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11.8.10

conoscere l'aids... ovvero, un vaderecum per non farsi “fottere” dalle notizie false e tendenziose “costruite ad arte” dalle varie lobby

" ...Sappiamo che errare è umano, ma l'ipotesi Hiv-Aids è un errore
volutamente macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in
guardia la gente..."

- Queste sono le dure parole di Kary B. Mullis, già “Premio Nobel” per la Chimica nel

1993 (premio ottenuto per aver scoperto la PCR- Polymerase Chain Reaction, reazione a
catena della polimerase), che accusano di “crimine contro l'umanità” tutte quelle “lobby”,
che “lucrano” sulla salute della gente...

Cari Amici di MAVAFFANCULP siamo alle solite, cioè, per darvi una “corretta informazione”, siamo (come
sempre) obbligati a fare una reale “DISINFORMAZIONE” e, quindi, ci troviamo ancora una volta a dover
sgretolare quelle “assurde convinzioni”, precostituite appositamente da un certo tipo di stampa (la
maggior parte), e da un'informazione medica maligna, che con “inesattezze macroscopiche” si presta a
camuffare-deviare del del tutto, Voi e Noi dalla “vera verità”...
Infatti, scriviamo questo perché sappiamo con certezza che nessun “vero giornalista” (sempre più rari, e/
o sempre più “servi”) della carta stampata o dei media ufficiali, dice-scrive, che il “movimento del
dissenso” che da anni “denuncia” la “bufala” dell'AIDS, raccoglie già ad oggi oltre “700 firme”. Le stesse
firme promulgano l'opinione/verbo dei più quotati virologi, infettivologi, epidemiologi, ed anche di altri
illustri specialisti di ben 23 nazioni. Tra queste, sono annoverate addirittura quelle di ben “3 illuminati”
premi Nobel. Tutti costoro, hanno creato questa “singolare petizione”, perché vogliono scavalcare in un
sol balzo il muro di omertà che la mala informazione mondiale al soldo delle “lobby farmaceutiche” (e non
solo) ha sapientemente costruito. Ma, nel contempo anche perché, essi si sentono “offesi” ed “indignati”
dalla colossale mistificazione che l'enorme speculazione ordita intorno al problema dell'AIDS-HIV ha
generato in tutti questi anni.
Quindi, oggi Noi siamo qui a ricordare che son passati oltre 25 anni da quando le autorità sanitarie hanno
annunciato al mondo intero che l'umanità era “minacciata” da una nuova terribile peste, la
cosiddetta "peste del 2000". Infatti, all'epoca venne proclamato che la “nuova” immane sciagura nell'arco
di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone, continuando ad espandersi a macchia
d'olio fino a diventare il vero “flagello del secolo”...
Fortunatamente, nonostante questi spaventosi allarmi, l'AIDS continua a restare una epidemia molto ma
molto più contenuta di quel che si vuol far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben
precisi; mentre in Africa la situazione e ben diversa, dato che “la cosa” è stata gonfiata da definizioni
artificiose, capaci di riunire sotto il loro largo ombrello “malattie antiche”, così da cambiarne
sapientemente il nome.
Difatti, se si segue la linea e la teoria della scienza “ufficiale”, essa, ancor oggi “non è in grado di
spiegare” in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale “teoria”
descrive l'AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del
sistema immunitario, lasciando l'organismo indifeso di fronte a malattie "opportunistiche". Quindi, ci viene
insegnato che il virus penetra nell'organismo di un dato soggetto attraverso un contatto di sangue o
sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere
registrata con i cosiddetti test dell'AIDS (o anti-HIV).Di fatto, la sieropositività costituirebbe il segnale di
una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.
Dunque AIDS, (secondo questa teoria) è un termine che si può “ragionevolmente” definire del tipo
a “calderone”, cioè che raccoglie le più “assurde condizioni” eterogenee e disparate. Queste a tutti gli

effetti sono condizioni che vengono tra loro associate, solo quando il risultato del test dell'AIDS è positivo.
Anche perché per “protocollo segreto”, se il risultato viene a risultare negativo, le stesse malattie
verranno chiamate con il loro vecchio nome.

Quindi ricapitolando, dopo che per anni siamo stati tutti “terrorizzati” dallo spettro terrificante
dell’AIDS, oggi quasi non se ne parla più. Sarà per questo che “adesso” è venuto finalmente il momento
di “riscrivere la vera storia di questa misteriosa sindrome”, che “stranamente” colpisce “selettivamente”
per la maggiore omosessuali, drogati e meno abbienti. Infatti, c’è chi sostiene che questa terribile
malattia è stata “creata” appositamente in laboratorio come - arma di sterminio controllato -, e con
questo lungo post Noi vorremmo far luce su molte di queste “anomalie” . (1) In vero, assistiamo al
propagarsi di nuovi razzismi, culminanti in “programmi di controllo” che celano genocidi e stermini
accuratamente programmati in ambienti militari e asettici laboratori, dove si studiano nuovi tipi di
morte. In certi ambienti scientifici, si svolgono esperimenti, capaci di suscitare veri e propri flagelli.
La nostra, in fondo, è un’Era di pericolosi angeli sterminatori o, se preferite, anticristi...Infatti, in un
documento del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, agli Atti del 91° Congresso –vedi Sottocomitato
del Dipartimento della Difesa, 1 Luglio 1969-, dice testualmente: “Gli studi sulla biologia molecolare
progrediscono con straordinaria velocità. (…). Entro cinque o dieci anni sarebbe possibile produrre
un nuovo 'agente biologico' che non esiste in natura, e contro cui non è stata acquisita nessuna
immunizzazione naturale”... Caso strano, nel periodo di tempo previsto, cioè nei “cinque o dieci anni”,
scoppia l’epidemia denominata “AIDS”.

Dopo questa lunga premessa non vi è venuto il dubbio che “forse” la vera storia dell’AIDS, potrebbe
essere molto diversa da come fino ad ora vi è stata raccontata??? In verità, esistono testi ove tutto
questo è stato ampiamente documento, vedi il libro “PESTE DEL XX SECOLO” (che vi consigliamo di
leggere se volete realmente conoscere-capire l'entità di tale speculazione-truffa), del quale faremo qui di
seguito un piccolo sunto.

Tutto ha inizio “nel 1981”, presso il "Centers for Disease Control" di Atlanta, in Georgia, dove si cominciò
a parlare di una nuova malattia molto contagiosa denominata: "Sindrome di immunodeficienza acquisita"
provocata, a quanto dicevano (e continuano a sostenere), da un “virus”. Robert C. Gallo e Luc Montagnier
(che conosceremo meglio in seguito), definiti gli scopritori ufficiali di tale sindrome, spiegarono questo
dell’AIDS : (2) “... è una malattia devastante, causata da una classe di agenti infettivi - i retrovirus -
individuati per la prima volta in esseri umani solo qualche anno fa”. “…Abbiamo isolato un nuovo virus - il
virus dell'immunodeficienza acquisita dell'uomo (HIV, da human immunodeficiency virus) - dimostreremo
che esso è la causa della malattia-...”. Ma (state bene attenti alle date), è solo “nel 1984”, che l’allora
Ministro della Sanità statunitense Margaret Heckler ed il virologo Robert C. Gallo (divenuto nel frattempo
alto membro dell’Istituto Superiore di Sanità), annunciarono al mondo che era stata individuata una
nuova malattia virale, trasmessa attraverso il sangue e/o i rapporti sessuali.

