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12.5.10

L'Ispettore Coliandro

L'ispettore Coliandro
(RAI Fiction 2003-2009)
creatore: Carlo Lucarelli
regia: Manetti Bros.
interpreti principali: Gianpaolo Morelli, Enrico Silvestrin, Veronica Logan, Giuseppe Soleri
http://www.coliandro.it/

L'Ispettore Coliandro è una ventata di aria fresca nelle stanze chiuse della melensa fiction italiana. Un "diretto" allo stomaco degli sceneggiati ipocriti e sdolcinati, dei polizieschi con algidi agenti modello e commissari sempre politically correct. Un personaggio così sgangherato e fuori dalle righe da sembrare, per una volta e paradossalmente, più vero che mai (tanto da spaventare la Rai che lo ha tenuto inizialmente nel cassetto per poi decidere, visto il successo della prima serie, di realizzarne anche una seconda). Il nuovo mito italiano con la pistola: si chiama Coliandro e fa l'ispettore alla Questura di Bologna.
"Coliandro ha più difetti che pregi - mette subito in chiaro l'attore Giampaolo Morelli, che ne è diventato il volto in televisione - è il classico poliziotto che abusa di potere, vuole fare l'americano con la giacca di pelle e i Rayban sul naso, fa solo figuracce, è ignorante, un po' razzista, ma convinto in cuor suo di essere sino in fondo un poliziotto". Coinvolto in rocamboleschi "gialli urbani", Coliandro finisce spesso e volentieri nei guai, ma - con il suo fare insieme spaccone e schivo, molto ironico e autoironico - arriva sempre in fondo alle sue indagini.
Coliandro nasce come protagonista di un racconto di Carlo Lucarelli dal titolo Nikita, un poliziesco all'americana ambientato in Italia. "Volevo farne un personaggio un po' irreale, sul tipo dell'ispettore Callaghan - spiega lo stesso Lucarelli gli ho attribuito tutti i difetti della polizia italiana, ma anche tutti i pregi e ne è venuto fuori un tipo onesto, che si batte per la giustizia, ma allo stesso tempo coatto e pasticcione.
L'idea della serie nacque nel 2003, quando la RAI decise di commissionare la realizzazione di un film per la televisione basato sul romanzo di Carlo Lucarelli Il giorno del lupo, il cui protagonista è l'ispettore Coliandro. La Rai diede poi il via libera alla realizzazione di una serie televisiva completa sulle avventure dell'ispettore. Nel 2004, completate le riprese della prima stagione, la Rai decise però di non programmare la serie per quasi due anni, perché lo stile de L'ispettore Coliandro era molto lontano dai canoni classici della fiction italiana. La serie fu trasmessa per la prima volta soltanto nell'estate del 2006 e ottenne un riscontro superiore alle attese, tanto da indurre la Rai a darle un seguito, realizzando una seconda e poi una terza stagione.
Terminata lo scorso marzo la messa in onda della quarta stagione dell'ispettore Coliandro, per altro ridotta a due sole puntate, la Rai non sembra avere alcuna intenzione di tornare indietro sulla decisione del taglio definitivo della serie e più in generale delle fiction italiane, giustificato incredibilmente con esigenze di contenimento del budget, che però - chissà perché? - non colpiscono mai i sontuosi cachet dei protagonisti di altri e ben più dozzinali e inguardabili prodotti del piccolo schermo. E' stata allora lanciata una grande mobilitazione dei fans, per farne sentire alla Rai tutta l'indignazione: il "servizio pubblico" non può permettersi di trattare in questo modo una delle fiction più originali della televisione italiana (largamente apprezzata anche all'estero) e i suoi milioni di spettatori che pagano il canone.
Ne è nata quindi una protesta, tanto vivace quanto creativa: la prima fase è consistita nell'invio di una valanga di mail con lo slogan "La Rai non può uccidere Coliandro" alle caselle di posta dei servizi di ascolto Rai e ai vertici aziendali. L'azione è perfettamente riuscita: è stata rilanciata da diversi mezzi di informazione, alcune caselle dell'azienda sono andate in tilt e il direttore di RaiDue, Massimo Liofredi, ha convocato l'attore protagonista Giampaolo Morelli per ribadirgli il suo pieno sostegno alla battaglia per la ripresa della serie.
Una battaglia che è poi passata alla "fase due": si è pensato di inviare ai vertici Rai (il presidente Garimberti e il direttore generale Masi) qualcosa di simbolico per far vedere quanto seguito abbia la serie: c'era chi proponeva vasetti di yogurt (in una puntata Coliandro si sbaglia e ordina migliaia di vasetti per lo spaccio della Questura) e chi croccantini per gatti, ma alla fine si è convenuto sui più spedibili coriandoli. La spedizione di massa via posta è avvenuta il 19 e 20 aprile 2010: nei due giorni successivi alla sede di viale Mazzini sono arrivate oltre 300 lettere piene di coriandoli, con dentro il messaggio: "Coriandolo 'sta minkia! Rivogliamo Coliandro!" e mittente 'Ispettore Coliandro - Questura di Bologna'.

La Sigla:



Curiosità:

I Manetti Bros. hanno rivelato di aver ricevuto una querela da parte del calciatore
Marco Materazzi per via di una battuta ritenuta lesiva nei suoi confronti. La scena incriminata, pronunciata dall'ispettore Borromini detto "Borro" è la seguente:



Materazzi ha chiesto un risarcimento danni pari a € 1 per ogni telespettatore dell'episodio (che sono stati circa 2.380.000).

Beh, forse Borro non aveva tutti i torti...
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