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1.4.10

cannoni deodoranti contro la puzza delle discariche

Discarica Pechino
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Una discarica a cielo aperto vicino ai grattacieli della nuova Pechino. Basterà un deodorante a coprire la puzza? (© foto liangjinjian)
Una batteria di 100 cannoni deodoranti, di fabbricazione cinese ma con tecnologia italiana e tedesca, tenterà di arginare la puzza che proviene da un’enorme discarica nei sobborghi di Pechino.

Provate a immaginare 50 campi da calcio uno accanto all’altro ricoperti di immondizia e la quantità di puzza che possono emanare: è la mefitica situazione in cui si trovano gli abitanti di Asuwei, una località poco distante da Pechino che ospita una gigantesca discarica a cielo aperto.

Deodorati e contenti. Le autorità cinesi, per venire incontro almeno alle esigenze olfattive dei residenti, hanno deciso di installare 100 cannoni spara-deodorante lungo tutto il perimetro dell’enorme pattumiera. Ogni cannone, simile a quelli utilizzati per produrre la neve sulle piste di sci, è in grado di sparare decine di litri di deodorante al minuto per coprire l’insopportabile odore. Un po’ poco per una città come Pechino che, solo pochi mesi dopo il maquillage effettuato in occasione dei Giochi Olimpici dello scorso anno, ha ricominciato ad annegare nei rifiuti. Tutta colpa della progressiva occidentalizzazione del paese, dove il sobrio stile di vita orientale viene abbandonato giorno dopo giorno per fare posto a bottiglie di plastica, cibi confezionati, rifiuti elettronici e così via.

Evviva l'abusivo. In Cina viene riciclato solo il 4% dei rifiuti (il 43% in Germania, il 25% in Gran Bretagna, il 40% in Italia) e i 17 milioni di abitanti di Pechino producono oltre 18.000 tonnellate di immondizia al giorno: molta di più di quella che le autorità pubbliche riescono a gestire.
Nei sobborghi della capitale si contano oltre 200 discariche, molte delle quali abusive: ma secondo gli esperti entro il 2014 saranno comunque tutte al limite della capacità. Ma la soluzione?
Nel medio termine potrebbe essere la costruzione di inceneritori, ma molti dei progetti in essere sono stato bloccati dalle rimostranze della popolazione. Nel lungo periodo solo l’educazione al riciclo e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica potranno aiutare il Paese ad emergere dal pattume.

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