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18.9.09

"Fare sesso orale ad una donna è da cani" Il codice sessuale della camorra: racconta Roberto Saviano

Dopo aver svelato affari e crimini della camorra nel best seller Gomorra, divenuto anche film, Roberto Saviano parla a ruota libera anche della sessualità della camorra. E svela che le donne sono sottomesse ai loro uomini, anche se hanno il potere di comandare un’esecuzione.Spiega Saviano:

Probabilmente non c’è nulla che spieghi meglio il codice sessuale che vige in queste terre se non l’impossibilità che nessun ambito si sottragga alla logica ferrea del possesso, della gerarchia, del potere, del controllo territoriale. Regole complesse, riti rigorosi, vincoli incrollabili. Mai sesso orale, poi. Riceverlo è lecito, farlo a una donna è “da cani”.

La vita per le donne della camorra, spiega Saviano è complessa:

E’ un mantenersi in precario equilibrio tra modernità e tradizione, tra gabbia moralista e totale libertà per affrontare le questioni d’affare. Le donne possono ordinare un’esecuzione però non possono permettersi di avere un amante o di abbandonare un uomo. Possono decidere se investire in un settore del mercato ma non truccarsi quando il loro uomo è in carcere. Vestirsi elegantemente, imbellettarsi mentre il marito è dentro significa che lo fanno per qualcun altro. Farsi la tinta equivale a una silenziosa confessione di tradimento. La moglie esiste solo in relazione all’uomo. Senza di lui è come un essere inanimato. Un essere a metà. Durante i processi, non è raro vedere le donne negli spazi riservati al pubblico mentre mandano baci o semplici saluti agli accusati che stanno dietro le sbarre. Sono le loro mogli, anche se molte volte sembrano le loro madri. Se in strada le incroci ben vestite e truccate, significa che il loro uomo è vicino, è libero e comanda. E il comandare riflette il suo potere sulla donna. Tuttavia sono le donne dei boss incarcerati quelle che, in molti casi, comandano di più.

Le relazioni tra uomini e donne della camorra iniziano da giovanissimi, da poco più che adolescenti ed è costume che sia così, perché l’obiettivo è di crescere assieme per cementare un legame unico e indistruttibile. Conclude Saviano:

In generale, marito e moglie si conoscono da adolescenti e si sposano tra i 20 e i 25 anni. Sposarsi con la ragazza che si conosce fin da piccoli è fondamentale, ma sempre che sia vergine. Impossibile sottrarsi a questa prassi. E chi crede di poter liberarsi da queste regole si sbaglia. Anche col corteggiamento si marca il territorio. E avvicinarsi a una donna significa correre il rischio di invadere il territorio non proprio.Perché amare, decidere di fare l’amore, baciare, fare un regalo, sorridere, toccare una mano, tentare di sedurre una donna o essere sedotto può diventare un gesto fatale. Il più pericoloso. Addirittura l’ultimo.



fonte Corriere del Mezzogiorno

Reazioni:

3 commenti esagitati e considerazioni varie:

Jinocchio ha detto...

Mettersi insieme fin da adolescenti non cemente il rapporto, ma lo pregiudica.
Ci sono studi in proposito: in questi casi scatta il meccanismo protettivo dell'incesto (anche se incesto non è)che porta le due persone cresciute assieme a repellersi sessualmente.

Iviz ha detto...

In effetti è una commistione tra una visione pre-moderna della donna e della famiglia, il tutto spolverato dall'aspetto "famiglia criminale" e "famiglia tradizionale"..
E' un mix davvero strano, come mette in evidenza l'articolo..
e in effetti è tutto molto straniante e antimoderno... :)

Anonimo ha detto...

barliche' barliche' barliche'

 
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