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17.12.09

vino e bufale. Tutto quello che vi hanno sempre dato a bere a proposito delle bevande alcoliche

Lo psichiatra Enrico Baraldi e l’esperto di problemi alcol-correlati Alessandro Sbarbada hanno pubblico Vino e bufale. Tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche. Il libro è pubblicato da Stampa alternativa che l’ha inserito nella collana Eretica. Non è facile parlare di questo libro, anche per un non-bevitore come me. Il retaggio “culturale” sulvino che ognuno di noi si porta dentro fa avvicinare quasi con diffidenza ad un libro del genere che non vuole essere un manuale per un neo-proibizionismo ma, come dicono gli autori,

“vogliamo solo che sull’alcool venga fatta vera informazione, non campagne isolate che non fanno alcuna presa sui cittadini. Poi, ognuno sarà più libero di scegliere se bere o meno: ma non possiamo accettare che il vino venga spacciato per una bevanda dalle proprietà quasi medicinali, perché questa è pura mistificazione della realtà”

Il libro risponde a moltissime domande sul vino (quasi un prontuario, i paragrafi sono brevi e ben scritti). Una riflessione mi ha colpito:

Come titolano i nostri giornali? Se l’argomento è trattato in positivo, la sostanza viene chiamata “vino”, “birra” o “grappa”; se però si evidenziano dei problemi viene chiamata “alcol”. Sembra un dettaglio, ma capiremo che questo ha un grande significato. Allo stesso modo su internet: se impostiamo la parola “alcol” (o “alcool”) troveremo pagine che parlano di risse, violenze e incidenti; se invece cerchiamo la parola “vino” o “birra”, me troveremo altre riferite solo a benefici, piaceri, feste e allegre occasioni turistiche! Chi, guidando in stato d’ebbrezza, investe un’auto uccidendone gli occupanti – come chi bevendo si espone inconsapevolmente a rischi per la sua stessa salute –, ha assunto “vino” o “birra” o “grappa”: non avrebbe, insomma, bevuto “alcol”! Proviamo a pensare in senso contrario, immaginando titoli di giornali come: “Strage sulle strade: il problema è il vino”, oppure: “Bere vino fa venire il cancro al seno”. Sono verità che darebbero troppo fastidio e allora devono restare immaginabili ma non proponibili


Credo che Vino e bufale sia un libro che ogni amante del cibo e della cucina dovrebbe leggere perché è importante sapere. Poi rimane la libertà di comportarsi come meglio si crede, ovviamente. Informarsi, però, è un diritto-dovere al quale non è bene rinunciare in maniera leggera


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