(3) Si disse allora (e ancora si sostiene) che tale virus opera sulla cellula a livello genetico in maniera
tale che il DNA delle cellule infettate riceve “comandi” direttamente dall’RNA virale, differentemente
da come avviene solitamente nelle cellule, dove i “comandi” sono trasmessi dal DNA, mentre l’RNA
si comporta soltanto da messaggero. Questo modus operandi gli deriva da un particolare enzima, la
trascrittasi inversa, che costruisce una coppia di DNA a partire dall’RNA virale, che poi va ad integrarsi
nel patrimonio genetico (DNA) della cellula ospite. Il “virus dell’immunodeficienza acquisita” infetterebbe i
linfociti T (helper), adibiti alla produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario.

Diversi scienziati sono convinti che non sia, com’è sancito dall’ortodossia medica, il virus HIV a causare
l’AIDS e, tra questi, il famoso scienziato - Peter Duesberg - (http://www.duesberg.com/), esperto, a
livello mondiale, di retrovirus e professore di biologia molecolare alla University of California di Berkeley,
scopritore, nel 1970, del “primo gene collegato al cancro”, (quindi un “illustrissimo” esperto-genio
nel campo della ricerca genetica planetaria) che, tra l’altro, afferma: “Il virus di Gallo non è la causa
dell’AIDS perché non rispetta i postulati di Koch e Henle di malattia contagiosa e perché non rispetta
sei regole cardinali della virologia” (4). In sostanza Koch ha affermato e sostiene che si può parlare di
malattia contagiosa solo quando l’agente infettante, oltre a causare la stessa affezione in tutti quegli
individui coi quali viene a contatto, è anche sempre presente in ogni stadio della malattia.

Con l’AIDS “tutto ciò non avviene”, infatti, “ci sono molti casi di persone con tutti i sintomi dell’AIDS ma
che non presentano alcuna infezione da Hiv, così come ci sono soggetti che sono stati infettati dall’Hiv da
oltre 10 anni e che non mostrano alcun segno di malattia” (5).

E’ da sottolineare, invece, che il modello dell’HIV (nome attuale del virus di Robert C. Gallo deciso da un
apposito comitato scientifico al posto dei nomi LAV e HTLV-III) sta “miseramente fallendo” ad ogni test
scientifico. La ricerca basata su di esso non è stata in grado di fornire non soltanto una cura efficace o
un vaccino, ma neanche una spiegazione teorica per il meccanismo che causa lo stato patologico. Che
l’HIV non sia la causa dell’AIDS sono ormai moltissimi illustri scienziati a sostenerlo, tra i quali, oltre al
prof. Duesberg, i premi Nobel Walter Gilbert e Kary B. Mullis, etc. Quest’ultimo, come già accennato, è
colui che è stato insignito del prestigioso “Riconoscimento per la Chimica” nel 1993, dopo aver scoperto
la Polimerase Chain Reaction (PCR), metodo noto per amplificare il DNA, ma applicato pure nello studio
dell’HIV. Inoltre, c'è da dire che neppure Eleni Papadopulos-Eleopulos crede alla teoria “farsa” diffusa da
Robert C. Gallo .

Gli scienziati, sulla causa “dell’ Immunodeficenza acquisita (AIDS)”, propendono per “spiegazioni
diverse”, che possono essere suddivise in due correnti: la prima attesta che l’HIV è necessario
ma insufficiente, perché asserisce che devono essere presenti altri cofattori per far esplodere la
malattia. La seconda corrente, invece, attesta che questo virus sarebbe niente più che il segno di
una immunodeficienza già preesistente, provocata da agenti non per forza di cose infettivi, che
potrebbero essere anche chimici, comportamentali e/o ambientali. Inoltre, il Prof. Duesberg ha
precisato : “promuovo le mie idee per integrità scientifica, perché quando scopri che una strada non
funziona è giusto cercarne altre”, aggiungendo che “chi sostiene che l’Aids è provocato dal virus Hiv
spinge migliaia di persone a prendere una medicina dannosa come l’Azt e convince i sieropositivi che la
loro vita è di fatto finita, terrorizza il mondo intero riguardo ai rapporti sessuali, e specula sull’esistenza di
persone malate”.

In verità, ci sono ancora molte altre inquietanti teorie sull’Aids e, chi le diffonde viene tacciato di
cospirazionismo, di paranoia ed altro e, viene immediatamente ridicolizzato agli occhi del mondo
(infatti, Noi diffondiamo queste informazioni proprio perché sosteniamo il fatto che sulla salute
questo “ostagismo” non dovrebbe mai accadere, dato che si tratta di salvaguardare al massimo delle
vite umane e, non di “enfatizzare” delle semplici “teorie”). Alcune di queste gravi accuse meritano, per
lo meno, di essere conosciute dall’opinione pubblica, visto che non trovano i logici spazi sui mass media,
i quali diffondono soltanto le teorie “ufficiali”. Ecco così riportata qui di seguito, la parte essenziale di ciò
che taluni studiosi sostengono, infatti le gravissime accuse su questa “terribile malattia” documentano
in modo indiscutibile di come la stessa, sia stata “creata scientificamente in laboratorio, ai fini di essere
usata come arma di sterminio controllato”...

Sorprende inoltre, sapere che il “virus” responsabile dell’immunodeficienza acquisita è stato scoperto
da R. C. Gallo, addirittura, un anno prima che si manifestasse la malattia !!! Sappiate fin da subito
che “nessun altro ricercatore - mai -, nella storia della medicina, è riuscito a scoprire l’agente patogeno
di una epidemia - l’anno prima che l’epidemia stessa scoppiasse -. Solo Robert C. Gallo c’è riuscito”(6)
e, tutta questa “anomala” vicenda è stata ampiamente “denunciata” dai giornalisti Francesco Romano e
Elizabeth Vogel, ma non ha ancora ricevuto una risposta “ufficiale”. La “scienza ufficiale”, tende a llasciar
tutto
nel
dimenticatoio.
E
allora,
come
si
spiega
questo
anacronismo???
La storia “ufficiale” dell’AIDS racconta che il dott. Robert Gallo ipotizzò un virus come causa
dell’Immunodeficienza acquisita, a febbraio nel 1983, tuttavia, Jerome Groopman, sulla rivista “Nature”,
già cinque mesi prima, nel settembre del 1982, aveva scritto: “Robert Gallo del National Cancer Institute
sta studiando i pazienti di AIDS in funzione del virus HTLV perché il virus HTLV ha una simpatia per i T-
linfociti, e perché è endemico dei Caraibi” (“Nature”, 9 settembre 1982).

