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22.4.09

"milano da morire", il rifiuto di gisele bundchen

La top model guida la battaglia ecologista

Amo Milano, ma lì l’inquinamento è insopportabile. Ogni volta che ho dovuto frequentare questa città per via delle sfilate mi veniva una terribile allergia, il mio naso diventava una bolla e soffrivo. Forse ci sono troppe macchine». Parola di Gisele Bundchen, top model brasiliana affascinante ed ecologista: «L’inquinamento dev’essere combattuto e dovrebbe essere proibito a tutte le auto inquinanti entrare in città». Modella al top anche per gli stipendi, più di 30 milioni di dollari (oltre 24 milioni di euro) all’anno guadagnati sulle passerelle e posando per le più importanti riviste di moda, nell’intervista al giornale brasiliano di gossip «Glamour» Gisele ha lasciato intendere di non voler sfilare più a Milano fino a quando l’inquinamento non sarà diminuito.


Linus, storica voce di Radiodeejay, che di aria se ne intende vista la sua grande passione per le maratone, vive a Milano da sempre, si schiera con la modella: «Quello che mi lascia perplesso, più ancora del livello dei veleni nell’aria, è il fatto che la politica locale non tenti di risolvere il problema, non applichi strategie d’uscita». E aggiunge: «Piuttosto quello che noto, è che i grandi progetti in cantiere, quelli di Comune e Regione, vanno nella direzione opposta e cioè più case e più strade». Milano come Londra, Madrid, Parigi, Berlino e Amsterdam sta combattendo la battaglia contro le polveri sottili, pm 10 e, negli ultimi anni, ossido di azoto, gas tossico che causa forti irritazioni a tutto l'apparato respiratorio e che provoca alterazioni degli equilibri ambientali. Va detto però che la città italiana, a differenza delle altre, si trova nella zona più «sfortunata» d’Europa: la pianura padana che ha rubato il primato, per emissioni pericolose, al Benelux.

«Milano è consapevole delle proprie criticità legate all’inquinamento atmosferico - spiega Edoardo Croci, assessore comunale al Traffico e all’Ambiente - per questo dall’inizio del mandato la giunta ha promosso una strategia strutturale per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente». E per strategia strutturale s’intendono ecopass, car e bike sharing, sviluppo della metropolitana e potenziamento del trasporto pubblico. I giorni di sforamento del livello di polveri sottili nel 2008, nell’intera area metropolitana, sono diminuiti rispetto al 2007. Ma non basta. Spiega Damiano Di Simine, presidente di Legambiente della Lombardia: «Ci sono due tendenze che si scontrano, quella micro, comunale che procede con iniziative di un certo pregio, ma che vanno assolutamente migliorate, e poi c’è quella macro, regionale, che, invece, pensa alla realizzazione di opere che non hanno niente di funzionale con la tutela dell’ambiente e al miglioramento dell’aria. Basti pensare al progetto di costruire dieci autostrade». Totale 500 chilometri d'asfalto in più in Lombardia dei quali gli automobilisti ringrazieranno, un po’ meno i ciclisti: «Ma che senso hanno iniziative come il bike sharing se poi bisogna pedalare nel traffico perché mancano le piste ciclabili?».


Tratto da
LASTAMPA.IT
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