente interessante” della Gelmini, rovina dell’istruzione italiana pubblica,chiamata in causa perchè non è normale che si arredino le scuole pagate dai contribuenti con simboli di partito, oltretutto costosissimi e anch’essi pagati dai contribuenti (anche dai non leghisti, precisiamolo…), in prima battuta avrebbe espresso qualcosa come “Embe? e allora? che male c’è? In fondo si tratta di un investimento. Poi nelle scuole italiane sono sempre entrati simboli di sinistra“. Esattamente ha espresso:

“Il sindaco di Adro ha specificato che il simbolo del Sole delle Alpi è stato scelto non perché simbolo della Lega Nord ma perché appartenente all’iconografia del Comune. Dico solo che comunque è sempre un fatto importante quando enti pubblici decidono di investire nella scuola e nell’edilizia scolastica. E poi aggiungo che mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato in queste ore con il sindaco di Adro lo facessero per coerenza anche le molte volte in cui sono simboli della sinistra a entrare in classe”.

E poichè la Gelmini non brilla certo per intelletto e cultura, successivamente a tale sua infelicissima uscita, qualcuno deve averle spiegato che nessun’autorità mai, finora, ha impestato le scuole pubbliche di simboli di partito, fatta eccezione per il vaticano (col crocefisso), che a vederlo bene proprio un partito non è, anche se l’influsso politico - non certo “di sinistra”- da esso esercitato sull’italia , ha da tempo superato la soglia del nauseabondo, tanto da autorizzarci a parlare di partito clericofascista
La fine della storia è che le polemiche si incentrano sull’ammonimento -piu’ volte espresso da Gelmini stessa in un contraddirsi perenne di neuroni stantii- di non “fare politica a scuola” , costringono questa specie di ministrucola a fare un passo indietro, intimando al sindaco di Adro di levare i simboli. Costo dell’operazione (sempre a carico della collettività tutta) quindicimila (15000) euri per ogni classe da “liberare”.

La tragicommedia all’italiana si dipana poi con: il sindaco di Adro che dice che “obbedirà solo se glielo ordina Bossi in persona”, Calderoli che dice (alla festa del PD) che “il sindaco di Adro ha fatto bene a mettere i simboli a scuola, solo che ne ha messi un po’ troppi”. Con i militanti del PD che a questo delirio governativo non osano ribattere niente, anzi che alla loro “festa” fanno allontanare dalla madama i “soliti facinorosi” che al rubizzo faccione di Calderoli hanno indirizzato semplici domande e qualche fischio.

Consapevoli che l’autorevolezza della Gelmini, quando non si tratta di fare cassa per l’istruzione privata, ha un peso pari alla sua cultura, vale a dire sotto le suole, continuiamo a partecipare -da spettatori passivi o peggio consenzienti-a questa tragicomica pantomima di un sistema la cui prassi farabutta è assimilata dal consesso degli italiani come il latte materno attraverso la grande tetta televisiva.

give thanx Cloro


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