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3.5.10

fatorexia, l'anoressia al contrario

Secondo uno studio americano, due terzi delle donne in sovrappeso o obese non hanno una reale percezione della loro silhouette, si vedono belle, magre e in forma, nonostante la targhetta dei pantaloni dica che si indossa una XXL.

Essere obese e non saperlo di essere, è la storia di Sara Bird, donna 44enne inglese, che sulla sua vicenda ha scritto un libro e coniato un neologismo: fatorexia, ovvero anoressia al contrario.

Come chi soffre di anoressia, sebbene scheletrici e rinsecchiti, è convinto di essere grasso, Sara aveva una visione distorta del suo corpo: pensava di non essere magrissima, ma comunque di essere in forma, mentre la realtà diceva che il suo peso era ben oltre i limiti di guardia.


Sara, che vive in una fattoria nel Nottinghamshire con marito e due figli, ha raccontato di aver trascorso 20 anni della sua vita a perdere e ad aumentare di peso, dieta dopo dieta, in eterna lotta contro l’effetto “yo-yo”. Nonostante questo, non si era mai resa conto di essere un’obesa.

Complici piccoli specchi in cui contemplava adorante solo il suo bel viso, Sara non conosceva e non curava il suo corpo. Lontana da qualsiasi specchio che la potesse raffigurare interamente, la donna era attenta a viso, unghie e capelli in particolar modo, poi indossava abiti scelti con estrema cura (sorvolando sulla taglia) e scarpe con tacchi alti.

Cinque anni fa qualcosa le ha sconvolto la vita. Nello studio medico di famiglia sale sulla bilancia e sente questo: “108 chili. Lei è obesa”. Sara si guarda intorno, convinta che il medico avesse parlato a qualcun altro .

Nella mia mente credevo di avere qualche chilo in più, certo non di essere sottilissima-racconta la donna- ma non immaginavo lontanamente di essere obesa. Sono scoppiata in lacrime, tant’è che il medico per consolarmi mi ha suggerito dei seminari a cui avrei potuto partecipare per perdere peso. Ma mi sono subito rifiutata. Ero un’autodidatta. Dopo 20 anni di dieta conoscevo perfettamente calorie e grassi contenuti in ogni alimento, da una bistecca arrostita a un’arachide. Una volta tornata a casa, controllai su Internet il mio indice di massa corporea, prendendo coscienza di quanti chili di troppo avevo lasciato accumulare sul mio corpo. Solo a quel punto decisi di andare fino in fondo. Mi spogliai e osservai la mia figura nuda davanti allo specchio. Devo ammetterlo: ero scioccata. Non mi ero resa affatto conto di quel che ero diventata limitandomi a usare piccoli specchi che rimandavano solo l’immagine del mio volto. Ero arrabbiata con me stessa, ‘come hai potuto ridurti in questo modo?’, mi chiedevo. Poi ho capito. Come le anoressiche che fingono di mangiare quando in realtà rinunciano volontariamente al cibo, io facevo finta di limitarmi a tavola, mentre invece non facevo altro che ingozzarmi“.

E’ così che Sara ha deciso di raccontare la sua storia in un libro, perché guardandosi attorno ha capito che ci sono tante persone con questo problema. Ammetterlo è come riconoscere di essere alcolisti: incredibilmente complicato.

In questi anni Sara ha iniziato un percorso che le ha permesso gradualmente di perdere peso, grazie ad un’attenta alimentazione, all’esercizio fisico ed alle lunghe passeggiate.

Non sono magra ma ne sono perfettamente consapevole. Probabilmente non riuscirò ad esserlo mai realmente, ma almeno ora sono in grado di guardare in faccia la realtà e vedermi per quel che sono. Non è poco“.


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