La storia della “sindrome di immunodeficienza acquisita” è del resto un vero e proprio maledetto puzzle
con risvolti e sorprese, così inquietanti, da sembrare incredibili e “guai a chi denuncia il misfatto”. Ci
ha provato il Professor Duesberg pubblicando assieme a Bryan Ellison il libro: “Why We Will Never Win
the on AIDS”, ebbene, una Corte Federale Di New York, il 29 dicembre del 1995, ha ordinato che tutte
le copie del libro venissero ritirate e distrutte. Una precedente ordinanza dello stesso giudice vietava la
distribuzione del libro ovunque in America, anche gratuitamente (7). Come interpretate questa congiura
del silenzio???

E se davvero l'eroico Professor Duesberg avesse ragione a sostenere che l’Hiv non è la causa dell’AIDS?
Allora sarebbe davvero tremendo per l’ortodossia sull’AIDS, perché: “dal 1987 sta prescrivendo a più
di 200.000 sieropositivi, non importa se colpiti o meno dall’AIDS, una micidiale accozzaglia di farmaci
venefici, come la pentamidina e i chemioterapici (tipo l’AZT, il ddl e il ddc); ...sta infliggendo mortifere
prognosi di AIDS a centinaia di migliaia di persone risultate sieropositive al test dell’HIV” (8).

Ma se non è l’HIV, allora cos’è ???

Il “Sunday Express” (26 ottobre 1986), scrisse che, secondo tre studiosi, “l’AIDS, la patologia mortale
apparsa nel 1979 negli USA e che miete vittime in tutti i continenti, è stata - inventata - in laboratorio”.
Nel frattempo si levano, da più parti accuse gravissime, mentre le bugie dette sull’AIDS “...ancora oggi si
ripetono per coprire lo sterminio dei negri, dei drogati e degli omosessuali...” (9).

E’, infatti, ormai evidente che ben lontana “dal minacciare la popolazione eterosessuale in generale,
l’AIDS resta confinato, principalmente, ai tossicodipendenti ed agli omosessuali maschi di particolari zone
urbane” (10).

Cosa si cela dietro l’AIDS?

C’è chi ha parlato di sterminio, di congiura contro una parte dell’umanità. La popolazione nera degli Stati
Uniti crede che “l’unico dato in comune tra le vittime dell’AIDS... non è né il sesso né la droga, ma sono
le manipolazioni dell’uomo bianco. Secondo queste storie ai drogati viene fornita eroina opportunamente
tagliata con sostanze che danneggiano il sistema immunitario, mentre gli omosessuali e gli africani
vengono infettati mediante vaccinazioni di massa, col pretesto di proteggerli da altre malattie. Oppure

accusano il governo di praticare la guerra batteriologica contro i propri cittadini omosessuali mettendo in
giro un virus (!) che contagia a preferenza gli omosessuali” (11).

Leggiamo ancora, nel dossier inchiesta di Romano e Vogel, che “la rivista gay New York Native, nell
1983 pubblicò la lettera di un dipendente del “laboratorio di guerra biologica” di - Fort Detrick - il quale
assicurava sotto giuramento di aver partecipato all’operazione sopra citata, che era iniziata nel 1978.
La lettera era anonima (ma volendo si poteva risalire all'autore) ed è stata pubblicata anche in Unione
Sovietica dalla Literaturnaya Gazeta (il 30/10/1985 tramite Covert Action)... A riscontro di tale teoria,
un articolo apparso con rilievo sul Times di Londra, spiegava in maniera dettagliata come l’epidemia di
AIDS in Africa ed in Sud America – segue - la “vaccinazione” in massa contro il vaiolo. “Vaccinazione -
obbligatoria -, effettuata in quei Paesi nei primi anni ‘80. Infatti, per estirpare il vaiolo dalla faccia della
terra - l’OMS - avrebbe vaccinato almeno 70 milioni di negri dell’Africa Centrale, più svariati milioni in
Sud America, rendendoli – soggetti - facilmente a rischio” (12).

La gravissima accusa fu pubblicata prima da un giornale di New Delhi “The Patriot” (vedi ottobre 1985),
e poi ripresa e stigmatizzata dalla sovietica “Literaturnaya Gazeta” il 30 ottobre dello stesso anno. In
Brasile, la notizia che il virus dell’AIDS era un prodotto “dell’ingegneria genetica” e, quindi messo appunto
come terribile arma biologica, fu pubblicata dal giornale “L’Estado de Sao Paulo”. In Inghilterra, il 26
ottobre 1986, il quotidiano londinese “Sunday Express” ripubblicò la terribile accusa.

La “Pravda”, nell’ex Unione Sovietica, il 31 ottobre 1986, corredò una vignetta, che raffigurava un
militare che dava un pacchetto di dollari ad un medico che aveva una provetta con dentro il mortale
virus con una didascalia che ribadiva l’accusa della creazione del virus nei laboratori del Pentagono.
La rivista francese “Eléments” (n. 63, 1988) rilanciò l’accusa con un articolo titolato “AIDS, il
Pentagono sotto accusa”. Tutto ciò sembra però essere passato sotto silenzio, quindi finito ancora una
volta “clamorosamente” nel dimenticatoio.

E se l’AIDS fosse, davvero, una vera e propria strage programmata di omosessuali, drogati, gente di
colore e di poveri del mondo???

Proviamo per un attimo a prendere sul serio queste gravissime accuse. Non c’è dubbio che un
certo “razzismo” considera da sempre i gay ed i drogati delle “minoranze moleste”, di cui il mondo ne
potrebbe benissimo fare a meno. Quanto alle sterminate masse di poveri del Terzo Mondo, che non
producono e coi loro bisogni pongono problemi alle nazioni più ricche, un loro sterminio si concilierebbe
molto bene con il modello di una società basata sul mercato, la produzione e il consumo. Secondo una
filosofia alquanto cinica, occorrerebbe qualcosa che sostituisca le guerre e le grandi epidemie che in
passato hanno avuto la funzione di “calmierare e selezionare” le popolazioni del pianeta.

Questa è un'ipotesi “pazzesca” penserete Voi, infatti, è atroce pensare che scienziati e studiosi possano
mettersi al servizio di un tale disegno, ma d’altra parte non si può negare che in certi “santuari della
scienza medica” si agisca contravvenendo al giuramento di Ippocrate e, invece, si sacrifichino vittime
umane per teoremi di morte. Tutto questo lo ha denunciato il dott. Robert Newman, Presidente di un
grande ospedale di New York, il “Beth Israel Medical Center”. Infatti, parlando dei tossicodipendenti egli
ha dichiarato: “Nessuno lo ha ancora detto apertamente, ma sono sicuro che molti tra noi sono d’accordo
che dovremmo lasciarli morire tutti” (13). Questa logica di morte è confermata anche dalle parole di
Julian Huxley, fondatore della Società Eugenetica Britannica, il quale ha asserito che: “L’intelligenza
di un nero è differente da quella di un bianco, come lo è il corpo (...). Del resto è sufficiente vedere il
comportamento religioso dei negri per comprendere le differenze: urlano, danzano, si abbandonano alle
emozioni più violente (...). Negri e bianchi presentano differenze organiche inarmonizzabili”. Quindi,
è in base a queste convinzioni che l’uomo arriva a sterminare i propri simili. Ma poi, dovremmo forse
stupirci che si possano organizzare simili crudeli stermini al termine di un secolo segnato dal “nazismo”
e dallo “stalinismo”??? Questo abominio, d’altronde, è stato più volte “denunciato”, soprattutto nei
primi anni ’80, da alcuni studiosi e ricercatori che la pensano proprio cosi e, che a supporto delle loro
gravissime accuse, hanno indicato alcuni “importanti documenti” emessi direttamente dal Governo degli
Stati Uniti.

