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29.5.10

perchè agli uomini piace il porno?

Su PsichologyToday, una donna ha chiesto aiuto al dottor Mark Goulston, perchè addolorata profondamente dal fatto che il marito ami la pornografia. Lei sa che lui passa diverso tempo alla ricerca di immagini pornografiche e che si masturba guardandole, perchè lui non glielo nasconde; nello stesso tempo però lui fa regolarmente l’amore con la moglie, ribandendole che è l’unica sua donna ideale. Ipocrisia o sincerità? Lei non gli crede, e non fa che pensare che il marito spogli con gli occhi ogni donna che incontra.

La situazione è più diffusa di quanto si creda. Con qualche differenza probabilmente; ad esempio le donne nella maggior parte dei casi non sono a conoscenza delle “avventure” pornografiche dei loro mariti, ma le sospettano soltanto (e lo dimostra lo studio che qualche giorno fa sosteneva che le donne spiano anche nella cronologia web dei loro compagni). Si tratta di un problema così grande? E la sincerità in casi come questo conta o è soltanto uno strumento di sofferenza (come capita alla protagonista di questa lettera)?

Il dottor Mark risponde sostenendo una tesi che potrebbe avere effettivamente un fondo di verità, ma che noi donne facciamo forse fatica ad accettare: se da una parte l’universo femminile spesso sfoga le sue frustrazioni parlando e piangendo, l’universo maschile per scaricare tensioni e stress può ricorrere invece al sesso. Ma, dice il dottor Mark, esistono due tipi di sesso per gli uomini, due tipologie ben distinte: il sesso per amore e il sesso per amore del sesso. La valvola di sfogo allo stress è naturalmente la seconda, e molti mariti, sentendosi in colpa a fare “soltanto sesso” con le loro mogli come se fossero degli oggetti, ripiegano sulla pornografia e sulla masturbazione (sicuramente meglio del tradimento, almeno per me).

Il dottor Mark prosegue dicendo che se queste pratiche non diventano ossessive e non tolgono tempo e risorse alla vita di coppia, non sono poi così malsane, ma anzi pare che salvino molti matrimoni. Tuttavia, consiglia alla moglie disperata di partire da una comprensione di tipo psicologico: aiutare il marito a non sentirsi solo di fronte alle responsabilità della famiglia, potrebbe alleviare il suo stress e indurlo a sfogarsi di meno con il fai-da-te.

Io credo di essere d’accordo con il dottor Mark: se la pornografia e la masturbazione non sono eccessive, non dovrebbero creare problemi all’interno della coppia. Certa pornografia poi la si può anche condividere in due, permettendo alla donna della situazione di reprimere almeno in parte la gelosia e di cercare qualche stimolo sessuale in più. Dall’altra però appare chiaro che l’eccesso può essere sintomo di ossessione e patologia e che quindi, più che suscitare dolore, fa paura. Sono comunque dubbiosa su una cosa: davvero per gli uomini la masturbazione è uno sfogo come lo è per noi donne il pianto? Non sto dicendo che non è vero, penso soltanto che sia una spiegazione curiosa e forse proprio per questo, probabilmente molto vera. Voi che ne pensate? E questa divisione tra sesso per amore e sesso per amore del sesso è uguale per tutti gli uomini? E noi donne, ne siamo immuni?



Reazioni:

1 commenti esagitati e considerazioni varie:

Anonimo ha detto...

Ciao!
innanzitutto complimenti per il sito,
è davvero molto carino e simpatico.

Per quanto riguarda l'articolo volevo aggiungere, come studente delle professioni sanitarie, che in realtà per gli uomini (ma anche per alcune donne) ripiegare sul sesso fai dà te è una risposta per attenuare i sentimenti negativi di frustrazione e depressione, non solo per quanto riguarda l'atto di per se della masturbazione.

La motivazione reale è biologica dell'organismo.

Non tutti gli uomini ricalcano questo comportamento in fase di stress, frustrazione e depressione, ma solo quelli che hanno sviluppato una dipendenza naturale in presenza di determinati neurotrasmettitori che vengono rilasciati nell'atto sessuale.

La motivazione per cui si ricorre alla masturbazione in questi casi invece che al sesso è che la masturbazione è qualcosa di privato che non implica il controllo a livello sociale di un'altra persona, una sorta di parentesi personale per sfogare il male di vivere.

Infatti ognuno di noi ha i suoi metodi per ottenere più o meno lo stesso effetto, non tanto con il pianto, ma con quello che viene dopo, ovvero la ricerca di una consolazione positiva.

PEr esempio chi ripiega sul cibo, la cioccolata, alimenti dolci, gesti d'affetto, abbracci, ecc...

In sostanza è uno dei metodi con cui l'organismo umano tende a mantenere la propria omeostasi, anche a livello neuropsicologico.

 
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