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29.9.09

Ultimate frisbee


Ultimate è uno sport di squadra nato nei campus americani negli anni Sessanta, che si gioca con il frisbee. Viene praticato su un campo rettangolare, preferibilmente in erba, lungo 100 m e largo 37. Il lato lungo è suddiviso in 3 parti: una centrale di 64 m e due aree alle estremità di 18 m ciascuna, che costituiscono le zone di meta. Il disco internazionalmente utilizzato è l'Ultra-Star Professional Sportdisc da 175 grammi della Discraft.
Ultimate viene giocato da due squadre di sette giocatori ciascuna, che si affrontano senza l’ausilio di un arbitro che dirima le controversie; questa è probabilmente la più grande particolarità di questo gioco, che anche ad alti livelli, come ad esempio nei campionati mondiali, non prevede la presenza di un direttore di gara. Ultimate è infatti basato sull’autoregolamentazione, nel senso che sono i giocatori stessi a chiamare falli e infrazioni durante la gara. Affinché ciò sia possibile è naturale che si basi tradizionalmente su uno spirito di sportività che pone sul singolo giocatore la responsabilità della correttezza nella condotta di gioco. Altra curiosità è la possibilità di avere squadre promiscue, con uomini e donne.
Lo scopo del gioco è quello di segnare più mete degli avversari; vince chi per primo arriva a quota 19 punti (ogni meta=un punto), con almeno 2 punti di scarto, o comunque chi arriva a 21. Le regole sono piuttosto semplici. Il gioco incomincia con le due squadre che si dispongono nel seguente modo: i membri di quella che lancia il disco all’interno della propria area di meta, mentre gli avversari sulla propria linea di meta. Il difensore con il disco in mano deve alzarlo per domandare "siete pronti?" e quando la squadra che attacca alza un braccio per rispondere "sì", tenterà di lanciarlo dentro il campo e il più lontano possibile e senza che i propri compagni possano interferire nella traiettoria. A questo punto si possono verificare una infinità di casi (disco in campo preso dalla squadra ricevente, solo toccato e caduto a terra, atterrato in campo e uscito fuori di rimbalzo, ecc.), in conseguenza dei quali il gioco procede in maniera differente. Per chi fosse interessato a conoscere approfonditamente tutta la casistica può visitare il seguente link http://www.wfdf.org/languages/it/regole_ultimate.pdf dove troverà il regolamento completo. Proseguiamo allora descrivendo solo i capisaldi di Ultimate; chi ha il frisbee in mano non può correre, ma deve tenere almeno un piede attaccato al suolo (piede perno come nel basket) e ha 10 secondi per liberarsi del disco a partire da quando il marcatore prende posizione davanti a lui; in questo caso è lo stesso difensore che scandisce il conto di 10. Se il possessore del disco si muove deve tornare indietro nel punto di ricezione. Il disco può essere passato ai compagni solo attraverso lanci e non scambiandolo di mano in mano. Se durante un lancio il disco tocca terra si ha un turnover, ovvero un cambio di possesso del frisbee; chi stava difendendo raccoglie il disco nel punto in cui è caduto e comincia la propria azione d’attacco. Si ha turnover anche quando un attaccante non esegue il passaggio entro i dieci secondi, quando il disco viene preso dall’attaccante fuori dal campo o semplicemente quando un lancio viene intercettato da un difensore. Nel caso in cui il frisbee in seguito ad un lancio viene abbrancato simultaneamente da due avversari, il possesso resta all’attaccante. Per segnare una meta occorre che l’attaccante riceva il disco nell’area avversaria. Un’altra curiosità di Ultimate è che ad ogni meta avviene un cambio di campo, in ossequio al principio di dover difendere la meta appena conquistata. Come detto non ci sono arbitri, ma esistono comunque i falli che vengono chiamati da chi li subisce. Non è ammesso il contatto fisico, quindi qualsiasi contatto volontario o involontario può essere considerato un fallo. Allo stesso modo è vietato strappare il disco dalle mani di chi ne ha il possesso, impedirgli il lancio pressandolo troppo da vicino o in più di un difensore, e ostacolare la corsa o il salto per la ricezione del frisbee. Quando viene chiamato un fallo tutti i giocatori si fermano nella posizione in cui si trovano e non si muovono; qualora vi fosse una controversia sull’assegnazione del fallo e non si trovasse un accordo tra le due squadre, il disco tornerebbe al lanciatore che lo aveva prima della chiamata.
Per chi fosse interessato a provare esiste una federazione italiana, l’ FIFD (Federazione Italiana Flying Disc), e numerosi club in Italia (es: Torino, Aosta, Milano, Udine, Bologna, Sassari, Lecce, Palermo, ecc) alla ricerca di aspiranti giocatori.

 

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