Tra questi, il - Memorandum 200 – atto costitutivo per la Sicurezza Nazionale, che è uno dei primi
e forse il più importante. Fu “redatto nell’aprile del 1974 dall’allora - Consigliere americano per la
Sicurezza nazionale, Henry Kissinger – (l'uomo ombra di molte vicende “sporche” nel secondo dopoguerra
Americano) . Il documento, che a lungo fu tenuto segreto, venne reso di dominio pubblico solo nel 1990,
ma grazie “unicamente” alla legge per la libertà d’informazione (fosse stato per il Governo, sarebbe
subito stato “bruciato), e poi venne volutamente “dimenticato” negli Archivi Nazionali Americani. In
verità, si tratta di un documento agghiacciante, che denota il profondo cinismo di un Governo “malato”
(ma quale governo non lo è?), soprattutto quando afferma: “Lo spopolamento forzato, dovrebbe essere la
principale priorità della politica estera Americana verso i Paesi del Terzo mondo” (14).

Un altro documento terribile è il “Global 2000 Report to the President” presentato dal Dipartimento di
Stato americano. Il giornalista Rogelio Maduro nel suo libro “The Ozone Scare” scrive: “Questo dossier
fu elaborato dal Consiglio della Casa Bianca per l’Ambiente e dal Dipartimento di Stato a partire dai primi
giorni della presidenza Carter. Decine di alti funzionari e centinaia di consulenti hanno lavorato a questo

rapporto che proponeva di fare del ‘controllo demografico’ la pietra angolare delle politiche di tutti i futuri
Presidenti Americani. Nel rapporto e nei documenti che lo accompagnano, si trovano tutta una serie di
profezie terrorizzanti: crisi delle risorse idriche, penuria di energia, carenza di materie prime strategiche.
La causa di tutto ciò? La crescita demografica. (...). E’ dunque necessario, concludeva il documento, che
il nostro Governo faccia convergere politica estera ed interna con l’obiettivo di eliminare questi uomini
di troppo. (...). Dal momento in cui questo documento è stato reso di pubblico dominio, sezioni intere
del Governo Americano non lavorano che per mettere in pratica le sue raccomandazioni: - il Genocidio –
(altro che terrorismo Islamico) ” (15).

Questo “programma” tristemente non è condiviso “solo” dagli Americani. In più di un'occasione quando
era in vita, il celebre ed autorevole documentarista “Jacques Cousteau” fu un accanito propugnatore
pubblico di tale programma – xenofobo – in terra di Francia (sua patria natale), ma non solo lì. Infatti,
egli scrisse: “Noi vogliamo eliminare le sofferenze, le malattie? L’idea è bella ma non può rivelarsi positiva
nel lungo termine. C’è da temere di compromettere così l’avvenire della nostra specie. E’ terribile da dirsi,
ma è necessario che la popolazione mondiale si stabilizzi e perciò è necessario eliminare almeno 350 mila
uomini al giorno” (16).

Mentre un altro promulgatore del “facile sterminio”, è il “coronato” Filippo - Duca di Edimburgo -,
marito della Regina Elisabetta II di Inghilterra, già Presidente del WWF internazionale, il quale in più di
un'occasione affermò: “Nel caso che io rinasca, mi piacerebbe essere un virus letale così da contribuire a
risolvere il problema della sovrappopolazione mondiale”. (Deutsche Press Agentur, DPA, 8 agosto 1988).

Ecco un altro esempio del disprezzo verso le popolazioni del Terzo mondo. Il patologo dr. Cornelius
Rhoades, che qualche anno dopo avrebbe diretto il reparto di patologia del Rockefeller Institute, nel
1932, diede inizio ad una vasta ricerca sul cancro. In definitiva effettuava orribili esperimenti, tra cui
far insorgere deliberatamente delle infezioni sui malati. Trenta cittadini Portoricani, morirono a causa di
questi orribili esperimenti. Rhoades come giustificazione sostenne che: “I Portoricani sono la più sporca,
la più fannullona, degenerata e ladra razza sulla faccia della terra... e che perciò tutti i medici potevano
deliziarsi nell’abuso e nella tortura di questi sciagurati”...

Quindi che altro aggiungere, alla luce di considerazioni così sinistre... A questo punto non è
più “fantascienza” credere a quanto sostengono alcuni scienziati, e cioè che “l’AIDS è in effetti il risultato
di un programma di ricerca di sterminio, esteso a lungo termine”. Qualcuno di questi scienziati, afferma e
sostiene di averne addirittura le prove “inconfutabili”, vedi il noto ricercatore/scienziato Russo - Jakob
Segal -, già docente di Biologia all’Università di Humboldt, nella ex Germania orientale. Infatti, il professor
Segal è certo che l’AIDS è stato messo a punto nel laboratorio di - Fort Detrick -, nel Maryland, che come
è risaputo (agli addetti ai lavori) è un noto centro di ricerca su armi chimiche e biologiche. J. Segal per
dimostrare la gravissima accusa che lanciava al Governo degli USA, e alle “lobby” che lo gestiscono
(nemmeno troppo segretamente), pubblicò tutti i dati che aveva raccolto nel 1986, in un libro dal
titolo: “AIDS: una malattia prodotta in America”. In esso lo studioso va a sostenere che: “il virus della
immunodeficienza (Hiv), che molti scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico ad altri due virus:
il Visna , una malattia mortale che colpisce le pecore, il BVL (Bovine Leukemia Virus), ma non l’uomo, e il
virus della leucemia delle cellule T: Htlv-1 (Human T Cell Leukemia Virus). Il Laboratorio di alta sicurezza
di - Fort Detrick - (vedi sopra) realizzò l’unione dei virus Visna e Htlv-1. Il risultato fu l’Hiv messo a punto
tra la fine del 1977 e la primavera del 1978. Il ‘cocktail’ di Fort Detrick venne testato su carcerati che
decidevano volontariamente di partecipare all’esperimento in cambio della libertà anticipata. Siccome i
sintomi non si manifestano prima di 6 mesi, i test furono giudicati fallimentari e i carcerati vennero
rilasciati”... “Alcuni di loro erano omosessuali, - continua J. Segal (che raccolse molte dichiarazioni e
testimonianze direttamente dagli stessi ex carcerati) - e una volta arrivati a New York, ignari delle loro
condizioni, cominciarono a trasmettere il contagio a persone del giro dei gay newyorckesi. E qui, nel
1979, si manifestò il primo caso conclamato di AIDS, così la malattia cominciò a diffondersi rapidamente”.

