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19.4.10

I Figli degli Uomini

I figli degli uomini
Children of men
(Universal Pictures - 2006)
regia: Alfonso Cuaròn
interpreti principali: Clive Owen, Julianne Moore, Michael Caine

Siamo nel 2027 e il grande problema di tutto il pianeta è l'infertilità degli umani. Non si riescono a fare bambini, il più giovane è appena morto ed aveva già 18 anni. Ogni nazione cerca di salvaguardare i propri territori, le frontiere sono ipercontrollate e gli immigrati irregolari trattati alla stregua degli ultimi dei criminali. L'ex attivista, ormai triste burocrate Theo (Clive Owen) si trova però tra le mani la possibilità di dare nuova speranza all'intera umanità.
Ispirato all'omonimo libro della scrittrice inglese P.D. James scritto nel 1992 sulla linea degli scrittori utopistici e futuristici, il film diretto e co-sceneggiato dal messicano Alfonso Cuaron è una storia apocalittica su una delle possibili rotte che il futuro dell'umanità potrebbe intraprendere.
Cuaròn ci illustra un mondo grigio, oppressivo, incolore, fra il pre-industriale e il post-atomico. Tutta la vicenda è ambientata a Londra e nei suoi dintorni, la scelta della capitale del multiculturalismo non è casuale ai fini della lettura della storia immaginata: prevedendo un rigurgito di nazionalismo, dove il mantenimento della purezza della "razza" si suppone possa favorirne lo sviluppo, si ricorda che quella occidentale è una civiltà in declino che non fa figlie solo con la "contaminazione" ci sarà un futuro,
Al centro della narrazione c'è il personaggio di Owen, un "non eroe" che si trova costretto suo malgrado a prendere continuamente decisioni che appaiono forzate e decisive. Attraverso lui conosciamo quel tanto che basta per capire perché si comporti in quel modo in momento. Cuaròn lo tiene sempre in scena, lo segue spesso come un reporter di guerra farebbe con un gruppo di militari impegnati in un raid. E così spesso lo perde di vista riprendendolo poi di spalle mentre si allontana correndo non riuscendone mai a catturarne un primo piano. Una contaminazione di stili, che ha nella forza dei lunghi piano-sequenza gli apici della suspance creata. E non è importante se l'obiettivo si sporca di macchioline di sangue, perchè l'effetto finale è semplicemente più realistico e avvincente.

Il trailer:



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