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19.2.10

BENITO-SILVIO - LA SERENITA’ DEL DELINQUENTE (impegnato in politica)

Necessità della disobbedienza civile

Berlusconi giudica una barbarie le notizie su Bertolaso diffuse in questi giorni. Nella definizione di “barbarie” c’è compresa la “costruttiva notizia” delle risate dei due imprenditori alla notizia del “fortunato evento” che per loro stava profilandosi all’orizzonte col terremoto de L’Aquila. Questa è la sua decisa risposta: l’ennesima decretazione d’urgenza affinchè i magistrati non possano piu’ intercettare ed in subordine che il contenuto delle intercettazioni non venga divulgato presso la stampa. Una negazione del diritto di informazione che porta come corollario che così, ora e sempre, saranno solo le reti berlusconiane e la RAI piu’ tutti i media leccaculanti perchè “timorosi” di entrare nelle “black list” dei nemici del padrone, ad orientare il pubblico. E così non avremmo saputo delle risate dei due farabutti. Non avremmo saputo di Bertolaso che ha la “schiena dritta” solo per i massaggi fatti da una “fisioterapista” che era talmente brava da sortire vantaggi per chi l’aveva scovata e presentata al capo della protezione civile. Non se ne sarebbe parlato. Non si sarebbe neppure parlato della chiusura del centro storico di L’Aquila, preclusa a chiunque fuorchè a Bruno Vespa: particolare che gli italiani non avevano capito.

Non avremmo saputo che Gianni Letta ha avuto bisogno di mentire per tentare di fermare il calo di consensi per Berlusconi, in seguito alla sua difesa strenua di Bertolaso e la sua volontà di proseguire, nonostante risate e soldi pubblici sperperati nei “centri relax” e nelle inutili casettine che hanno accolto un quinto degli sfollati aquilani (mentre con quei soldi avrebbe restaurato la città) mentre gli altri sono ancora ospiti di alberghi adriatici a spese nostre, il progetto (giustamente affossato) di rendere s.p.a. la protezione civile.

Furono le leggi “fascistissime” del 1925 e non la “marcia su Roma” a condurre l’Italia a compiere il passo definitivo da regno parlamentare a dittatura. Oggi il nostro piccolo DVX da Arcore sta diluendo per l’Italia la medesima politica di restrizione dei diritti. Gli ultimi che colpisce: il diritto di informazione (già languente per leccaculaggio dei giornalisti), diritto all‘acqua-bene-pubblico, diritto di porre su internet videoriprese di qualunque tipo.

I passi che sta compiendo Berlusconi, con l’appoggio di Alfano, di Ghedini, e degli altri mariuoli che s’arricchiscono aggreppiati a lui sono inequivocabilmente scadimenti di uno stato di diritto ad uno stato “blindato” come i decreti che ha fatto passare e quelli che farà approvare. Una dittatura, dove non c’è bisogno che vi vengano a prendere di notte i poliziotti, perchè chi non fa parte del potere non avrà alcuna voce, non potra’ far sapere, se non a pochi amici, le situazioni di profonda e vile ingiustizia che lo circondano e lo coinvolgono. Una dittatura dove solo le menzogne avranno eco e solo le menzogne saranno il pane informativo della pubblica opinione mentre intanto veleni e rapine si moltiplicheranno in modo esponenziale (ancora di piu’, sempre di piu’…).

Non c’è altra via d’uscita che la disobbedienza civile: i magistrati devono fare egualmente intercettazioni nonostante il decreto, se passerà. Gli utenti delle aziende private che erogano acqua per decreto devono continuare a pagare le bollette ai comuni e gli utenti di internet devono continuare a mettere sui server che sono disponibili (e ce ne saranno) i video che vogliono.

La decretazione d’urgenza è prevista dalla costituzione entro termini molto precisi e definiti: l’uso che ne fa Berlusconi non ne rispetta uno. Non è rispettata nemmeno l’indipendenza dei tre poteri dello stato, visto che questa “politica” sfora sempre di piu’ verso la prevalenza del potere esecutivo sugli altri. Quindi l’illiceità di un atto di disobbedienza civile su questi temi è solo apparente. In via definitiva non puo’ essere condannata perchè se “il pesce puzza dalla testa” volendo far prevalere lo “stato di natura” che Berlusconi rivendica come cittadino di potere e quindi “diverso” da tutti gli altri (eccetto i suoi accoliti che sono della sua “stessa natura”) ciò non deve significare automaticamente l’accettazione da parte dei cittadini (e non sudditi) di principi che trascendono la legge. In uno stato di diritto la legge è sovrana e a nessuno, si chiamasse pure Silvio Berlusconi, dev’esser permesso di cambiare quest’assetto per garantirsi la prosecuzione del potere.

La disobbedienza civile è l’unica strada, se il piccolo DVX l’avrà vinta con i suoi decreti di merda. Migliaia ( o meglio milioni) di persone, con nomi e cognomi, si devono autodenunciare per essersi rifiutati di sottostare a regole fuori dal diritto, fuori dalla costituzione, contrarie al “patto sociale” che regola dal 1948 questa repubblica.

No pasaran

ps: chi possiede un account facebook è pregato di iscriversi QUI. se i 60 mila iscritti di “noi alle 3:32 non ridevamo” hanno aiutato a far ritirare il decreto su protezione civile s.p.a, chissà mai che migliaia di iscritti qui sveglino il Napolitano dal coma.

pps di intercettazioni e di decreti per abolirle/limitarle/occultarle abbiamo parlatoQUI, poi QUI (Appello a Napolitano),anche QUI e pure QUI.



give thanx Cloro


Reazioni:

1 commenti esagitati e considerazioni varie:

francesco salbiati ha detto...

sempre sublime Cloro!

 
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