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16.5.09

il grande Ascanio Celestini


Sono qua…come direbbe il fratello di qui e quo…( battutaccia del kazzo )…oggi voglio scrivere e rendere omaggio ad un “GENIO” eclettico, compagno fedele dei nostri giorni “TRISTI”, cioè all’inarrivabile Ascanio Clestini. Uno uomo che con le parole ci sa fare veramente…Un funambolo del vezzo…Un acrobata della verità.
Devo essere pienamente sincero,da sempre mi affascina e mi esalta quel suo modo di usare il lessico ITALIANO,ma a volte la sua schiettezza mi ha rattrista l’anima…” La troppa verità fa male, rende l’uomo troppo libero…”
Egli, è uno dei pochi ARTISI EMERGENTI ( insieme a BERGONZONI…non troppo “emergente”…), che riesce a trasformare e plasmare il verbo…
Attraverso il suono della sua voce il senso compiuto, i termini, le parole, vengono prese, rivoltate, incastrate, capovolte in un flusso continuo ed interminabile,fatto di melodie, e concetti unici e reali…. che tutti noi abbiamo almeno per una volta pensato,ma mai espresso in modo così limpido e costruttivo…
Coloro che l’hanno visto a teatro conoscono l'avvolgente effetto di stordimento provocato dalla narrazione senza pause, che attacca da tutti i lati con ironia, semplicità, ma anche con tanta drammaticità...Mentre chi l’ha visto e osservato attraverso lo schermo,in uno dei suoi interminabili monologhi,conosce il senso e l’efficacia del suo dire….Quindi potete immaginare la difficoltà che avrà dovuto affrontare per trasferire la stessa efficacia e le medesime sensazioni in brani musicali compressi in una manciata di minuti...ma è proprio qui che entra in campo il vero talento. E allora i quattordici brani (+ 1) del disco non perdono nulla della forza trascinante di Ascanio Celestini monologhista, anzi l’autore è riuscito indubbiamente a costituire un lavoro che è già divenuto un punto di riferimento in ambito cantautorale (di questo ne sono pienamente convinto )… Come sono certo, che siamo finalmente di fronte ad un disco che riesce a guardare a tematiche sociali con un occhio credibile e non (troppo) retorico, basandosi sulla forza di un'ironia testuale capace di fare da contrappeso anche ai passaggi più intensi e drammatici…Questa è la grandezza di “pochi”… Ascoltandolo dall’inizio, ci si scontra subito con cinque minuti fitti fitti di parole estrapolate in maniera sublime dal profondo dell’anima. Parole pesanti come macigni,attimi intensi tracciati da toni accoratamente surreali,con i quali l’artista descrive ciò che sarebbe potuto essere, ma non è stato… I motivi di una rivoluzione mai avvenuta sono evinti con precisione nei pezzi recitati di "Il popolo è un bambino". Essi, compongono l'ossatura portante dell’ opera e ne danno la chiave di lettura complessiva, ovvero ci spiattellano la semplice consapevolezza di essere “ TUTTI ” manipolati ed eterodiretti in quanto popolo bue…
Tutti i brani, sono molto efficaci, scritti con tanta senno, dovizia, compassione e amore, ma anche con poca speranza, se non quella da sogno del primo pezzo… Il resto del lavoro è una carrellata sull'oggi che non concede nulla all'illusione perché parte dai buchi neri di ieri: ogni miglioramento è da conquistare con fatica, come testimoniato dalla title/track, che descrive con precisione di date la lotta di un gruppo di precari di un call center romano. ..La stessa rabbia disillusa che serpeggia in "Poveri partigiani", che ricorda la "Lettera da lontano" di Jannacci nel passare in rassegna figure e persone che non sono e non dovrebbero essere trasformati in personaggi… Certo, in alcune strofe l’artista si perde nel cercare la facile rima,questo potrà sembrare banale, accade in particolare in "Cadaveri vivi". Questo è un brano che A.Celestini fa suo a 360°, stigmatizzando la contemporaneità, giocando con tentazione e trovando un inno di facile presa. …Ma come citato in precedenza, la genialità è proprio questa…
Il dolce rimare, il salvarsi con la retorica e con le parole di uso comune e no: così nella lunga lista di identificazione con emarginati o minoranze ("Noi siamo anarchici, noi siamo spastici, noi siamo quelli col cesso a parte / noi siamo brutti, sporchi ma buoni, che detto in sintesi significa coglioni") spiccano elementi sghembi ( parole come “coglioni”, che di certo non sono usate nelle canzoni della premiata ditta APICELLA/ BERLUSKONI…ma che il buon Vecchio Silvio di tanto in tanto usa per “ insultare/ esaltare ” la fazione politica a lui contraria…), come quello appena citato del "cesso a parte", che rimandano diritti al migliore Rino Gaetano, usato come lente per distorcere e piegare il grandissimo Fabrizio De André, riferimento principale che viene rispettato proprio perché tradito…” Se fossero ancora tra noi il meraviglioso canzoniere Italo/ Francese G. Bressans e il mitico cabarettista Nanni Svampa (suo fido traduttore…ma non solo), terrebbero a battesimo un loro degno erede “ Concludendo, sono tante le angolazioni da cui si può affrontare il disco, quindi è inutile dilungarsi oltre…
E’ però necessario ribadire la mia (e non solo mia) assoluta convinzione che si tratti di un album che non potrà essere di certo ignorato, anche perché quest’opera traccia e segna un'ottima sintesi tra sguardo e memorie…E’ la fotografia perfetta per pregi e difetti di un intero modo di fare canzone, e non solo…di fare critica…
Questo album per me è già una pietra miliare, che racconterà alle future generazioni, il mondo falso e ipocrita in cui tutti noi abbiamo vissuto…AMEN
Lupo


