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9.11.08

Il curling

Per l’esordio della rubrica “giochi per pochi” ci occupiamo di uno degli sport probabilmente più noiosi e meno praticati in Italia: il curling. Nonostante ciò è disciplina olimpica dal 1998 ed ha una storia pluricentenaria. Infatti la sua nascita si fa risalire al 1511, in Scozia, dove è stato ritrovato un sasso da curling (noto come Stirling Stone) sulla cui superficie è incisa la suddetta data. All’epoca il curling era diverso da come è praticato oggi: era essenzialmente una prova di forza tra contadini, che si sfidavano a lanciare il più lontano possibile pesanti pietre naturalmente arrotondate per l’effetto dell’acqua dei ruscelli, facendole scivolare sulle superfici ghiacciate dei campi. Nello stesso periodo questo sport apparve nei quadri di due pittori fiamminghi Pieter Bruegel e Jacob Grimmer.
Sempre in Scozia, nel Settecento, venne fondato il primo curling club e nell’Ottocento furono standardizzati il peso e le dimensioni delle pietre. Gli emigranti scozzesi esportarono il gioco in Nord America e in particolar modo in Canada. Solo nel Novecento si cominciò a diffondere nel resto d’Europa. In Italia è giunto solo nel 1953, quando il cortinese Leo Menardi fondò il primo curling club italiano.
Il curling è uno sport di squadra che viene praticato su un apposito campo di gioco ghiacciato, detto rink, lungo 42 m e largo 4,32 m perfettamente livellato per permettere alle stones (pietre) di scivolare con il minor attrito possibile. Molto importante per la preparazione del ghiaccio è il cosidetto pebble, uno spruzzo d'acqua nebulizzata molto rarefatta che ghiaccia al contatto con la pista, formando una superficie coperta di piccole vescichette rugose simili ad una buccia d’arancia e aiuta le stones a scivolare più velocemente. Questo è uno dei motivi, oltre al mantenimento di temperatura e umidità costanti, per cui per giocare un buon curling sono necessari i curling center anziché semplici piste da pattinaggio. Sul ghiaccio del rink, circa alle due estremità, sono disegnati due bersagli detti house (case). Il centro delle case, chiamato tee, viene individuato dal punto d'incontro di due linee: la center line, che divide il campo a metà longitudinalmente, e la tee line, posta a 4,9 m dal fondo della pista. Sul campo a circa 11 m dal fondo sono segnate altre due linee, le hog lines. Gli anelli del bersaglio sono definiti dal loro diametro: 1,22 m, 2,44 m e 3,66 m, e si distinguono per il colore (rosso, bianco e blu). Vicino al fondo della pista sono poste le hacks, le staffe, utilizzate dai giocatori per avere un punto d'appoggio per il piede in occasione del tiro.


L’equipaggiamento necessario per giocare comprende stones, scope e scarpe. Le prime sono rocce di granito tonde (circonferenza di 30 cm, altezza 11,4 cm) e del peso approssimativo di 20 kg. Nella parte superiore viene applicata una maniglia in plastica mentre il fondo è concavo. La superficie di scivolamento di una stone è larga solamente 6-12 mm e questo permette al pebble presente sul ghiaccio di agire sul movimento della pietra. Il costo di questi sassi è veramente impressionante: un set di 8 costa da 1.200 a 2.000€! Le brooms (scope) sono in setola e servono a pulire il ghiaccio al passaggio delle stones. Il costo di una scopa può variare dai 45 ai 120€, a seconda dei materiali utilizzati per il manico e per la testa (setole sintetiche o in crine di cavallo). Per giocare sono necessarie inoltre scarpe particolari, in quanto ogni giocatore deve poter frenare e scivolare sul ghiaccio con facilità. E' per questo motivo che sono fornite con suole differenziate: la scarpa destra è munita di una suola liscia e scivolante, mentre la superficie della suola sinistra è realizzata in materiale abrasivo, che aiuta a mantenere l’equilibrio sul ghiaccio. Questo allestimento è funzionale per i destrorsi, mentre per i mancini le suole sono invertite. Prezzo delle calzature? Da 90 fino a 260 €!



Veniamo ora alle regole del gioco: il curling è giocato da due squadre di quattro componenti ciascuna, più una riserva. I giocatori sono definiti a seconda dell'ordine di lancio: il primo è il lead (deve essere bravo ad andare a punto), seguito dal second (deve essere un buon bocciatore), dal third ed infine dallo skip, che lancia per ultimo ed è il capitano della squadra. Una partita consiste generalmente in dieci end (mani). Ad ogni mano tutti i giocatori lanciano a turno due stones, alternando i componenti delle squadre. I primi tre giocatori lanciano le stone e fanno lo sweeping, cioè spazzolano il ghiaccio immediatamente davanti alla stone in movimento con le scope: il calore generato dallo spazzolamento causa un momentaneo scioglimento di una parte del ghiaccio, dal che segue una diminuzione dell'attrito e pertanto una diminuzione della decelerazione della stone. Gli sweepers possono agire solo fino alla tee-line. Lo skip invece rimane nella zona della casa per coordinare le strategie di lancio e segnala al lanciatore, mediante prestabilite posizioni del proprio braccio, quale senso rotatorio e quale direzione conferire alla stone. Inoltre può spazzolare dopo che la stone ha superato la tee-line. Quando tocca a lui lanciare viene sostituito nel ruolo di stratega dal terzo giocatore, detto viceskip.
Per lanciare una stone si usa la staffa per darsi una spinta e scivolare verso la hog line. Prima di raggiungere la linea il giocatore deve rilasciare la stone. Se la stone non riesce a superare la hog line più lontana, o supera la back line, viene tolta dal gioco. Lo scopo è di bocciare le stones avversarie e di piazzare le proprie vicino al tee. Dopo che entrambe le squadre hanno lanciato tutte e otto le stones a loro disposizione viene determinato il punteggio. La squadra con la stone più vicina al tee riceve un punto per ogni stone che sia ad una distanza minore dal tee della più vicina stone avversaria, come nel gioco delle bocce. La squadra che vince la mano tira per prima in quella successiva, lasciando il vantaggio dell’ultimo lancio agli avversari. A ogni squadra sono concessi 73 minuti di gioco per 10 end. Se la partita è in parità si gioca un extra-end per determinare il vincitore.
Come abbiamo visto le regole sono semplici, ma i costi sembrano proibitivi. Tuttavia per chi volesse provare il curling, almeno in Italia, non deve preoccuparsi tanto dei costi quanto di trovare una struttura appropriata. Sono pochi infatti i curling center: Torino, Pinerolo, Biella, Cortina, Claut (Pordenone), Sesto San Giovanni, Courmayeur, Monsano (Ancona) sono i principali. In questi impianti vengono messe a disposizione tutte le attrezzature necessarie a giocare, un po’ come avviene per il bowling. Il costo di una partita, della durata di due ore, va dai 20 ai 30€ a persona, che comunque non è poco.
Inoltre è consigliato un abbigliamento comodo ma sempre tenendo conto che si starà sul ghiaccio per un paio d’ore.
Per chi volesse cimentarsi on-line, ecco qualche link.
Cow curling
Virtual curling
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