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21.9.10

post a pagamento, il marketing corteggia i blogger

In America è da anni che le aziende corteggiano i blogger più influenti (leggi: i più cliccati e linkati), sottoponendo loro prodotti, servizi o garantendo loro un’entrata fissa mensile in cambio di un tot di post. E là si è anche parlato diffusamente di una regolamentazione – di fatto entrata in vigore – che obbliga i blogger a rendere noti eventuali contratti di sponsorizzazione. Insomma, X può parlar bene dell’ultima auto della Toyota, ma è giusto che, in caso, dica che la Toyota lo paga.

Qualcosa del genere sta accadendo anche da noi, se negli ultimi mesi, questo blog ha ricevuto due proposte di “post sponsorizzati”. Insomma, non c’è l’equazione “tu parli bene di X = X ti paga”, ma il senso è quello. I primi a scrivermi sono stati quelli di Liquida, per il lancio, insieme a Sky, di un nuovo magazine, dedicato al My Sky Hd. A ogni blogger selezionato, veniva chiesto di scrivere dei post a tema. “Per consentirti di raccontare la tua esperienza – prometteva la mail – ti verrà offerto per sei mesi un abbonamento gratuito a tutti i contenuti Sky incluso l’innovativo Decoder My Sky HD. Se invece sei già cliente Sky, potrai comunque dare il tuo contributo beneficiando dell’ampliando della gamma dei pacchetti/servizi da te fruiti”. Nello specifico, come blogger avrei dovuto “pubblicare mensilmente, per tre mesi, a partire da fine agosto / inizio settembre, sotto forma di post, un resoconto dell’esperienza di fruizione del My Sky HD”. Liquida garantiva totale libertà, a livello di contenuti.

Seconda mail, arrivata in questi giorni, da una società che fa parte del gruppo Wikio, aggregatore e indicizzatore di blog. “Il nostro scopo è mettere in relazione i blogger con le aziende selezionando i blog che riteniamo più interessanti e realizzando innovative campagne di passaparola online su brand, prodotti o iniziative (aiuterai le aziende che davvero lo meritano a migliorare i propri prodotti o servizi con il tuo passaparola e verrai anche remunerato)”, spiegano. “I blogger che come te parteciperanno alle campagne tramite la stesura di un semplice post sul proprio Blog riceveranno un compenso, ovviamente il post prima di essere pubblicato dovrà seguire un breve iter in cui verificheremo la regolarità del contenuto (il processo di convalida consiste nel controllo della presenza del disclaimer “sponsored conversation” e dei link no follow di modo da assicurare ai lettori del blog la massima trasparenza, cosa che invece la classica pubblicità via web non garantisce. La convalida quindi non prende in cosiderazione la natura dei giudizi espressi nel post nel quale il/la blogger può esprimere liberamente le proprie opinioni sull’oggetto della campagna)”.

River-blog non è interessato a questo genere di contratti, perché non sottopone e non sottoporrà i suoi post a nessuno, prima che questi vengano pubblicati. Scrivo quello che mi pare, quando mi pare, e parlo bene/male di chi voglio. Decidono il mio umore e il senso di roteazione dei miei testicoli. La pubblicità inserita al lato, si aggiorna automaticamente, e indipendentemente da River-blog. Ah, rende pure una miseria, ma quanto basta per pagare server e servizi vari.

E’ chiaro che si sta affacciando, da noi, nuovo trend. I blogger iniziano a fare gola agli uffici marketing. Il punto è: la blogosfera è pronta? Non bisognerebbe prima stabilire delle regole? Insomma: penso che anche i blogger nostrani debbano “svelare” i loro contratti di sponsorizzazione.

give thanx River


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