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26.2.10

caso Morgan: parla il giornalista autore dello scoop: “Riscriverei tutto”.

In un Paese normale, Raffaele Panizza sarebbe semplicemente un giornalista che ha fatto il suo lavoro. Ha incontrato un personaggio, gli ha fatto delle domande, e ha scritto le risposte. That’s it. Niente di più. Ma siccome viviamo nel Paese della fuffa dietrologica, Panizza è diventato, secondo alcuni: il “manipolatore di interviste”, il “mostro che ha estorto dichiarazioni”, lo “scorretto che ha estrapolato frasi ad hoc”. Per la cronaca: Panizza è il collega che ha firmato l’intervista nella quale Morgan confessava di far uso di droghe. Intervista registrata, e, quindi, “vera”. Su internet mi sono divertito a leggere le accuse mosse a Panizza, classe 1974, collaboratore per MAX e consulente del Chiambretti night. Spesso è la solita litania qualuquista anti-giornalisti. Altre volte, schizzi di invidia di tanti colleghi che avrebbero voluto firmare quel pezzo e che, invece, preferiscono schiumar rabbia. Perché – lo dico per chi non frequenta il mondo del giornalismo – chi firma una scoop è visto come un fastidioso rompicoglioni.

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Quando è esploso il caso, mi sono messo in contatto con lui. E, oggi, a poche ore dalla puntata di Annozero, che vedrà come ospite Morgan, ecco l’intervista.

Andiamo al dunque: per colpa tua Morgan non è andato a Sanremo. Sintesi giusta?
A non voler essere cervellotici sì, sintesi giusta. Anche se mi pare che la vera causa, oltre ovviamente alle sue dichiarazioni, sia lo strano can can di opinioni che è immediatamente seguito alle prime anticipazioni della mia intervista su Max. Se un giornalista di Repubblica o del Corriere, appena si ritrova in mano l’intervista di un artista che racconta di drogarsi tutti i giorni, si sente in dovere di chiamare come prime persone Giorgia Meloni e Carlo Giovanardi, significa che c’è qualcosa che non va. C’è proprio uno spostamento di piani, dallo spettacolo alla politica, che mi pare piuttosto emblematico del momento che viviamo (non solo in Italia) ultimamente. Credo che se ci fosse stato Nichi Vendola presidente del consiglio, giusto per capirci, al massimo i colleghi che hanno ripreso l’intervista avrebbero cercato Luzzato Fegiz, che in passato ha ammesso di usare coca, per fare una piccola storia del rapporto tra coca e rock and roll. La Meloni avrebbe fatto il suo comunicato stampa, ma non se lo sarebbe filato nessuno.

Morgan dice che hai travisato, frainteso, estrapolato. Insomma, quelle cose che si dicono quando ci si vuol rimangiare un’intervista. Te l’aspettavi, mentre scrivevi il pezzo?
No. Anche perché, vista la delicatezza degli argomenti, non mi sono permesso di fare nessun copia-incolla, nessun montaggio. La conversazione è avvenuta con la stessa scansione in cui l’ho scritta, senza “cose dette prima e messe dopo”, o viceversa. e comunque non credevo certo che sarebbe scoppiato tutto sto casino. Che Morgan potesse essere alle prese con problemi di droga, non me lo sono inventato io. Erano tutte le presone che avevano a che fare con lui, in particolare negli studi di X Factor, che non perdevano occasione per raccontare delle volte che si presentava strafatto alle registrazioni. Io non avevo idea che ciò rispondesse al vero. Glie l’ho chiesto. E lui ha risposto sinceramente.

La cosa che ti ha dato più fastidio leggere di te.
“Leggere” nulla. Durante una trasmissione radiofonica il figlio di un giornalista molto importante ha detto che ’se si profilasse un nuovo caso Pantani, io dovrei avere il peso di un morto sulla coscienza’. Una roba brutta da sentire.

Tornando indietro, ri-scriveresti lo stesso pezzo?
Professionalmente, sì, lo scriverei tale e quale. Detto questo, vedere la rassegna stampa del mio “caso Morgan” poco più bassa della tragedia di Haiti mi ha fatto schifo.

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Hai più sentito Morgan?
No. Solo qualche sms. Spero che il momento dei chiarimenti arrivi presto.

Quando lo hai intervistato, Morgan era lucidamente “consapevole” di ciò che stava dicendo?
Sì. Era lucido, esaustivo, come sempre. Magari un po’ assonnato, vista l’ora (ci siamo incontrati intorno alle 17, orario in cui lui normalmente dorme), tanto che un paio di volte, sdraiato sul divano, si è quasi assopito. Non ho pensato neppure un attimo che fosse sotto l’effetto di droga, anche perché associo la cocaina a stati di eccitazione, non certo a torpore. E’ stato lui a dirmi, a un certo punto, di essere anche in quel preciso istatane sotto l’effetto del crack.

Sul web s’è scritto di tutto, su di te. Dagli insulti alle dissertazioni sulla professionalità. Eppure hai fatto “banalmente” il tuo lavoro. Ma qualcuno ti ha fatto i complimenti?
I complimenti sono stati molto più numerosi che gli insulti. Però mi hanno colpito di più i secondi. Dei primi non so bene cosa farmene. Mi hanno invitato in tutte le trasmissioni possibili, offerto soldi per vendere la registrazione dell’intervista, ma me ne sono rimasto bello tranquillo a casa mia. Ritengo che il caso Morgan sia una scoreggia nell’universo, e come tale lo considero.

Ricevuto minacce, più o meno velate?
Minacce no, discorsi strani però sì. I giornalisti musicali in particolare sembrano non aver gradito. E’ come se avessi rotto qualche equilibrio che regge il gioco tra artisti e stampa. Anche gli uffici stampa sono agguerriti. C’è la targa “io non posso entrare” davanti a un paio di porte. Mi dispiace e contemporaneamente non fa nessuna differenza. Io non sono interessato a diventare amico dei personaggi. Anzi. Credo che offuscare un po’ il loro bagliore, finto, sia un ottimo servizio sociale per chi sta a casa affondato nel divano, cresce i figli, e si chiede come cavolo è che nella vita non gli sia successo nulla di eccezionale.

Sanremo ha sbagliato a impedire a Morgan di salire sul palco?
Su questo non riesco a farmi un’idea. d’istinto dico che hanno sbagliato, perché, ancora una volta, reato e punizione non sono sullo stesso piano. Se fosse stato ancora a XFactor, dove il suo ruolo è misto, da guastatore-educatore, forse una sospensione sarebbe stata legittima. A Sanremo, dove si canta e basta, e in più si gareggia giudicati da un pubbico, no ha senso. Vedrai che alla fine succederà il contrario, e l’anno prossimo tornerà a X Factor sotto il nume tutelare di Simona Ventura. Sarebbe un paradosso. Ma è inutile aggiungere male a male solo per coerenza.

Droga e vip. Morgan, secondo molti, ha detto l’ovvio. Sono (siamo?) tutti degli ipocriti?
Non ha detto l’ovvio. Ha detto che la droga non gli interessa per lo sballo, ma solo per curarsi l’anima. Ha parlato della non violenza della sua scelta, contro l’aggressività di chi si droga in giacca e cravatta per placare le sue frustrazioni e poi si trasforma in un mostro. Ha detto cose tutt’altro che ovvie. E infatti nessuno ha cercato di capirle.


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