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29.3.10

l’osso iniettabile è già realtà

ortopedia

Il futuro potrebbe essere un osso artificialeche vada a sostituire le ossa mancanti a seguito di intervento chirurgico anche seguito da infortunio che abbia comportato la resezione dell’osso per intero o parzialmente. Per intanto la scoperta è volta alla rigenerazione delle ossa mediante un nuovo materiale di tipo simil biologico.


La scoperta è del CNR di Napoli e consiste in un osso iniettabile in grado di stimolare la rigenerazione ossea in grado di opporsi alle fratture riparandole quando vi si vada incontro. A mettere a disposizione l’innovativo materiale la Finceramica Faenza S.P.A. che ha brevettato il tutto.


Ciò in quanto parliamo di un polimero sintetico alla cui base v’è il materiale bioceramico riassorbile che una volta iniettato in una fessurazione dell’osso ricostruisce immediatamente l’osso per via dei tempi ridottissimi di solidificazione, il tutto nell’assoluta biocompatibilità con i tessuti circostanti al riparo da eventuali fenomeni di rigetto o allergici. Inoltre, tende a sottolineare Luigi Ambrosio dell’Imcb-Cnr di Napoli “questo materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perchè fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti”.


La similarità chimico-fisica con la fase minerale dell’osso, unita a un alto grado di purezza delle materie prime impiegate, “rende questo materiale altamente biocompatibile, evitando effetti collaterali come allergie, nonchè osteo-conduttivo e osteo-promozionale, cioè capace di integrarsi pienamente con il tessuto nativo; il risultato è frutto, di un approccio multidisciplinare. “Un’equipe di chimici, fisici, ingegneri, biologi, medici e chirurghi - continua Ambrosio - ha collaborato per realizzare un materiale biomimetico, in grado di replicare sia la composizione chimica sia l’architettura tridimensionale dell’osso naturale, garantendo così il ripristino strutturale del difetto e il recupero funzionale degli apparati”.


Ma nell’applicazione di tale scoperta
non si dovrà solo pensare alle fratture, tante patologie ossee possono trovare riscontro con tale nuova scoperta,osteoporosi, artrosi, artriti le più comuni, altre verranno nel tempo.

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