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29.7.10

la rabbia in Italia

Nell’ottobre del 2008 la rabbia è ricomparsa in Italia; il primo focolaio è apparso nel territorio della provincia di Udine, a seguito dell’evolversi dell’epidemia che interessa i paesi dell’est limitrofi (Slovenia e Croazia).

Nel corso del 2009 e inizio 2010 l’epidemia si è diffusa in Friuli Venezia Giulia, Veneto in particolare la provincia di Belluno, fino ai casi più recenti riscontrati nella provincia di autonoma di Trento e attualmente anche in Piemonte.

La prevalenza dei casi ha interessato gli animali selvatici, per lo più le volpi, che rappresentano il principale serbatoio della malattia, ed alcuni caprioli e tassi. Sono stati riscontrati positivi anche animali domestici tra cui cani, gatti un cavallo ed un asino.

Nell’Ordinanza Ministeriale del 26 novembre 2009, sono stati disposti i seguenti provvedimenti:

*obbligo di vaccinazione antirabbica dei cani e altri animali da compagnia sensibili al seguito di persone che si recano nelle zone interessate

*obbligo di vaccinazione dei cani di proprietà e degli animali domestici sensibili condotti al pascolo nelle zone interessate

*limitazione della circolazione dei cani ivi inclusi quelli utilizzati nella pratica venatoria

*campagne di vaccinazione orale delle volpi, mediante vaccino addizionato a specifiche esche distribuite sul territorio interessato dalla malattia e in un’ampia zona di protezione circostante

*intensificazione del monitoraggio degli animali selvatici nel territorio

In particolare Il Ministero della Salute precisa che:

* è stato attivato dal dicembre 2009 un piano di vaccinazione orale delle volpi nei confronti della rabbia che ha interessato le Regioni del nord-est italiano. Entro la fine del 2010 saranno completate quattro campagne di vaccinazione, effettuate con mezzi aerei, su un’area di oltre 30.000 kmq;

* le procedure messe in atto sono in accordo con le raccomandazioni della Comunità europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità animale e consentono di ridurre il rischio che la malattia si estenda alle regioni confinanti;

* è attivo un sistema di sorveglianza negli animali selvatici che garantisce un’individuazione rapida di nuovi casi di malattia. Nelle aree a rischio è obbligatoria la vaccinazione degli animali domestici, cani, gatti, bovini, ovicaprini e cavalli che si recano al pascolo.

Per chi si reca in zone a rischio è anche da segnalare che la vaccinazione deve essere affettuata almeno 21 giorni prima e che i cani non possono percorrere i sentirei boschivi, nemmeno al guinzaglio.


give thanx Alessandra (first post)


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