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19.5.10

democrazia? matematicamente impossibile

Una serie di paradossi aritmetici dimostra come, in molti casi, il risultato delle elezioni non rispecchia le preferenze degli elettori. Non solo: negli Stati Uniti, patria della democrazia e della libertà, raccogliere più voti rispetto all’avversario non garantisce la vittoria. La soluzione? Probabilmente non esiste…

Elezioni Iraq
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Una donna irachena mostra orgogliosa il dito sporco di inchiostro indelebile che identifica chi ha votato alle prime elezioni libere del paese. (© foto DVIDSHUB)
Con il governo, si sa, non vai mai d’accordo nessuno. Ma com’è possibile, visto che dovrebbe essere uscito vincitore da un’elezione libera e democratica? In realtà, se si osservano con attenzione i numeri, si scopre che la maggior parte dei cittadini potrebbe non aver votato per il candidato che è stato poi effettivamente eletto. Non c’è da stupirsi: è uno dei paradossi matematici dei sistemi elettorali di tutto il mondo messi in luce da Ian Stewart in un recente articolo pubblicato sulla rivista New Scientist. "Garantire elezioni libere" afferma l’autore, "spetta alla legge, ma assicurare che siano eque e algebricamente corrette è compito dei matematici, che da sempre cercano di mettere a punto meccanismi che combinino le esigenze aritmetiche con quelle politiche, per esempio garantire al governo una certa stabilità e la possibilità di governare". E dopo secoli di studio siamo ancora molto lontani dalla perfezione.
"E comunque è indispensabile definire il concetto di democrazia" spiega
Vincenzo Galasso, docente di Political Economics all’Università Bocconi di Milano ed esperto di sistemi elettorali. "Democrazia è un parlamento che rappresenta nella giusta proporzione tutti i cittadini, o un'unica squadra di governo eletta dalla maggioranza?"


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