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4.5.10

storia dell'ombrello

La semplice funzionalità di un accessorio come l’ombrello rende difficile
conciliare la sua utilizzazione pratica con un’origine che sfiora il mito;
eppure, pochi oggetti del nostro vivere quotidiano possono vantare radici così
antiche e leggendarie. L’unico elemento certo è la provenienza non occidentale:
la Cina, l’India e l’Egitto si proclamano infatti paese-culla del parasole,
ciascuno con motivazioni più che valide. Queste "rivendicazioni" ci permettono
di aggiungere un altro dato sicuro ad una storia priva di certezze: l’ombrello
è, fin dal suo apparire, collegato alla rappresentazione simbolica del potere,
quando non, addirittura, attributo della divinità. Fin dal XII secolo a.C., l’
ombrello cerimoniale apparteneva alle insegne dell’Imperatore della Cina e tale
rimase per circa trentadue secoli, fino alla scomparsa del Celeste Impero. All’
incirca nello stesso periodo, i re persiani potevano, unici tra i mortali,
ripararsi dal sole per mezzo di un ombrello, sorretto da qualche dignitario;
più democraticamente in Egitto si concedeva tale privilegio a tutte le persone
di nobile origine.
In questo paese nasce, forse, il mito più bello, la più profonda simbologia
legata all’ombrello: la dea Nut era spesso rappresentate in forma di parasole,
con il corpo arcuato a coprire la terra, in atto di protezione e di amore. Il
forte significato di status symbol come prerogativa regale, o comunque di
potere, assunto dall’ombrello, spiega la sua contemporanea comparsa nell’
immaginario religioso. Come in Egitto, anche in India viene associato alle dee
della fertilità e del raccolto o, in senso più lato, della morte e della
rinascita: nella sua quinta reincarnazione, Vishnu aveva riportato dagli Inferi
l’ombrello, dispensatore di pioggia. Alla sfera del mito dobbiamo l’
introduzione nel mondo occidentale del nostro accessorio, che compare in Grecia
legandosi al culto di Dionisio (un dio di probabile origine indiana), ma anche
di dee come Pallade e Persefone, che tra i loro fedeli contavano soprattutto
donne.
Sono le donne che, nelle feste dedicate a queste divinità, si riparano in loro
onore con un parasole, passato nel III secolo a.C. anche nel mondo romano, dove
viene descritto dai poeti come delicato e prezioso oggetto in mani femminili.
Sembrerebbe quindi di avere delineato una storia completa: da simbolo di
potere, umano e divino, a oggetto di lusso e di seduzione. Eppure, tra i tanti
valori e segni di civiltà cancellati dalla scomparsa dell’Impero romani, ci fu
anche l’ombrello, di cui non rimase traccia nei "secoli bui", se non per la sua
sopravvivenza nel culto cattolico, inizialmente come insegna pontificale, poi
nell’uso liturgico. Totalmente sconosciuta all’antichità fu perciò la
principale funzione utilitaria dell’ombrello, quella di parapioggia. Mantelli,
cappucci e cappelli di pelle risolsero il problema della pioggia nel mondo
classico ed in quello medievale.

give thanx Sandra

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