BRANI
01. La Rivoluzione
02. Il Popolo È Un Bambino 1
03. Il Mondo Dei Bruchi
04. Cadaveri Vivi
05. Il Popolo È Un Bambino 2
06. Poveri Partigiani
07. Noi Siamo Gli Asini
08. Fino A Che Sono Stato Chiamato
09. La Casa Del Ladro
10. Il Popolo È Un Bambino 3
11. La Morte Del Disertore
12. L'Amore Stupisce
13. Parole Sante
14. Il Popolo È Un Bambino 4

Reazioni:

9 commenti esagitati e considerazioni varie:

EL POLA ha detto...

e' stato dimenticato l'album.."parole sante" che consiglio a tutti....

Anonimo ha detto...

HAI RAGIONE ELPOLA....L'AVEVO PREPARATO(PERSONALMENTE)PROPIO PER ENFATIZZARE LA GRANDEZZA DI QUESTO ALBUM...PER ME,UN VERO CAPOLAVORO...VEDRO' DI FARLO INSERIRE NELL'ANIMA(PROBABILMENTE SI SONO ACCAVALLATI 2 POST SIMILI)...CIAO E GRAZIE

Anonimo ha detto...

è uno dei miei scrittori preferiti.. libri imperdibili "storie di uno scemo di guerra" e "la pecora nera".. ho iniziato da poco "lotta di classe" e sembra all'altezza..
è normale che gente che scrive solo cagate venda milioni di copie e autori geniali come celestini rimangano solo per una ristretta elite? che l'uso del cervello sia così incredibilmente fuori moda? la cultura non è noiosa..le sopraccilia rifatte e gli ingressi gratis in discoteca sono noiosi..
bravo mavaffanculp
bravo lupo
bravo anch'io

allo

Anonimo ha detto...

bravo anche pio,
l'avevo scordato..

Carlitos ha detto...

PIO? MA PIO E' UN COGLIONE

Anonimo ha detto...

ke parolone...pio è onnipresente...vedi pomodorino sardo...egli ci osserva...

Carlitos ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Carlitos ha detto...

VOLEVO DIRE COGLIONAZZO

cecca ha detto...

azzo azzo azzo.......

 
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