Un altro ricercatore Robert Strecker, confermò le accuse fatte da J.Segal. Egli affermò: “Quando si studia
la natura del virus dell’AIDS si scopre qualcosa di estremamente interessante. I geni del virus dell’AIDS
non esistono nei primati o nell’uomo. Se si prende il materiale genetico di primati, scimpanzé, esseri
umani e lo si riordina, non si può ottenere l’AIDS”. Per J.Segal l’AIDS si sarebbe diffuso a causa di un
incidente; per R. Strecker, invece, sarebbe addirittura stato iniettato “volutamente” ai membri della
comunità omosessuale americana durante il noto programma per la vaccinazione contro l’epatite B.

Nel frattempo si continua a morire di AIDS specialmente tra le categorie a rischio (omosessuali e
drogati) e nel Terzo mondo. Tra i Paesi dove vi sono più persone colpite dall’AIDS vi è l’India (potenza
economica emergente) “che conta già sei milioni di abitanti sieropositivi e rischia fortemente di diventare
il Paese più colpito dall’epidemia dell’AIDS. Lo ha denunciato a Manila il ministro della sanità indiano,
signora Renu Ka Chowdury...”(Rai-Televideo del 26 ottobre 1997). Dopo quanto esposto il fatto che
segue fa venire la pelle d’oca. Il 19 gennaio 1989 – Nature - esce con una serie di articoli sconcertanti
sull’India. “Saranno sterilizzate tutte le mucche improduttive”. Poi c’è la notizia che riguarda direttamente
la nostra storia: “Entro il 1992 (dice ‘Nature’), tutti i bambini indiani saranno vaccinati contro una serie
di malattie”. (...). Tutti i bambini indiani dovranno essere immunizzati entro il 1992. “Chiaramente
qualcosa non funziona nella redazione di ‘Nature’. In India ci sono più di 200.000.000 di bambini, e il '92

inteso come anno non è una scadenza realistica, dato che fortunatamente non è stata “rispettata” tale
previsione. (...). Alla fine del 1988 in India si contavano 9 casi di AIDS”(17). Traete da soli le conclusioni.
Sulla base di questi fatti esposti c’è da chiedersi con inquietudine che cosa ci riserva il futuro. Che sia
davvero in atto una mortale congiura? Come si è visto non sono in pochi a crederlo. Alcune delle tesi
riportate in questo ormai vecchio studio ricevono, oggi, numerose conferme, anche molto autorevoli.

Un altro fatto, alquanto enigmatico, fa notare “Nexus. New Time” (edizione italiana, anno IV, n. 29,
2000) è quanto scrisse, il 30 aprile 2000, il Washington Post che, tra l’altro: annunciava un’iniziativa
della National Security Agency (NSA) volta a collocare lo studio dell’Aids e tutti gli istituti pubblici della
sanità, che lo stanno conducendo, sotto il controllo della Central Intelligence Agency (CIA)… Il Presidente
Clinton, consigliato dal National Intelligence Council (NIC) venne spinto a dichiarare formalmente
l’epidemia globale di AIDS una - minaccia alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti -, e così facendo
ha potuto trasformare velocemente questa “politica” in una – legge particolare -. L’azione prefigura la
probabile persecuzione, se non l’incarcerazione o l’assassinio, degli scienziati ‘dissidenti’ che si occupano
dell’AIDS… (Fonte: dr. Leonard Horowitz, Idaho Observer, USA, luglio 2000)”... (Nb. Per essere una –
legge intelligente – del “cosiddetto” - Paese più Democratico al mondo -, non mi pare proprio una gran
cosa???)

Quindi, spiegato questo primo passaggio, vogliamo sottolineare il fatto che “tristemente” il virus
dell'HIV “non è mai stato isolato”, ne è stato “fotografato” o altro ancora. Addirittura negli anni, persino le
ricerche del “Progetto Genoma” hanno contestato il concetto stesso di – retrovirus -. E, questo già di per
se, spiegherebbe il perché trentanni di cure, non hanno ottenuto sostanzialmente alcun risultato.
La storia di questa “TRUFFA” come abbiamo precedentemente citato è lunga e parte da molto lontano,
infatti parte praticamente da quel dimenticato 1984, cioè il giorno in cui il Dottor ROBERT
C.GALLO “annunciò” a tutto il mondo di aver scovato il - retrovirus HIV -. Dato che proprio in quel
medesimo giorno egli “brevettò” il test dell’AIDS (per il quale da allora riceve ben l’1% dei proventi di
questo suo “incredibile brevetto”, e grazie al quale è divenuto “paurosamente ricco”). Però, in tutto
questo bailame di euforia mista a tragedia, condita da tanti soldi sporchi, riciclati tramite onlus conniventi,
sostenuta con l'ausilio di brevetti anomali, ma anche colpevole di tanto sangue infetto e tragiche morti, -
nessuno – dice chiaramente e a gran voce che il Dott. ROBERT C. GALLO, prima di allora non aveva mai
pubblicato niente della sua ricerca, né aveva sottoposto le sue “strane” ricerche alla revisione di eventuali
colleghi (magari, molto più accreditati di lui).
Infatti, “solo” molto, ma molto tempo dopo, quando in seguito quelle sue “strane ricerche” vennero
pubblicate, si notarono dei “gravi problemi” e, da lì a poco queste sue ricerche furono “giustamente” (ma
silenziosamente) “contestate” da alcuni addetti ai lavori (medici e scienziati competenti), ma tutto questo
fu messo “incredibilmente” e rapidamente “a tacere”. Difatti, le procedure di laboratorio che il Dott. Gallo
e i suoi collaboratori “utilizzavano” per provare l'isolamento, venne osservato - soltanto nel 36% dei suoi
pazienti di Aids -, e incredibilmente soltanto l’88% era positivo al test ‘degli anticorpi HIV’. Inoltre, per
assicurare che soltanto i pazienti in AIDS e non l'intero gruppo di controllo risultasse positivo al test degli
anticorpi, egli diluiva il sangue 500 volte. A - diluizioni minori - troppi soggetti sani del gruppo di controllo
risultavano positivi al test. Questi fatti dovrebbero essere sufficienti a gettare “seri dubbi” sulle
affermazioni del Dott. Gallo, soprattutto che grazie a questo, egli avrebbe scoperto un nuovo retrovirus
come ‘probabile causa dell'AIDS’. Quindi torniamo a sottolineare il fatto che a tutt’oggi non esiste ancora
alcuna foto del virus HIV, nonostante oltre 10.000 studi sull’argomento, ma nonostante
questa “incredibile controprova” l’opinione mondiale “continua a credere” alla “sua esistenza”.
Lo stesso Dott. GALLO, e il suo collega MONTAGNIER, non sono mai stati in gradi di spiegare al Premio
Nobel Kary MULLIS, come l’HIV provochi l’AIDS.
Come già accennato torniamo a parlare di Peter DUESBERG, membro della National Academy of Science,
che oltre a essere docente presso l’università di Berkeley in California, è un notissimo pioniere nella -
ricerca dei retrovirus “primo scienziato” ad aver isolato il “gene del cancro”, però è al contempo uno dei
più prestigiosi “dissidenti” sulla ricerca riguardante l’AIDS, ed in particolare, perché da sempre mette in
dubbio e contesta in modo scientifico il fatto che l’AIDS venga trasmesso per via sessuale. Di fatto tale
ottima teoria è stata esposta già nel 1987, quando pubblicò sulla rivista Cancer Research un articolo
in cui contestava le ‘verità’ sull’HIV. Egli da allora, ha subito un continuo attacco personale, tanto che
il direttore del prestigioso Lancet lo ha definito come ‘lo scienziato vivente più diffamato in assoluto’.
Tuttavia le sue idee non sono state ancora confutate, però si continua ad asserire che “...dovrebbe
essergli impedito di parlare in televisione. Sì, una linea auspicabile sarebbe quella di impedire i confronti
televisivi con Duesberg”...
Anche gli stessi test dell’Aids, l’Elisa e il Westernblot, non sono affatto attendibili, in quanto imprecisi
e forieri di numerosi falsi positivi. Tanto che all’inizio si considerava positivo un individuo con una sola
banda di positività, adesso se ne pretendono di più. In paesi diversi si richiedono configurazioni diverse
per valutare la positività, in Australia servono 4 bande, in Africa basta 1 sola banda. Il sistema di
valutazione varia addirittura da laboratorio a laboratorio di uno stesso stato e da un giorno all'altro si

