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16.7.09

la sicurezza dei ciclisti non è urgente!!!

LA SICUREZZA DEI CICLISTI NON E’ URGENTE
RINVIATI DALLA COMMISSIONE TRASPORTI DELLA CAMERA
EMENDAMENTI A FAVORE DEGLI UTENTI DEBOLI DELLA STRADA
PRESENTATI DAI PARLAMENTARI BRATTI E MOTTA

La sicurezza stradale di ciclisti e pedoni è condivisibile ma non urgente. Gli emendamenti a tutela degli utenti deboli della strada presentati dai parlamentari Bratti e Motta che, se discussi nelle recenti sedute del 30 giugno e del 7 luglio della Commissione Trasporti della Camera, sarebbero potuti essere inclusi all’interno delle "Disposizioni in materia di sicurezza stradale", sono stati rinviati a data da destinarsi.

Nonostante un'ampia condivisione dei temi, una maggioranza trasversale ha chiesto il ritiro degli emendamenti agli onn. Bratti e Motta spostandone l'esame ad una non precisata "riforma complessiva del codice della strada". Eppure le proposte emendative in questione risultano articolate in proposte di legge trasversali presentate nella legislatura corrente da parlamentari della lega Nord, primo firmatario on. Guido Dussin, del PD, primi firmatari on. Carmen Motta e Alessandro Bratti, e dell'UDC, primo firmatario on. Angelo Compagnon.

Il Presidente FIAB, Antonio Dalla Venezia dichiara: “E stata persa una grande occasione per incidere davvero sul problema della sicurezza stradale ed in particolare su quella dell'utenza debole”.

Gli fa eco il Responsabile Sicurezza della FIAB, Edoardo Galatola che, in una nota al Presidente e alla Vicepresidente della IX Commissione Trasporti della Camera, rispettivamente Valducci e Velo ha evidenziato come:

a) le problematiche degli utenti deboli della strada non sono secondarie nel novero del problema generale della sicurezza stradale; la Consulta Nazionale della Sicurezza Stradale, non più tardi del 15 maggio scorso, ha individuato la scarsa tutela di ciclisti e pedonai come il problema principale da
risolvere nel contesto dell’incidentalità dei centri urbani (metà dei morti in città sono persone a piedi e in bicicletta);

b) gli utenti deboli della strada sono, per l’appunto, utenti del sistema viario e non considerarne le specificità (come avviene oggi nel Codice della Strada contravvenendo a quanto enunciato nell’art. 1) non permette una valutazione armonica del problema;

c) a più riprese la FIAB, organizzazione riconosciuta dal Ministero Infrastrutture per la sua comprovata esperienza nel settore della sicurezza stradale, ha chiesto di essere ascoltata in Commissione come soggetto rappresentante dei ciclisti urbani (che contribuiscono con 350 morti all’anno alle vittime della strada e quindi che rappresentano sicuramente un elemento “di particolare urgenza”) in quanto portatori di richieste ma anche di proposte valide per tutti gli utenti della strada.

Inoltre Galatola dichiara:

- "le aree urbane in Italia sono caratterizzate dalla maggiore incidenza d'Europa di infortuni gravi (44% dei morti, 73% dei feriti e 77% degli incidenti);

- nelle aree urbane metà dei morti sono da ascrivere all'utenza debole (nel 2007 350 ciclisti e 630 pedoni);

- il 15 maggio 2009, 27 comuni d'Europa hanno firmato la Carta di Bruxelles con la quale si impegnano a portare nei Paesi dell'Unione Europea l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale dall’attuale 5% al 15% entro il 2020 ed a ridurre del 50%, entro lo stesso termine, gli incidenti mortali che colpiscono i ciclisti migliorando la sicurezza delle strade;

- i paesi nei quali la ripartizione modale vede un uso della bicicletta superiore al 15% raggiungono i maggiori livelli di sicurezza stradale ed i minori tassi di incidentalità;

- Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea con delega ai Trasporti, ha affermato il 12 maggio 2009 a Bruxelles: "È nostro dovere promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano a emissione zero";

- i principi informatori del Codice della Strada (art. 1 comma 2) prevedono che: "Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi: di ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; di migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; di migliorare la fluidità della circolazione".

"Ci rammarichiamo - prosegue Galatola - che a parole tutti siano favorevoli alla sicurezza stradale, alla protezione di ciclisti e pedoni ed ad una mobilità diversa da quella caotica e irrazionale che ci caratterizza, alla prova dei fatti sia maggioranza che opposizione mancano del coraggio di tradurre tali principi in legge. Chiediamo un impegno preciso di adottare una revisione del Codice della Strada che contenga disposizioni atte a:

- ridurre l'incidentalità stradale con particolare riferimento ai centri urbani

- proteggere l'utenza debole della strada (con particolare riferimento all'utenza non motorizzata, ovvero pedoni e ciclisti) e ridurne drasticamente l'incidentalità

- favorire la diffusione dell'utenza non motorizzata sposando i principi della mobilità sostenibile

- definire dei criteri quantitativi che permettano di monitorare le iniziative delle amministrazioni locali

- coinvolgere le organizzazioni che rappresentano l'utenza debole nella definizione delle priorità da perseguire per il raggiungimento della sicurezza stradale."



give thanx Beps


Reazioni:

3 commenti esagitati e considerazioni varie:

Anonimo ha detto...

spero che la foto sia un fotomontaggio.. :(

io,pio

Sandra ha detto...

... che foto!.. spero anch'io!

B@rchilson ( Infiltrato Camera*M@n ) ha detto...

bravo beps !!
ottima segnalazione...
+ potere ai ciclisti !!!

 
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