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21.3.09

GEORGE ORWELL: La fattoria degli animali







GEORGE ORWELL
LA FATTORIA DEGLI ANIMALI
Casa editrice: Mondadori


"Verso la metà dell'estate, dopo un'assenza di diversi anni, ricomparve improvvisamente alla fattoria Mosè il corvo. Non era affatto cambiato, continuava a non lavorare e parlava con immutato entusiasmo della Montagna di Zucchero Candito. Si appollaiava su un ceppo, sbatteva le ali nere e, per ore e ore, arringava chiunque fosse disposto ad ascoltarlo. <<>> diceva solenne, puntando il grande becco verso il cielo <<> dietro quella nuvola scura che vedete, si trova la Montagna di Zucchero Candito, la terra felice dove noi poveri animali potremo riposare in eterno dalle nostre fatiche!>> Pretendeva addirittura di esserci stato, in uno dei suoi voli più alti, e di aver visto gli eterni campi di trifoglio, i panelli di semi di lino e le zollette di zucchero che crescevano spontanee sulle siepi. Molti animali gli credevano. Adesso - si dicevano - la loro vita non era nient'altro che fame e fatica; non era quindi giusto e ragionevole che da qualche altra parte esistesse un mondo migliore? Difficile da decifrare era invece l'atteggiamento dei maiali nei confronti di Mosè. Dichiaravano tutti con aria sprezzante che le sue storie sulla Montagna di Zucchero Candito erano fandonie; però gli permettevano di vivere nella fattoria senza lavorare e gli concedevano persino un bicchiere di birra al giorno.


In questo libro Eric Arthur Blair, vero nome di Orwell, narra le vicende di un gruppo di animali che, dopo essere stati
capaci di ribellarsi all'oppressione degli esseri umani, riescono con impegno ed abnegazione a svolgere loro stessi
tutti i lavori necessari alla fattoria.
Solo con il passare del tempo però si accorgeranno con orrore come i maiali, razza a loro dire superiore, prenderanno il posto
degli umani, sfruttando il loro lavoro e negandogli ogni diritto modificando a piacimento i comandamenti che in principio
erano stati redatti dalla comunità stessa.
Come potete capire Orwell usa come soggetti gli animali, se letto da un bambino potrebbe anche somigliare a una favola,
ma questo libro è una critica ai politicanti dell'epoca (ma anche attuali) ed alla società che si fà mettere i piedi in testa
senza reagire (vedi le pecore della fattoria).
Il libro è stato scritto tra il novembre del 1943 e il febbraio dell'anno successivo ma tratta come gia detto temi attualissimi,
consiglio quindi a tutti la sua lettura che sarà piacevole e sbrigativa trattandosi di pocopiù che un centinaio di pagine scritte
in maniera diretta e semplice.


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