possono riscontrare risultati differenti. In un documentario della BBC andato in onda nel 1996 venne
mostrato che un campione di sangue fornito da un volontario fu valutato per ben tre volte positivo e
poi per due volte negativo, il tutto nello spazio di un solo mese. Quindi, non esistono nemmeno criteri
standard per la valutazione della positività.
Esistono oltre 60 fattori estranei all’HIV che possono determinare un test positivo, poiché la falsa
reattività è spesso associata ad un aumento delle immunoglobuline, cosa che si verifica in presenza
di malaria, di varie infezioni, ma anche di una vaccinazione antinfluenzale o addirittura in caso di
gravidanza. Ciò comporta che un paese come l’Africa, dove la popolazione è esposta ad una miriade di
infezioni, avrà una reattività molto più alta ai test rispetto ad altri paesi, una falsa reattività ovviamente.
Lo stesso fatto che la maggior parte dei sieropositivi vive bene e a lungo da a pensare. Si è parlato
di malati asintomatici, ma alcuni sostengono, invece, che i test per la sieropositività non hanno alcun
valore.
Secondo Duesberg l’HIV si comporterebbe come uno qualsiasi dei numerosissimi innocui microbi presenti
nell’organismo umano, ‘infettando’ solo una minima parte di cellule, in maniera tale da essere del tutto
innocuo. Il fatto che tanti sieropositivi siano in salute dopo moltissimi anni sarebbe la prova che HIV non
è letale.
Alcuni estimatori dell’HIV sostengono che il virus in questione ha un’incubazione molto lenta (all’inizio
di parlava di 18 settimane, adesso si parla di 20 anni!), peccato che tutti i virus conosciuti hanno
un’incubazione molto breve, di giorni o al massimo settimane.
Addirittura la corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi,
con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio contro le Autorità Sanitarie Federali
Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate
di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV, e il Parlamento Tedesco era
accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus
HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente “nessun test” poteva essere approvato ed utilizzato
per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci
antiretrovirali. La tesi dell’accusa, e cioè che né Montagnier (1983) né Gallo (1984) avessero isolato
alcun virus in connessione con l’AIDS e, che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto. Questa
accusa è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del German Bundestag stesso,
col numero DS 12/8591. Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono
le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:
- ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson
- Tutti i Capi di Stato e tutti i Capi di Governo
- Tutte le Organizzazioni Governative.
Il virus HIV in realtà non è un virus ma un retrovirus, cioè non contiene DNA ma RNA, un codice utilizzato
dai processi cellulari per trasferire informazioni dal nucleo, dove risiede il DNA, ai ribosomi, dove si
assemblano proteine. Di retrovirus ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente
innocui, tutti tranne l’HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai realmente
isolato. Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i
processi enzimatici che avevano giustificato tale ‘scoperta’ sono risultati 'appartenere alla cellula' e non
al 'presunto ospite'.
Continuando, si sa che i virus vengono combattuti dal sistema immunitario, e si sa che sono gli anticorpi
ad identificare ed eliminare il virus, e si sa che solo gli anticorpi che hanno già ottenuto dei successi sul
virus cominciano a duplicarsi incessantemente per costituire cellule specializzate sufficientemente
numerose per affrontare ed eliminare il virus. Si sa quindi che la presenza di anticorpi attesta la vittoria
del sistema immunitario ed il superamento della malattia. Questo è vero sempre, tranne che per l’HIV.
Si sa che all’infezione segue l’incubazione, durante la quale il virus si moltiplica rapidamente, fin quando
la sua concentrazione porta al manifestarsi della malattia e all’attivazione del sistema immunitario: la
prima battaglia è quella più difficile perché il nemico si presenta in forze avendo potuto, ancora
sconosciuto, moltiplicarsi indisturbato. Dopo la prima sconfitta il virus può rimanere latente, guardato a
vista, ed eventuali successivi scontri si risolvono rapidamente a favore del sistema immunitario: se c’è
una battaglia che il virus può vincere questa è la prima, dopo difficilmente il virus riesce ad avere ragione
del sistema immunitario che ha già trovato adeguate difese contro di esso. Questo è vero sempre, tranne
che per l’HIV. Infatti il virus viene sconfitto immediatamente dal sistema immunitario senza neanche
mostrare segni della propria presenza, diventa latente per un tempo che può essere biblico, e si risveglia
poi con conseguenze nefaste senza che il sistema immunitario possa opporre la benché minima
resistenza. Per spiegare questa sua particolare attitudine è stato definito un ‘lentovirus’.
Lo si è anche definito ‘elusivo’ e ‘mutante’ per spiegare la sua capacità di non farsi individuare dagli
scienziati o eliminare dagli pseudo nucleotidi (AZT). Poi vista questa sua supposta capacità si è potuto
suggerire di utilizzare l’azione combinata di più farmaci (il cocktail HAART) con vantaggi evidenti per le

sole “case farmaceutiche” che invece di “farsi concorrenza” possono “spartirsi” comodamente una torta
ancora più grande e più redditizia.
Si sa che l’evoluzione ha impiegato un miliardo di anni per far assumere agli organismi unicellulari la
nostra meravigliosa complessità. E va da se che per un miliardo di anni il sistema immunitario si è
sviluppato vincendo “tutte”, assolutamente tutte, le proprie battaglie contro i virus, altrimenti non
saremmo qui a scriverne ora. E non ha mai pensato di usare l’AZT per far ciò. Poi, è arrivato l’HIV e quello
che è stato vero per un miliardo di anni, “improvvisamente” non lo è più. E' davvero incredibile pensare
come il “facile guadagno” ha soppiantato miliardi di anni di sana e lenta umana genetica protezionistica...

