♣ TEMPLATE IN ALLESTIMENTO... stay tuned ♣

2.4.10

terremoto, case di paglia in abruzzo



Case in paglia autocostruite per rimpiazzare quelle in pietra distrutte dal terremoto. Ci stanno riuscendo alcuni abitanti di Pescomaggiore, frazione de L’Aquila, che non vogliono trasferirsi in una delle new town governative, lontano dal luogo in cui sono nati e cresciuti. E la prima casa è già stata assegnata...


Impiegano forze - e soldi - esclusivamente loro e di volontari. Non un centesimo dallo Stato, che pure avrebbe dovuto sborsare quattrini se loro non avessero deciso di tirarsi su le maniche. «Sindaco, Regione, responsabili della governance ci hanno detto che i criteri scelti per fronteggiare l’emergenza non prevedono case di paglia, e che da quei criteri non si può uscire. Forse ci rimborseranno le spese per le urbanizzazioni», riassume Fabrizio Pambianchi, consigliere di Misa, l’associazione che sta costruendo le case.

Gli ultimi trenta abitanti
Misa è nata come «braccio operativo» del Comitato per la rinascita di Pescomaggiore, sorto anni fa con l’intento di infondere nuova linfa ad un borgo situato a 1150 metri di altitudine, che nel XVII secolo contava 1500 abitanti e che prima del terremoto era ridotto ad una sessantina di persone. Dopo il sisma, la metà dei residenti ha accettato di sistemarsi altrove. Trenta irriducibili sono rimasti. E hanno cominciato a tirare su cinque case di paglia, utilizzando un terreno concesso in comodato d’uso da alcuni privati.
Le case sorgono su una piattaforma di cemento armato, hanno una struttura portante in legno e muri formati da balle di paglia.
«Ogni bullone, ogni tirante è certificato: sappiamo che è in grado di resistere al terremoto e anche al vento che qui - siamo in montagna, su una cresta - a volte è molto impetuoso».

Fotovoltaico e fitodepurazione
Il progetto prevede anche pannelli fotovoltaici sui tetti e un impianto di fitodepurazione per il trattamento delle acque di scarico. Le case sono ecologiche ed economiche: la spesa è pari a circa 500 euro al metro quadrato, mentre le abitazioni del Piano Case governativo costano 2700 euro al metro quadro. Le abitazioni sono di 56 o di 36 metri quadrati. Le prime due case in balle di paglia di Pescomaggiore sono state completate i primi giorni del 2010, e le ultime tre sono ancora ad uno stadio, diciamo, piuttosto embrionale. «Ci servono circa 180.000 euro per completare tutte e cinque le case. Finora abbiamo messo insieme solo 60-70.000 euro» precisa Pambianchi. Le donazioni, ovviamente, sono le benvenute. Possono essere effettuate sul conto corrente bancario del Comitato per la rinascita di Pescomaggiore (IBAN: IT 87 S 057481 54041 00000008397) indicando «Ecovillaggio»nella causale del versamento.

Alcuni volontari hanno già donato il loro tempo, collaborando alla costruzione: «sono passate da noi una sessantina di persone. Più di tutti ci hanno aiutato gli Alpini del Trentino Alto Adige: sono arrivati con tre squadre di 7-8 persone, camper, materiali, e hanno tirato su i primi tetti».

Per saperne di più:
Comitato per la rinascita di Pescomaggiore:
http://eva.pescomaggiore.org

TRATTO DA TERRANUOVA.IT

Reazioni:

0 commenti esagitati e considerazioni varie:

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Best WordPress Themes