E ora spieghiamo un po' come funziona il vaccino. Praticamente, il vaccino null'altro è che una forma
indebolita del virus, di cui ovviamente mantiene le sembianze ma non l’intraprendenza. Esso è un virus
depotenziato, una specie di identikit che si fornisce al sistema immunitario per consentirgli di selezionare
e allertare i suoi anticorpi migliori, quelli capaci di combattere con successo quel virus. Quindi, se mai il
virus si presenta il sistema immunitario è già pronto e può agire rapidamente evitando l’insorgere della
malattia. Il male viene combattuto comunque dagli anticorpi, non dal vaccino che serve solo
per “predisporre” gli “anticorpi giusti”. Secondo la tesi ufficiale, tutti i soggetti infettati dall’HIV sviluppano
spontaneamente gli anticorpi entro 2-4 settimane dall’infezione, tant’è che il test rileva proprio la
presenza di tali anticorpi. E allora, a cosa potrà mai servire un vaccino per l’HIV??? Questo è uno dei più
grandi misteri della storia dell’umanità. Se poi consideriamo che questo virus è “mutante” il mistero si
infittisce: quale identikit verrà fornito al sistema immunitario??? Se poi ci ricordiamo che il virus HIV non
è mai stato isolato, allora possiamo solo pensare al miracolo: “l’identikit di una entità che nessuno ha mai
visto, praticamente un fantasma”.
Ma allora, se l’AIDS non è causata dall’HIV, che cosa è ???
In realtà l’AIDS, secondo i detrattori della teoria del retrovirus HIV, sarebbe solo un definizione che
comprende un alto numero di malattie conosciute( come visto in precedenza), che vengono definite AIDS
se associate ad un test positivo. Se hai la tubercolosi ma il test è positivo, dicono che hai l’AIDS, se il test
è negativo, allora hai solo la tubercolosi.
La stessa definizione di AIDS solleva dei fortissimi dubbi. I Center of Disease Control americani, nel 1993
decisero che chi avesse avuto un numero di linfociti inferiore a 200, anche se sano, venisse dichiarato
malato di AIDS. Così facendo raddoppiarono in una sola notte i casi di AIDS negli soli Stati Uniti (quindi i
contributi per combattere la nuova malattia) Da allora, ad ogni “revisione” della definizione, aumentano
i malati. Anche per la “definizione” vi è una differenza marcata tra i vari Stati. Ad esempio, in Africa
generalmente non si richiede il test HIV (perché troppo costoso!), ma è sufficiente avere tre dei principali
sintomi clinici, perdita di peso, febbre e tosse, più un sintomo minore, come un prurito, per essere
dichiarati affetti dall’AIDS (incredibile vero!). Quindi, se hai la malaria, oppure se sei semplicemente
vittima della malnutrizione, rischi di entrare comunque nelle statistiche dell’AIDS. Forse, dopo questa
breve e semplice spiegazione, incominciate a capire perché l’Africa è il paese più colpito da questa
malattia.
Anche riguardo alla trasmissione dell’AIDS sono sorti molti dubbi. Innanzitutto, per anni i pazienti malati
di AIDS sono stati curati da medici ed infermieri non vaccinati, e nonostante ciò non si rilevano vittime di
AIDS tra i medici. Poi la trasmissione sessuale è stata smentita da studi che stabiliscono una possibilità
di trasmissione dell’AIDS per via sessuale pari allo 0,0009 per contatto sessuale. Cioè, solo dopo 3.330
rapporti sessuali (9 anni con un rapporto al giorno) si raggiunge il 95% di probabilità di infezione
(incredibile ma vero) !!!
Infatti, l’AIDS rimane confinato a ben specifici gruppi di individui, i tossicodipendenti (32% in USA, il
60% in Italia), generalmente colpiti da infezioni multiple, omosessuali maschi (62% in USA, 42% in
Europa), in quanto utilizzatori di sostanze afrodisiache e rilassanti per la muscolatura sfinterica, emofiliaci
e politrasfusi (11% in USA e 3% in Europa).
Nonostante le catastrofiche cifre dei media, le previsioni sull’AIDS sono state ampiamente smentite, in
quanto la sua diffusione é in continuo decremento. E’ vero altresì che c’è la diffusa usanza di presentare
dati cumulativi, e non di anno in anno come regolarmente si dovrebbe fare, oltre che aumentare
artificialmente i casi di AIDS, ampliando la categoria.
Anche le terrorizzanti cifre diffuse sulla diffusione dell’AIDS in Africa e nei paesi del Terzo Mondo non
sono altro che stime, senza alcuna precisazione sui metodi per ottenere quei risultati. Questo modo di
presentare i dati, è ovvio, deriva spesso dal desiderio di ottenere nuovi fondi per le ricerche. In realtà
dal 1999 al 2004 i casi di AIDS in Africa erano solo 81.565, a fronte di 800 milioni di persone, di cui 10
milioni sono i morti annuali, ed almeno un milione per la sola malaria. Una volta in Africa si moriva per la
malaria, e “oggi” si muore ancora per “la malaria”, solo che la “chiamano AIDS” !!!
La differenza è “estremamente” importante, dato che se sei solo un “morto di fame”, “nessuno si
interessa di te”, ma se sei un “malato di AIDS”, ci sono ben 750 organizzazioni internazionali che, a

fronte di “cospicui finanziamenti governativi”, sono pronte a “coprirti di cibo ed aiuti”. Quindi, come
suggerisce il microbiologo Harvey BIALY, sono stati gli “ingenti fondi internazionali” a spingere medici e
politici a “riclassificare” come AIDS “malattie già presenti da secoli” nel continente nero.
Nel 2000 alcune multinazionali farmaceutiche proposero di usare farmaci per l’AIDS, come l’AZT,
massicciamente su donne incinte e neonati, per la cura e la profilassi dell’infezione da HIV. Il Presidente
Sudafricano MBEKI convocò una conferenza internazionale per un dibattito sugli effetti tossici dell’AZT e
sulle alternative terapeutiche di trattamento all’AIDS. Nonostante alla conferenza partecipassero eminenti
studiosi, iniziò un linciaggio nei confronti del Presidente Sudafricano classificato come “pazzo e uccisore di
bambini africani”. Dalla conferenza uscì fuori, come temevano le multinazionali, un “raro” momento di
reale informazione sull’AIDS e l’inizio della crisi sul collegamento HIV-AIDS.
Proprio l’AZT è stato messo sotto accusa, tutti ricordano il caso del famoso cestista “Magic Johnson” che
rifiutò di prenderlo e, nonostante fosse stato dato per spacciato, sta ancora benone, anzi ha addirittura
vinto le olimpiadi del 1992 e di recente ha “dichiarato” di essere “completamente guarito” dall’AIDS !
E questa “realtà” è vera per moltissimi altri “ex malati” di AIDS, mentre non si conoscono casi di persone
che siano “sopravvissute” alla cura dell’AZT.
L’AZT, è una sostanza contenuta nello sperma delle aringhe e nacque come farmaco antitumorale, ma
rimase “accantonato” per più di 20 anni perché si dimostrò altamente tossico (infatti è impiegato come
preparato da veleno per topi !). Dopo tanto “ meritato” riposo, fu riconvertito (ovviamente per
convenienza economica) a farmaco anti-HIV. Da allora, ben sei dettagliatissimi studi ne hanno
comprovato la fortissima tossicità. Inoltre, gli stessi studi provano che i pazienti non ne traggono alcun
beneficio, anzi vi è un numero di decessi maggiore tra i pazienti trattati con l’AZT che in quelli non trattati
con tale farmaco-veleno. Tra le conseguenza dell’AZT abbiamo: distruzione del sistema immunitario,
distruzione del midollo osseo, distruzione dei tessuti e della flora batterica intestinale, linfoma, atrofia dei
muscoli, danni al fegato, al pancreas, alla pelle e al sistema nervoso. Una persona sana sottoposta ad un
trattamento continuativo con AZT in pochi mesi subirebbe effetti devastanti, simili a quelli dell'AIDS
conclamato, fino ad arrivare ad un tasso di mortalità prossimo al 100%. Eppure, questo farmaco continua
ad essere utilizzato come cura per l’AIDS, rendendo ricca la Wellcome, casa farmaceutica produttrice.
Per evitare questi devastanti effetti, nel tempo si è suggerito di combinare più farmaci a dosaggi più
bassi. Da qui sono nati i famosi cocktail, riuscendo così ad allargare il numero di pazienti sottoponibili
alle “presupposte” cure.
Purtroppo, anche se tali dati “sono ben conosciuti dagli addetti ai lavori”, il grande pubblico ne sa ben
poco, perché ogni tentativo di portare queste notizie alla massa si scontra con inaspettate e feroci
censure delle lobby.
Il motivo è presto detto. Di anno in anno le somme raccolte per la lotta all’AIDS si moltiplicano, molti
scienziati coinvolti nella ricerca possiedono società che vendono test e hanno soldi in partecipazioni
societari, organismi statali ricevono miliardi di dollari di sovvenzionamenti, insomma per molte persone “il
vero problema” non è tanto “la crescita” dell’AIDS, ma la sua eventuale “scomparsa”, come causa di
possibili fallimenti a catena.

Ovviamente tutta questa non è la sola “inconfutabile verità” ma è un punto di vista più che autorevole
(dato che è il frutto di un'accurata ricerca scientifica). Infatti, quello che ci preme maggiormente
diffondere con questo articolo, è un po’ di “sano dubbio”. Perché da sempre Noi sosteniamo che
a questo mondo vi debba essere sempre tale “legittimo dubbio”, se ciò non avvenisse le menti
potrebbero “indebolirsi”, divenendo così facili preda dei noti “manipolatori” di massa. Quindi, ricordiamo
che bisognerebbe sempre andare a fondo delle cose, e non fermarsi al superfluo, magari per pigrizia,
disinteresse o per mera noia. Ed in effetti, se ci avete seguito fin qui, vi sarete accorti che nel caso
dell’AIDS “scavare” ci ha ”aiutato” a portare “alla luce” molti, anzi “troppi dubbi”.

Il primo dubbio che ci è venuto è: perché spendere tanti miliardi inutilmente per l’AIDS (un
rapporto “UFFICIALE” di fine anni '90 “segnalava” che il Governo Mondiale aveva speso più di 96 -
novantasei- MILIARDI di Dollari fino ad allora per “emarginare/contenere” il “problema” dell'AIDS, senza
considerare i “FONDI PRIVATI”... ecco trovata la “famosa” GALLINA dalle UOVA D'ORO) quanto vi sono
tantissime malattie che potrebbero essere facilmente curate con quei soldi, tipo tubercolosi, polmonite,
malaria, diarrea, per cui muoiono oltre 3 milioni di Africani ogni anno ???
Così abbiamo pensato di scrivere questo vaderecum diviso in più punti...

1) Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una
causa unica (il virus), e
ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così non c'è varicella senza il virus della varicella, non

c'è morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di
AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in
assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso
associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel
corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi
banali come una vaccinazione antinfluenzale.

2) L'AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa:
Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben
precisi:
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia) si tratta di individui che oltre
a subire gli effetti negativi dell'eroina, della cocaina, dell'alcool, delle anfetamine e di altre sostanze
psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo
da infezioni multiple. In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo
sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla
madre possono presentare una sieropositività alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici
di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono
sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e
rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi
immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.

3) Non esistono studi che dimostrino che l'AIDS è causato dall'HIV:
Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR (Reazione Polimerasica
a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che
spiegasse come l'HIV provochi l'AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in grado di precisarlo.

4) La definizione della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste
malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un
test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora "ha l'AIDS". Se invece ha la
tubercolosi ed il test è negativo, allora ha "soltanto la tubercolosi"

5) Incubazione misteriosa:
Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni
o settimane. L'incubazione del virus dell'AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per
aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene
attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo
da parte dei ricercatori, o viceversa, completamente "scemo".

6) L'allarme prostitute:
Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei
tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso
di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22
riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle
stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).

7) La terapia con AZT:
Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò
sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati.
Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere
somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è
passata a 44.7 tonnellate nel 1992, fino ad arrivare ai giorni nosti. Infatti, il costo dell'AZT per malato nei
rimi anni 90' era di di circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome già nel 1993 era di 586
miliardi di lire l'anno.

Da tutto questo si evince il fatto che da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso
occidentale erano alla ricerca di “pretesti scientifici” cui ancorare le loro offensive fondamentaliste,

puritane e restauratrici. Infatti, un primo tentativo in tal senso fu compiuto già alla fine degli anni '70,
con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma, l'AIDS sembrò
veramente l'occasione d'oro da non perdere. Qui finalmente, si delineava una malattia non solo sessuale
ma bensì mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una “malattia inventata su
misura” per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese...

Chiudiamo questo lungo post, così come lo abbiamo iniziato, cioè, con le parole del grande
scienziato Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica):
“Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari (ora
molti ma molti di più) che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus
e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state ben certi che anche quel virus
produrrebbe misteri a bizzeffe.”...

Nb. Per un maggiore approfondimento sull'argomento,
vi consigliamo di visitare il sito http://www.ilvirusinventato.it/
dove troverete l'articolo - La truffa AIDS/HIV: le cose che non vi hanno mai detto.
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